Malattie della Tiroide | Numeri, Sintomi | Cure ed Esami

In questo articolo parliamo delle Malattie della Tiroide, analizzando l'anatomia e le funzioni di questa ghiandola, insieme alle cause, i sintomi e le cure delle più comuni patologie che la colpiscono

Malattie della Tiroide
Supervisione Scientifica a Cura del Dottor Gilles Ferraresi - Ultima revisione dell'articolo:

Generalità

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie della tiroide rappresentano un problema per circa un miliardo di persone nel mondo.

La maggior parte delle patologie tiroidee risulta trattabile con ottimi risultati.
Ciò, tuttavia, non deve indurre a sottovalutarle o a trascurarle, in quanto un disturbo della tiroide non curato in maniera adeguata può comportare gravi complicazioni.

Inoltre, tanto più una di queste malattie è a uno stadio avanzato e grave (proprio perché sono mancate le cure del caso), tanto più risulta difficile ottenere una guarigione completa.

Quindi, di fronte a una tale situazione (ovvero elevata incidenza a livello mondiale e pericolosità delle complicanze), è facile capire per quale motivo, nei paesi del mondo più all'avanguardia, le comunità mediche stanno cercando di educare sempre più persone sulle caratteristiche delle malattie della tiroide. Infatti, saperne riconoscere i sintomi per tempo preserva dalle conseguenze più gravi e migliora l'efficacia del trattamento e la prognosi.

In questo articolo descriviamo gli aspetti più importanti delle varie patologie della tiroide: verranno trattate le cause, i sintomi, le complicazioni, parte della cura e anche qualche curiosità.

Ovviamente, come spesso accade prima di trattazioni di questo genere, è doveroso ripassare brevemente l'anatomia e le funzioni della tiroide.

Tiroide - Com'è Fatta

Tiroide: cenni di anatomia

La tiroide è un organo impari di piccole dimensioni, situato nella regione anteriore del collo, circa alla base della gola.

Ricca di vasi sanguigni, possiede la forma di una farfalla: il corpo corrisponde alla zona definita come "istmo della tiroide", mentre le due ali rappresentano i cosiddetti "lobi".
In un individuo adulto sano, i lobi possiedono un'altezza di 3 centimetri (cm) circa e uno spessore variabile da 0,5 a 2 cm.
La massima distanza raggiunta dai margini laterali dei due lobi è di 7 cm.

tiroide anatomia

In termini di volume, la tiroide di una donna misura in genere dai 6 ai 12 millilitri (ml), mentre la tiroide di un uomo misura di solito dagli 8 ai 16 ml.

La superficie della tiroide è liscia e di color rosso bruno, la sua consistenza è molle e il suo peso corrisponde generalmente a circa 20 grammi (g)

È importante sottolineare che i dati numerici fin qui riportati variano in base all'età, al sesso e all'ambiente di vita. Quindi, non bisogna stupirsi, per esempio, se due individui sani, di età estremamente differente, presentano due tiroidi assai diverse tra loro sia per dimensioni che per peso.

Tiroide: rapporti e altre caratteristiche strutturali

Dal punto di vista dei rapporti con le strutture anatomiche vicine, la tiroide comunica con:

  • La laringe, superiormente.
    La laringe è l'ultimo tratto delle vie aeree superiori.
  • La trachea, inferiormente.
    La trachea è il primo tratto delle vie aeree inferiori. In genere la tiroide prende contatto con il secondo e il terzo anello tracheale.
  • I fasci vascolo-nervosi di destra e di sinistra del collo, lateralmente.
    I fasci vascolo-nervosi in questione sono la vena giugulare interna, l'arteria carotide e il nervo vago.
  • Le quattro ghiandole paratiroidi, dorsalmente (cioè sul lato interno della tiroide).
    Le ghiandole paratiroidi, o più semplicemente paratiroidi, sono disposte a due a due sulla parte superiore e inferiore dei due lobi tiroidei. La loro funzione principale è quella di regolare i livelli di calcio nel sangue.

