Reflusso Gastroesofageo 2019 | Cause, Sintomi e Cure |

In questo articolo parliamo del Reflusso Gastroesofageo, delle sue Cause e dei Sintomi Associati. E' un Disturbo Grave? Quando Consultare il medico? Esami per la Diagnosi, Informazioni sulle Cure, la Dieta e i Rimedi Efficaci per la Cura del Reflusso

Reflusso Gastroesofageo 2019 | Cause, Sintomi e Cure |
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Introduzione

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto comune che si manifesta quando l'acido dello stomaco risale nell'esofago (ovvero nel canale che collega la bocca allo stomaco).

In condizioni normali, la risalita dell'acido gastrico nell'esofago viene ostacolata dalla presenza dello sfintere esofageo inferiore (un anello muscolare che separa stomaco ed esofago).

Sintomi

Il reflusso acido che risale dallo stomaco può irritare la parete dell'esofago, provocando una serie di sintomi caratteristici:

  • rigurgiti acidi;
  • bruciore retrosternale;
  • bruciore di stomaco;
  • percezione di un sapore sgradevole in bocca;
  • alitosi;
  • esofagite;
  • eruttazione;
  • dolore durante la deglutizione.

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Cause e Fattori di Rischio

Il reflusso gastroesofageo può essere provocato da:

  • indebolimento dello sfintere gastroesofageo inferiore;
  • alterazioni salivari;
  • rallentamento dello svuotamento gastrico;
  • gravidanza;
  • ansia e stress;
  • ernia iatale.

Sono stati individuati ulteriori fattori di rischio, che possono predisporre il soggetto al reflusso gastroesofageo. Tra questi, si ricordano:

  • obesità;
  • assunzione di alcuni farmaci per la cura di asma, allergia, depressione;
  • fumo.

È una Malattia Grave?

Molte persone sono affette da reflusso gastroesofageo senza rendersene conto: infatti, a volte, i sintomi sono così leggeri da non essere percepiti da chi ne viene colpito.

In altri casi, i sintomi costituiscono una condizione invalidante, tanto da spingere il paziente a ricercare una cura farmacologica; pertanto, in simili circostanze, è importante prendere provvedimenti e curare il disturbo con trattamenti specifici.

Quando il reflusso gastroesofageo grave non viene adeguatamente curato, può provocare conseguenze anche gravi, come ad esempio:

Nei casi particolarmente seri, il reflusso gastroesofageo sembra aumentare il rischio di cancro all'esofago.

Cure

Un'adeguata alimentazione, o comunque la correzione di abitudini alimentari sbagliate, può essere utile per combattere il reflusso gastroesofageo senza ricorrere all'assunzione di farmaci.

In altri casi, una cura farmacologica può velocizzare la guarigione e alleviare i sintomi.

I farmaci per la cura del reflusso gastroesofageo possono includere:

  • antiacidi e protettori della mucosa gastrica;
  • inibitori della pompa protonica;
  • antagonisti dei recettori H2 dell'istamina.

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Il Reflusso Gastroesofageo in Pillole

Di seguito riportiamo i concetti base sul reflusso gastroesofageo:

  • Il reflusso gastroesofageo rappresenta una condizione caratterizzata dalla risalita dell'acido gastrico nell'esofago.
  • Il sintomo caratteristico del reflusso gastroesofageo è rappresentato dalla percezione di bruciore retrosternale. Gli altri sintomi possono includere: alitosi, bruciore di stomaco, difficoltà a deglutire, sensazione di amaro in bocca, difficoltà digestive, bruciore alla lingua.
  • Le cause vanno ricercate, principalmente, in un malfunzionamento dello sfintere gastroesofageo inferiore, l'anello muscolare che - in condizioni normali - impedisce la risalita di cibo e liquidi dallo stomaco all'esofago.
    Tra gli altri fattori di rischio, si annoverano: gravidanza, obesità, fumo, alterazione del pH salivare, rallentamento dello svuotamento gastrico.
  • Un singolo episodio di reflusso gastroesofageo non richiede trattamenti farmacologici specifici. Quando i sintomi sono frequenti, il reflusso gastroesofageo può essere combattuto con l'assunzione di farmaci antiacidi, protettori della mucosa gastrica, inibitori della pompa protonica e antagonisti dei recettori H2 dell'istamina.