Inoltre, attorno alla tiroide, prende corpo una guaina fibrosa chiamata guaina peritiroidea; da quest'ultima nascono dei prolungamenti legamentosi (legamenti) che servono a fissare la tiroide alla cartilagine cricoidea e tiroidea della laringe e agli anelli della trachea.

Le tipologie di legamenti riconoscibili sono tre: ci sono i legamenti mediani (detti anche sospensori o legamenti di Gruber), i legamenti laterali interni e i legamenti laterali esterni.

Grazie a questi legami esistenti con la laringe, la tiroide segue i movimenti della laringe stessa, quindi si solleva nell'atto di alzare il mento e si abbassa temporaneamente nel momento della deglutizione.

Tiroide Rapporti

MUSCOLATURA

Diversi fasci muscolari del collo ricoprono la tiroide; di questi, si ricordano:

  • Lo sternocleidoioideo (o sternoioideo)
  • Lo sternotiroideo
  • L'omoioideo
  • Lo sternocleidomastoideo
  • Il platisma

I primi tre decorrono nella regione centrale del collo, mentre gli ultimi due si trovano nella regione laterale (sempre del collo).

Funzioni della Tiroide

Tiroide: funzione ormonale

Dal punto di vista funzionale, la tiroide è una ghiandola endocrina.

Rientra tra le ghiandole perché sintetizza ormoni, ed è definita come endocrina perché riversa ciò che produce (quindi gli ormoni) nei liquidi interni dell'organismo, nella fattispecie il sangue.

Dei tre tipi di ormoni secreti, due sono particolarmente noti: la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3).

Le molecole costituenti la tiroxina e la triiodotironina contengono atomi di iodio, un minerale che si ritrova comunemente nel sale marino, nel sale iodato, nel pesce e in molti frutti di mare.

La sigla T4 indica che gli atomi di iodio della tiroxina sono in numero di 4, mentre la sigla T3 indica che gli atomi di iodio della triiodotironina sono 3.

Senza il giusto apporto di iodio nella dieta (N.B: le scorte possono durare anche 2-3 mesi), la tiroide non sarebbe più in grado di produrre ormoni tiroidei in maniera equilibrata. Ecco perché, è bene adottare una dieta varia e che fornisca tutto ciò di cui ha bisogno l'organismo per un'azione perfetta.

CHE COSA INDUCE LA SECREZIONE ORMONALE?

La tiroide produce e mette in circolo T4 e T3 su stimolazione di due ormoni: il TRH, o fattore di rilascio dell'ormone tireostimolante, e il TSH, od ormone tireostimolante.

Entrando più nei dettagli, il TRH è un neurormone ipotalamico (cioè secreto dall'ipotalamo), il quale svolge, tra le diverse funzioni, anche quella di promuovere la secrezione di TSH da parte dell'ipofisi (o ghiandola pituitaria).

Una volta secreto, il TSH agisce sulla tiroide, inducendo la formazione e la secrezione di nuovo T4 e, da questo, di nuovo T3.

Questa serie di passaggi si osserva soltanto quando i livelli di ormoni tiroidei sono bassi.
Infatti, qualora tiroxina e triiodotironina siano già in grandi quantità, non occorre produrne ancora e si innesca un processo opposto al precedente, che blocca la secrezione tiroidea (feedback-negativo).

Tiroide ormoni

Tiroide: altre caratteristiche funzionali e attività

Per funzionare al meglio, oltre allo iodio, la tiroide necessita di un altro elemento: la tirosina.

La tirosina è un aminoacido ordinario - quindi è una molecola - che l'organismo può sintetizzare da un aminoacido essenziale, la fenilalanina, contenuto in alimenti ricchi di proteine come le uova, la carne, il pesce e i legumi.

Se confrontata con la mancanza di iodio, la carenza di tirosina è un fenomeno decisamente più raro.

Molto importante è anche un'adeguata disponibilità di selenio.

LA CALCITONINA

Oltre alla tiroxina e alla triiodotironina, la tiroide secerne un terzo ormone: la calcitonina.

La calcitonina provvede all'abbassamento della concentrazione sanguigna di calcio, opponendosi agli effetti dell'ormone paratiroide (PTH) prodotto dalle ghiandole omonime.

ATTIVITÀ DELLA TIROIDE

Tramite i suoi ormoni, la tiroide regola:

  • Lo sviluppo cerebrale del feto e del lattante,
  • L'accrescimento corporeo del bambino,
  • La maturazione di vari organi (sempre nel bambino) e
  • La crescita scheletrica.

E svolge un'attività metabolica fondamentale, in quanto:

  • Ha azione termogenica.
    In particolare, aumenta il consumo di ossigeno a riposo, agendo sul metabolismo basale e innalzando la temperatura corporea.
  • Influenza il metabolismo glucidico, favorendo la glicogenolisi e la gluconeogenesi.
  • Stimola la lipolisi e la lipogenesi.
    La prima corrisponde all'utilizzo del grasso a scopo energetico, mentre la seconda alla sintesi di tessuto adiposo.
  • Stimola la sintesi proteica, cioè la produzione di proteine.
  • Regolamenta il sistema cardiovascolare.
    In particolare, aumenta la contrattilità del miocardio, innalza la frequenza cardiaca e favorisce il ritorno del sangue venoso al cuore.
  • Favorisce la motilità intestinale, stimola la produzione di cianocoballamina (vitamina B12), aumenta la produzione di altri ormoni (per esempio GH) e il processo di ematopoiesi, influenza lo sviluppo della pelle, dell'apparato pilifero e degli organi genitali.

Malattie della Tiroide

Generalità ed epidemiologia

Brevemente, le malattie della tiroide sono:

  • L'ipertiroidismo
    È la diretta conseguenza di una tiroide troppo attiva e che produce ormoni tiroidei anche quando non ce n'è realmente bisogno.
  • L'ipotiroidismo
    È la condizione patologica opposta all'ipertiroidismo: un individuo che soffre di ipotiroidismo possiede una tiroide poco attiva e che non produce le quantità adeguate di ormoni tiroidei.
  • Il gozzo
    È il termine utilizzato per indicare un ingrossamento generalizzato della tiroide. La sua insorgenza può associarsi a svariati problemi, tra cui anche ipertiroidismo e ipotiroidismo.
  • I noduli tiroidei
    Sebbene siano tumori di origine benigna e a crescita lenta, i noduli tiroidei potrebbero essere fonte di diversi disturbi e richiedere una cura specifica.
  • Il cancro della tiroide
    È il tumore maligno della tiroide e rappresenta una delle principali cause di tiroidectomia, che è l'intervento chirurgico di rimozione della tiroide.
  • La tiroidite
    È l'infiammazione della tiroide. Spesso ha un'origine autoimmune.

EPIDEMIOLOGIA: ALCUNI NUMERI INTERESSANTI

Secondo un'indagine dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, le persone al mondo con una malattia o una disfunzione della tiroide sono circa un miliardo.

Ma quanti sono i malati nei Paesi più importanti e popolati del mondo? Quanti in Italia?

Ricerche statunitensi riportano che, in USA, le persone sotto trattamento per una patologia della tiroide siano almeno 20 milioni e che i casi non-diagnosticati siano almeno 2 milioni (N.B: per quanto riguarda tale aspetto, alcune fonti parlano addirittura di 13 milioni).

In India, secondo Paese più popolato al mondo e dodicesima potenza mondiale, gli individui malati di tiroide sono circa 42 milioni.

In Italia, alcuni studi affermano che la percentuale di malati sia pari a circa un 20% della popolazione italiana (circa 12 milioni di persone).

Malattie della tiroide: chi sono le persone più a rischio?

Le numerose ricerche scientifiche e statistiche condotte fino a oggi hanno dimostrato che le malattie della tiroide colpiscono prevalentemente il sesso femminile.
Rispetto agli uomini, infatti, le donne hanno il 20% in più di possibilità di sviluppare una disfunzione alla tiroide.