Maggiori dettagli e informazioni sul reflusso gastroesofageo saranno illustrati nei prossimi capitoli.

Cos'è il Reflusso Gastroesofageo

Descrizione

Si parla di "reflusso gastroesofageo" quando i succhi acidi dello stomaco risalgono verso l'esofago.

Malattia da Reflusso Gastroesofageo

Quando gli episodi di reflusso acido sono particolarmente frequenti, il disturbo può assumere una connotazione patologica.

In questi casi si parla d malattia da reflusso gastroesofageo, che può essere trattata con farmaci specifici.

Cenni di Anatomia

L'esofago è il canale che collega la bocca allo stomaco.

La funzione dell'esofago è favorire la progressione del cibo deglutito verso il basso.

Tra stomaco ed esofago è collocato un anello muscolare chiamato sfintere esofageo inferiore:

  • l'apertura di questa valvola permette al cibo di passare,
  • la sua chiusura, invece, impedisce la risalita del contenuto dello stomaco nell'esofago.
Reflusso - Stomaco ed Esofago

Epidemiologia: Chi Colpisce? Quante Persone Soffrono di Reflusso Gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo rappresenta una condizione estremamente comune: si stima che un simile disturbo possa affliggere fino al 20% delle persone occidentali 1,2.

L'incidenza del reflusso gastroesofageo sembra essere legata anche all'età, soprattutto tra i Paesi Sviluppati: infatti, le persone più colpite hanno un'età compresa tra 60 e 70 anni 1.

Nessun dato precisa la predominanza sessuale per il reflusso gastroesofageo 1, anche se in alcune fonti 3 è segnalata una leggera predominanza maschile per il disturbo.

Tuttavia, è bene precisare che i sintomi non si manifestano in modo uguale in tutti i pazienti.

Dati alla mano 1,2:

  • il 7% dei pazienti lamenta i sintomi quotidianamente;
  • il 14-20% dei pazienti percepisce i sintomi una volta a settimana;
  • il 15-40% dei pazienti avverte la condizione solo una volta al mese.

Nella maggior parte dei casi, gli adulti manifestano la condizione in forma lieve; tuttavia, si stima che in 1/3 dei pazienti il reflusso gastrosofageo provochi una patologia nota come esofagite da reflusso.

Sintomi

Segni e Sintomi del Reflusso Gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo può essere percepito con uno o più di questi sintomi caratteristici:

  • bruciore retrosternale;
  • bruciore di stomaco;
  • reflusso acido;
  • rigurgiti acidi;
  • sensazione di amaro/gusto cattivo in bocca;
  • eruttazione;
  • alitosi (alito cattivo);
  • dolore durante la deglutizione;
  • difficoltà a deglutire (disfagia);
  • raucedine;
  • tosse persistente*, che tende ad accentuarsi di notte;
  • malattie gengivali e carie.
*la tosse è un sintomo tipico della malattia da reflusso gastroesofageo di moderata e grave entità. Nei casi più gravi, il contenuto acido gastrico che risale raggiunge la gola e viene ridotto in minuscole goccioline, che a loro volta possono essere aspirate e possono arrivare nella zona polmonare, creando fenomeni come tosse e asma.

Quando Non è Reflusso Gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo rappresenta spesso una condizione transitoria e facilmente reversibile: è sufficiente individuare la causa e porvi rimedio per risolvere la condizione.

Tuttavia, alcune forme particolarmente gravi possono nascondere patologie ben più importanti.