Inoltre, sempre dalle stesse ricerche, è emerso che il rischio di ammalarsi di tiroide aumenta con l'età; le persone anziane, quindi, sono i soggetti più esposti alle problematiche della ghiandola tiroidea.

Sesso femminile ed età avanzata sono considerati due fattori di rischio non modificabili.

MALATTIE ASSOCIATE

Una serie di studi medici si è occupata del legame tra malattie della tiroide e altre patologie.

Tali indagini hanno evidenziato una maggiore predisposizione a una disfunzione della tiroide in chi soffre già di diabete mellito di tipo 1, anemia perniciosa, artrite reumatoide e malattie autoimmuni di vario tipo.

ALTRE CORRELAZIONI

Sulla comparsa delle malattie tiroidee incidono sicuramente altri due fattori - in questo caso modificabili - quali: la carenza di iodio nella dieta e l'esposizione alle radiazioni ionizzanti.

La carenza di iodio nella dieta può essere legata a un problema di malnutrizione o al fatto di abitare in una zona geografica povera di iodio (montagna o in genere chi vive lontano dal mare).

L'esposizione alle radiazioni ionizzanti si verifica durante un trattamento radioterapico o dopo un disastro nucleare.
Per esempio, l'esplosione del reattore nucleare delle centrale elettrica di Chernobyl determinò un aumento considerevole dei cancri alla tiroide.

Ipertiroidismo

Cause e sintomi

L'ipertiroidismo è quella disfunzione tiroidea a seguito della quale la tiroide è assai produttiva, in termini di ormoni tiroidei.

Esistono almeno quattro forme di ipertiroidismo:

  • Primitivo
    Sono di tipo primitivo gli ipertiroidismi successivi a una disfunzione che ha origine direttamente nella tiroide. Tra le disfunzioni che inducono uno stato di ipertiroidismo di tipo primitivo, si ricordano la malattia di Basedow (o morbo di Graves), l'adenoma iperfunzionante (o adenoma di Plummer), il gozzo multinodulare tossico e alcune forme di tiroiditi.
  • Secondario
    Sono secondari gli ipertiroidismi che insorgono a causa di un'ipersecrezione di TSH ipofisario. In genere, una sovrapproduzione di TSH ipofisario si verifica in conseguenza a un tumore dell'ipofisi.
    N.B: si ricorda che il TSH prodotto dall'ipofisi è uno dei due ormoni (l'altro è il TRH secreto dall'ipotalamo) che regola la secrezione di tiroxina e triiodotironina.
  • Terziario
    Sono terziari gli ipertiroidismi conseguenti a un'iperproduzione di TRH ipotalamico.
  • Iatrogeno
    Il termine iatrogeno viene usato quando una malattia, un effetto collaterale o una complicanza sono indotti, involontariamente, da un trattamento medico.
    Nel caso in questione, l'ipertiroidismo è dovuto a una dose eccessiva di ormoni tiroidei per la cura di una forma di ipotiroidismo.

SINTOMI DELL'IPERTIROIDISMO

La presenza di un eccesso di ormoni tiroidei in circolo induce vari mutamenti: aumenta l'attività cardiaca e il consumo d'ossigeno (dalla prima deriva la seconda), favorisce l'innalzamento della temperatura corporea basale, incrementa l'attività catabolica del metabolismo e altera l'equilibrio del sistema nervoso.

A seguito di tali mutamenti, l'individuo ipertiroideo manifesta numerosi sintomi e segni particolari, tra cui:

  • Tremori
  • Eccessiva sudorazione
  • Pelle calda e vellutata
  • Capelli fragili, fini e sottili
  • Astenia (debolezza muscolare)
  • Aumento della frequenza cardiaca, ipertensione e ipertrofia del ventricolo sinistro
  • Gonfiore attorno agli occhi (edema periorbitale)
  • Aumento del peso corporeo, conseguente a un maggiore appetito
  • Irrequietezza, senso d'ansia e insonnia
  • Diarrea
  • Aumento delle dimensioni della tiroide (gozzo)
  • Ginecomastia nei maschi

Numeri e curiosità

L'ipertiroidismo è uno dei disturbi endocrino-metabolici più diffusi, insieme al diabete.

Può insorgere a qualsiasi età, tuttavia è particolarmente frequente tra i soggetti di 20-50 anni di sesso femminile e tra gli ultrasessantenni.

Secondo alcune indagini statistiche, negli Stati Uniti, colpirebbe l'1,2% della popolazione e sarebbe conseguente al morbo di Graves (o malattia di Basedow) nel 50-80% dei casi.

In Italia, interesserebbe l'1,2-2% della popolazione e avrebbe un'incidenza sulle donne dalle 3 alle 4 volte in più (N.B: qualcuno parla anche di 6 volte in più), rispetto agli uomini.
Come per gli USA, la causa principale è il morbo di Graves; seguono, quindi, il gozzo multinodulare tossico, l'adenoma iperfunzionante e dosi eccessive di ormoni tiroidei esogeni.

ALCUNE CURIOSITÀ

  • Nell'uomo, l'ipertiroidismo lieve è spesso asintomatico, pertanto il suo riconoscimento al momento dell'esordio è alquanto difficile.
  • I gatti domestici sono particolarmente predisposti ad ammalarsi di ipertiroidismo: secondo i veterinari, tale disfunzione tiroidea colpirebbe più del 2% dei gatti sopra i 10 anni e rappresenterebbe una delle malattie endocrino-metaboliche più diffuse tra i comuni felini di casa.
  • I cani, invece, soffrono raramente di ipertiroidismo: in base ad alcune ricerche veterinarie, su un determinato numero di animali, gli esemplari malati sarebbero meno dell'1%.

Ipotiroidismo

Cause

Si parla di ipotiroidismo quando la tiroide produce quantità modeste di ormoni tiroidei, insufficienti a soddisfare le esigenze dell'organismo.

Come nel caso dell'ipertiroidismo, anche l'ipotiroidismo esiste in almeno quattro forme differenti a seconda del tipo di cause scatenanti:

  • Primitivo
    Sono di tipo primitivo gli ipotiroidismi che insorgono dopo una ridotta funzionalità del tessuto tiroideo; in altre parole, quando c'è un problema che origina direttamente dalla tiroide.
    Le principali disfunzioni tiroidee (o circostanze) che inducono ipotiroidismo sono: le malattie autoimmuni della tiroide (ne è un classico esempio la tiroidite di Hashimoto), la carenza di iodio successiva a una dieta povera di questo minerale e la rimozione di una porzione della ghiandola tiroidea (per esempio a causa di un tumore maligno o un nodulo).
  • Secondario
    È di tipo secondario l'ipotiroidismo dovuto a un malfunzionamento dell'ipofisi e del sistema ormonale (TSH) ipofisario. Tale malfunzionamento è legato spesso a neoplasie (quali per esempio l'adenoma ipofisario o il craniofaringioma) o a lesioni della struttura ipofisaria (post-traumatiche, post-aneurisma, post-radioterapia, per la cosiddetta sindrome della sella vuota ecc).
  • Terziario
    Sono di tipo terziario gli ipotiroidismi legati a un cattivo funzionamento dell'ipotalamo e del sistema ormonale (TRH) ipotalamico.
    Come in precedenza, a causare un cattivo funzionamento dell'ipotalamo può essere una neoplasia ai danni di quest'ultimo o una lesione.
  • Iatrogeno
    Un ipotiroidismo di tipo iatrogeno insorge quando sono eccessive le dosi di farmaci antitiroidei, somministrati per la cura dell'ipertiroidismo.

Sintomi

Gli effetti e la gravità dell'ipotiroidismo sul feto/individuo giovane, rispetto all'individuo adulto, sono nettamente diversi.