A tale scopo, è importante differenziare un singolo episodio di reflusso gastroesofageo da malattie più gravi:

Quando Consultare il Medico

Un singolo episodio di reflusso gastroesofageo non deve preoccupare: infatti, non è raro che la condizione tenda a presentarsi a seguito di un'abbuffata o dopo aver praticato sport, immediatamente dopo il pasto.

Tuttavia, quando i sintomi persistono per più di una settimana, è consigliabile rivolgersi al medico.

Inoltre, il parere di uno specialista è consigliato quando:

  • si avverte dolore alla mascella;
  • si avverte un dolore al braccio;
  • si ha un respiro affannato;
  • i sintomi del reflusso gastroesofageo sono invalidanti;
  • si ricorre all'assunzione di farmaci contro il bruciore di stomaco per più di due volte a settimana.

Complicazioni

Un reflusso gastroesofageo grave e non trattato adeguatamente, può peggiorare ed evolvere in patologie più complesse, come ad esempio:

  • esofagite (infiammazione dell'esofago);
  • ulcere peptiche (in particolare, ulcera esofagea);
  • stenosi esofagea: i danni ripetuti a livello del rivestimento esofageo possono portare alla formazione di tessuto cicatriziale; di conseguenza, un accumulo di tessuto cicatriziale può causare un restringimento dell'esofago (stenosi esofagea);
  • cancro di Barret o esofago di Barret: si tratta di un disturbo in cui si assiste alla sostituzione del normale epitelio di rivestimento dell'esofago con un tessuto simile a quello che riveste le pareti interne dello stomaco;
  • problemi respiratori (es. asma, polmonite, laringite);
  • congestione toracica.

Sembra inoltre che il reflusso gastrosofageo grave non curato possa aumentare il rischio di cancro all'esofago.

Cause

Cause e Fattori di Rischio

La causa del reflusso gastroesofageo va ricercata nella risalita degli acidi gastrici che, dallo stomaco, passano nell'esofago.

A sua volta, all'origine di tale disturbo può risiedere un indebolimento dello sfintere gastroesofageo inferiore, ovvero dell'anello muscolare che, in condizioni normali, impedisce al cibo e ai liquidi di risalire verso l'alto (dallo stomaco all'esofago).

I sintomi del reflusso gastroesofageo possono comparire quando lo sfintere gastroesofageo inferiore, rilassandosi, permette la risalita di cibo e/o succhi gastrici verso l'alto.

Fattori di Rischio

Sono stati individuati alcuni fattori che possono aumentare il rischio di reflusso gastroesofageo 3:

  • obesità*;
  • fumo di tabacco;
  • età avanzata;
  • razza bianca;
  • ernia iatale (ovvero una protrusione dello stomaco attraverso il diaframma);
  • sesso maschile.

L'obesità sembra rappresentare un importante fattore predisponente il reflusso gastroesofageo. Secondo un'analisi pubblicata nella Rivista Medica Annals of Internal Medicine, l'obesità era strettamente correlata alla presenza di reflusso gastroesofageo, esofagite erosiva e carcinoma esofageo 2.

Altri fattori che possono aggravare i sintomi del reflusso gastroesofageo includono:

  • assunzione di alimenti grassi/fritti;
  • assunzione di alcuni farmaci (es. FANS);
  • spuntino notturno;
  • disturbi del tessuto connettivo (es. sclerodermia);
  • difficoltà di svuotamento gastrico.

Diagnosi

Visita Medica

Una diagnosi corretta deve sempre iniziare con una serie di domande, che il medico può porre al paziente per avere un'idea più precisa del disturbo e della gravità dei sintomi:

  • Quando sono iniziati i primi sintomi?
  • Quanto sono gravi i sintomi?
  • I sintomi vi tengono svegli di notte, o vi svegliano?
  • I sintomi sono occasionali o frequenti?
  • Avete notato qualcosa che possa aggravare o migliorare i sintomi?
  • Avete difficoltà a deglutire?
  • I sintomi peggiorano dopo i pasti o da sdraiati?
  • Avete perso peso o siete ingrassati?