NELL'INDIVIDUO DI GIOVANE ETÀ

Nel soggetto di giovane età (o nel feto), gli ormoni tiroidei sono fondamentali per il corretto accrescimento corporeo, il giusto sviluppo cerebrale e il regolare accrescimento scheletrico.

Di conseguenza, senza un loro apporto adeguato, un individuo di giovane età può presentare un ritmo di crescita estremamente lento, soffrire di dwarfismo (o nanismo ipofisario), manifestare un ritardo mentale (il cosiddetto cretinismo) più o meno grave e mostrare un ridotto sviluppo sessuale.

Quando un bambino nasce affetto da ipotiroidismo si parla anche di ipotiroidismo congenito, cioè presente fin dalla nascita.

NELL'INDIVIDUO ADULTO

Nell'individuo adulto, l'ipotiroidismo non ha conseguenze profonde quanto quelle generate nell'individuo giovane.
Ciononostante rimane comunque una patologia da non sottovalutare e da curare in maniera adeguata, dopo averne individuato le precise cause d'origine.

I sintomi e i segni tipici dell'ipotiroidismo nell'adulto sono:

  • Cute secca e capelli radi
  • Debolezza muscolare (astenia) e senso di fatica. In questo caso, sono dovuti a una ridotta sintesi proteica e a un indebolimento dei muscoli.
  • Zone palpebrali gonfie, bocca semiaperta e lingua ingrossata. Questi segni danno al volto un'espressione poco intelligente, definita anche col termine di "facies mixedematosa".
  • Cute fredda e intolleranza alle basse temperatura. Del resto l'ipotiroidismo rallenta il metabolismo, riducendo il consumo dell'ossigeno e l'attività termogenica dell'organismo.
  • Sonnolenza. A questa possono associarsi: vera e propria letargia, depressione, rallentamento dei processi ideativi e coma. Tutto ciò si deve a un'alterazione nervosa.
  • Rallentamento del ritmo cardiaco e riduzione della forza contrattile del cuore. Se l'ipertiroidismo favorisce l'aumento della frequenza cardiaca, un basso livello di ormoni tiroidei fa l'esatto contrario.
  • Costipazione
  • Aumento del peso corporeo, pallore e ritenzione idrica
  • Diminuzione della memoria e dell'udito
  • Aumento del flusso mestruale (nella donna) e riduzione della fertilità

N.B: diversi di questi sintomi compaiono anche nei soggetti giovani affetti da ipotiroidismo, pertanto la loro identificazione può essere estremamente utile ai fini di una diagnosi precoce.

Ipotiroidismo sintomi

Numeri e curiosità

L'esatta diffusione dell'ipotiroidismo non è ancora del tutto nota.

Tuttavia, secondo le ricerche statistiche più attendibili, la malattia sembrerebbe interessare lo 0,3-0,4% della popolazione proveniente dai Paesi del cosiddetto Mondo Occidentale. Probabilmente, in altre zone del mondo (specie dove c'è maggiore malnutrizione), la diffusione è superiore.

Sebbene possa colpire chiunque, l'ipotiroidismo interessa in maniera particolare gli individui di sesso femminile di 40-50 anni.

CARENZA DI IODIO E IPOTIROIDISMO

Alcuni studi riportano che, nel mondo, almeno un miliardo di persone soffre, in misura più o meno severa, di una carenza di iodio.

Tuttavia è bene precisare che manifestare una carenza di iodio non significa, per forza, essere malati di ipotiroidismo. L'ipotiroidismo, infatti, deriva da una carenza di iodio, ma non tutte le carenze di iodio sono tali da generare ipotiroidismo.

IPOTIROIDISMO SUBCLINICO

Gli endocrinologi (cioè i medici del sistema endocrino) usano il termine di ipotiroidismo subclinico per definire quello stato di ipotiroidismo lieve e asintomatico o, al massimo, con sintomi appena accennati.

L'ipotiroidismo subclinico è assai più frequente dell'ipotiroidismo vero e proprio di cui si è parlato finora. Infatti, secondo alcune indagine statistiche su larga scala, nel Mondo Occidentale le persone con tale disturbo oscillerebbero tra il 4,3% e l'8,5%.
Curiosamente, di queste quote circa l'80% dovrebbe la propria condizione a un disturbo ipofisario, quindi del TSH.

IPOTIROIDISMO NELL'ADULTO E QUALITÀ DELLA VITA

Raramente, la carenza patologica di ormoni tiroidei nell'adulto rappresenta una condizioni grave. Tuttavia, l'ipotiroidismo influenza in maniera determinante la qualità della vita ed è per questo motivo che è bene intervenire in maniera adeguata e tempestiva.

Gozzo

Sintomi e numeri

Viene definito gozzo, o struma, ogni aumento volumetrico e/o di peso della ghiandola tiroidea.

L'aumento di volume e di peso è, nella maggior parte dei casi, visibile a occhio nudo e può interessare l'intera tiroide (gozzo diffuso), diverse sue aree (gozzo multinodulare) o una sua parte soltanto (gozzo uninodulare).

La presenza di gozzo può accompagnarsi ad altre diverse disfunzioni della tiroide - nello specifico ipertiroidismo e ipotiroidismo - ma può anche risultare, a livello ormonale, del tutto priva di conseguenze.

Con o senza effetti sul rilascio di ormoni (quindi in presenza o meno di ipertiroidismo o ipotiroidismo), il gozzo può indurre la comparsa di diversi disturbi dall'origine meccanica, come:

  • Difficoltà di deglutizione (disfagia), dovuta a una compressione e/o deviazione dell'esofago.
  • Difficoltà di respirazione (dispnea), successiva a una compressione e/o deviazione della trachea.
  • Difficoltà nell'emissione di suoni (disfonia), conseguente a una compressione e/o deformazione della laringe.
  • Cefalea
  • Esoftalmo, ovvero protrusione patologica dei bulbi oculari.

Quando il gozzo è accompagnato da ipotiroidismo o ipertiroidismo, il quadro sintomatologico si arricchisce dei sintomi e dei segni che caratterizzano queste due disfunzioni tiroidee descritte nelle immagini precedenti.

Gozzo

EPIDEMIOLOGIA: I NUMERI DEL GOZZO

In Italia, il gozzo è la malattia della tiroide più diffusa.
Colpisce, infatti, oltre 6 milioni di persone all'anno, cioè più del 10% della popolazione residente nel nostro Paese.

A esserne maggiormente interessati sono i soggetti di giovane età (N.B: per l'Italia, si parla di un 20% della popolazione giovanile) e di sesso femminile.

Secondo quanto riportano le comunità mediche italiane, l'impatto economico annuale del gozzo, sul Servizio Sanitario Nazionale, sarebbe pari a 150 milioni di euro.

Gozzo: classificazione

Esistono vari modi di classificare il gozzo: in base alle caratteristiche del rigonfiamento (N.B: è il metodo utilizzato in precedenza, che distingue il gozzo in diffuso, multinodulare e uninodulare), in base alle cause e in base alle alterazioni della funzione ormonale che accompagnano la malattia.

CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLE CAUSE

La classificazione del gozzo in base alle cause scatenanti riconosce l'esistenza di:

  • Un gozzo basedowiano.
    Detto anche gozzo esoftalmico, è conseguente alla malattia di Basedow (o morbo di Graves) e in genere ha i caratteri di un gozzo diffuso.
  • Un gozzo congenito.
    È così chiamato perché presente fin dalla nascita a causa di una mutazione genetica.
  • Un gozzo sporadico.
    Sono così chiamati i casi di gozzo isolati, dovuti a cause endogene come, per esempio, un'assunzione impropria di farmaci antitiroidei o un tumore della tiroide, dell'ipofisi o dell'ipotalamo.
  • Un gozzo endemico.
    È il gozzo dovuto alla carenza di iodio nella dieta (acqua e alimenti). Il termine endemico è stato coniato in tempi passati e lo si è mantenuto per convenzione.
  • Un gozzo da gravidanza.
    È un disturbo generalmente transitorio.
  • Un gozzo da tiroidite, di Hashimoto e non.
  • Un gozzo da tumore (benigno o maligno) della tiroide.
    In genere, è causa di rigonfiamenti uninodulari o multinodulari.
  • Un gozzo da adenoma tossico (o adenoma di Plummer).
    È di solito un gozzo caratterizzato da ipertiroidismo e rigonfiamento uninodulare o multinodulare.