Per una corretta diagnosi e per indagare sulle cause che scatenano il reflusso gastroesofageo, il medico può prescrivere una serie di ulteriori test diagnostici.

pH-metria

Si tratta di un esame diagnostico volto a misurare il pH del lume dell'esofago.

Consiste nell'inserimento di un sondino nasogastrico, alla cui estremità è collegato un elettrodo che permette di misurare il pH esofageo nell'arco delle 24 ore.

Un pH eccessivamente basso può favorire danni a carico dell'esofago, soprattutto in presenza di reflusso gastroesofageo.

Mediante questo esame, vengono valutati vari parametri, quali:

  • tempo necessario all'esofago per eliminare tutto il reflusso;
  • legame tra alimentazione e reflusso gastroesofageo;
  • tempo di esposizione dell'esofago agli acidi gastrici.

Gastroscopia

Durante la gastroscopia, all'interno dell'esofago del paziente viene inserito un gastroscopio, ovvero un tubicino sottile dotato di videocamera: questo tubicino viene fatto passare nello stomaco per visionare il tratto gastrico, che viene osservato all'interno di un monitor.

Per ulteriori accertamenti, durante il test di endoscopia il medico può prelevare un piccolo campione di tessuto (biopsia) da far analizzare in laboratorio.

Radiografia con Mezzo di Contrasto

Il paziente viene sottoposto a un esame a raggi X, dopo avergli fatto assumere un mezzo di contrasto gessoso a base di pasto baritato (marcato con una sostanza fluorescente): in base alla modalità di passaggio della sostanza, è possibile esaminare alcuni parametri (es. tempo di svuotamento gastrico) e comprendere la natura della lesione.

Manometria Esofagea

La manometria esofagea è un test diagnostico in grado di misurare il numero di contrazioni muscolari ritmiche dell'esofago, durante la fase della deglutizione.

Questo test è utile anche per misurare la forza esercitata dai muscoli dell'esofago.

Cura e Trattamenti

Non sempre è necessario ricorrere all'assunzione di farmaci: un episodio isolato di reflusso gastroesofageo non dev'essere interpretato come una condizione preoccupante.

Inoltre, anche quando la condizione è piuttosto frequente, prima della cura con i farmaci, il medico può consigliare di correggere alcune abitudini alimentari/comportamentali scorrette.

Nei casi più gravi, il trattamento farmacologico per la cura del reflusso gastroesofageo può prevedere:

  • farmaci antiacidi: utili per neutralizzare l'acido gastrico (es. idrossido di alluminio e idrossido di magnesio, bicarbonato di sodio, carbonato di calcio);
  • antagonisti dei recettori H2 dell'istamina (es. ranitidina, famotidina, cimetidina ecc.): sono farmaci antisecretivi, utili per ridurre la produzione di acido cloridrico;
  • protettori della mucosa gastrica (es. sucralfato, misoprostolo): utili per proteggere la parete dello stomaco;
  • inibitori della pompa protonica: agiscono sulla pompa protonica, bloccando la produzione di acido e favorendo la guarigione del tessuto esofageo danneggiato (es. omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo ecc.);
  • farmaci procinetici: utilizzati per velocizzare lo svuotamento gastrico.

Chirurgia

La chirurgia non rappresenta un trattamento di prima scelta per chi soffre di reflusso gastroesofageo.

Tuttavia, nei casi di grave entità, l'intervento chirurgico si pone come obiettivo la correzione dello sfintere gastroesofageo alterato, mediante:

  • Fundoplicatio: si tratta di un intervento chirurgico mirato a prevenire il reflusso di materiale gastrico verso l'esofago.
    La fundoplicatio consiste nella plicatura (ovvero una sorta di "avvolgitura") della parte superiore dello stomaco attorno alla parte inferiore dell'esofago: lo scopo è quello di stringere il muscolo gastroesofageo per impedire il reflusso;
  • dispositivo LINX: il muscolo gastroesofageo viene avvolto da un anello di piccolissime perle magnetiche. L'attrazione magnetica impedisce al muscolo di rilassarsi eccessivamente, prevenendo il reflusso.

Dieta e Stile di Vita

La dieta può influire moltissimo in un contesto di reflusso gastroesofageo: in simili circostanze, è buona regola evitare tutti gli alimenti che possono accentuare i sintomi.

Per alleviare i disturbi associati al reflusso gastroesofageo, potrebbe essere utile:

  • evitare alimenti che possono peggiorare i sintomi, come:
  • bere molta acqua: la saliva e i liquidi introdotti possono proteggere le pareti dell'esofago dai succhi gastrici;
  • bere latte (ma senza esagerare): il pH alcalino del latte tampona l'acidità dei succhi gastrici;
  • evitare la frittura e la grigliatura;
  • evitare alimenti ricchi di grassi: questi alimenti potrebbero aumentare il tempo di permanenza del cibo nello stomaco.

Stile di Vita

Anche la messa in atto di alcune modifiche comportamentali potrebbe apportare beneficio a chi soffre di reflusso gastroesofageo.

Alcuni di questi consigli abitudinari, possono includere:

  • evitare lunghi digiuni;
  • non saltare i pasti;
  • evitare di assumere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per lunghi periodi;
  • limitare l'assunzione di farmaci sedativi e tranquillanti;
  • mangiare poco e spesso, evitando le abbuffate;
  • consumare una cena leggera, per evitare di appesantire lo stomaco prima del riposo notturno;
  • allontanare lo stress;
  • evitare di coricarsi subito dopo il pasto;
  • masticare lentamente, evitando di ingurgitare aria;
  • per prevenire il reflusso acido notturno, dormire in posizione supina e sollevare la parte sotto alla testa, posizionando un blocco di legno sotto al materasso: sconsigliato l'uso di cuscini per sollevare la testa, per evitare di aumentare la pressione sull'addome;
  • sedersi a tavola mentre si mangia, per favorire il rilassamento;
  • non fumare;
  • evitare l'esercizio fisico immediatamente dopo il pasto;
  • seguire una dieta ipocalorica (in caso di sovrappeso), dopo averne discusso con il proprio medico.

Integratori e Altri Rimedi

Integrare l'alimentazione con alcuni prodotti specifici potrebbe essere utile per controllare i sintomi del reflusso gastroesofageo, e per prevenire le ricadute.

Alcuni di questi integratori possono includere:

  • bicarbonato di sodio: in questo caso, potrebbe essere utile la dose di 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio, da sciogliere in un bicchiere di acqua fredda.
  • integratori erboristici per proteggere la mucosa esofagea dall'attacco degli acidi (es. melissa, malva, calendula, altea, camomilla, liquirizia, aloe vera gel).

Per scoprire gli integratori e i dispositivi medici presenti in commercio contro il reflusso gaestroesofageo, leggi le nostre recensioni sui prodotti: Neo Bianacid, Gastrotuss, Deflux, Esoxx One, Marial, Refluxsan, Noremifa, Faringel, Hepilor, Maalox RefluRapid, Maalox Evoluzione Natura, Digestivo Antonetto, Pilorex e Refalgin.

Prevenzione

Le regole per la prevenzione del reflusso gastroesofageo corrispondono ai consigli descritti nel paragrafo "Dieta e Stile di Vita".

Ricordiamo ancora una volta come sia importante seguire una sana alimentazione, ricca di frutta e verdura, evitando il fumo e, in generale, ogni eccesso alimentare.

Inoltre, non va dimenticato che lo stress e l'ansia possono gravare anche in un contesto di malattie a carico dell'apparato digerente. A tale scopo, per prevenire episodi di reflusso gastroesofageo legati ad ansia e stress, potrebbe essere utile dedicarsi all'aromaterapia oppure iscriversi in palestra per seguire qualche corso di yoga, pilates o training autogeno.

Bibliografia e Letture Consigliate

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