CLASSIFICAZIONE IN BASE AGLI EFFETTI SULLA PRODUZIONE ORMONALE

La classificazione del gozzo secondo le alterazioni ormonali che caratterizzano la comparsa della malattia individua l'esistenza di:

  • Un gozzo iperfunzionante
    È detto così il gozzo associato a ipertiroidismo
  • Un gozzo ipofunzionante
    Sono ipofunzionanti i gozzi associati a ipotiroidismo
  • Un gozzo eutiroideo
    È chiamata in questo modo la condizione di gozzo caratterizzata da una normale produzione di ormoni tiroidei.

Gozzo: Curiosità

Il gozzo è una malattia conosciuta fin dall'antichità.
Infatti, i primi reperti medico-storici a parlarne e nei quali si cita anche una cura a base di ormoni tiroidei animali risale alla dinastia cinese dei Tang, tra il 618 e il 907 prima di Cristo.

Venendo a tempi più recenti, il gozzo è stato fino al 19esimo-20esimo secolo un disturbo abbastanza comune in molte zone montane e/o lacustri di diverse regioni del mondo, compresi Paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Svizzera.

In particolare:

  • Nel Regno Unito, le aree geografiche più interessate erano le cosiddette Midlands inglesi. È per la diffusione in queste regioni che il gozzo viene detto anche "collo del Derbyshire"
  • Negli Stati Uniti, l'incidenza maggiore della malattia si registrava nell'area geografica dei cosiddetti Grandi Laghi e nelle regioni montane più interne del Paese
  • In Svizzera, il gozzo rappresentò un problema alquanto diffuso fino al 1922, anno in cui cominciò a essere commercializzato il sale iodato.

Noduli alla Tiroide

Generalità e cause

I noduli tiroidei sono tumori benigni della tiroide.
In quanto tumori, appaiono come delle masse anomale di cellule, simili a rigonfiamento o cisti; il fatto che siano benigni significa che hanno scarse capacità di diffusione e d'infiltrazione verso i tessuti limitrofi e il sangue.

I noduli tiroidei possono essere di dimensioni estremamente variabili e possono comparire in maniera solitaria - cioè c'è un unico nodulo - o multipla - cioè ci sono due o più noduli.

Inoltre, possono formarsi in un qualsiasi punto della tiroide e a una qualsiasi profondità.
I noduli più superficiali, al contrario della maggior parte di quelli più profondi o di quelli molto piccoli, sono rilevabili anche solo alla palpazione.

Per visionare un nodulo situato particolarmente all'interno del tessuto ghiandolare o assai piccolo, occorre un'ecografia della tiroide.

Per chi ne è affetto, i noduli tiroidei rappresentano spesso motivo d'apprensione e ansia.
Ciò è dovuto al fatto che si teme un loro mutamento in tumori di tipo maligno.
Del resto, tale evoluzione è possibile, ma occorre specificare che si tratta di un evento poco comune e riguardante soltanto il 5-10% dei casi.

CAUSE ALL'ORIGINE DEI NODULI TIROIDEI

Le precise cause scatenanti i noduli tiroidei non sono ancora state comprese in maniera definitiva.

Secondo alcuni esperti e in base ai risultati di alcuni studi, in un discreto numero di casi giocherebbero un ruolo determinante una dieta poco ricca di iodio e una certa predisposizione genetica alla patologia.

ALCUNI NUMERI INTERESSANTI

I noduli tiroidei sono abbastanza frequenti, in particolare tra le donne e nelle aree geografiche carenti di iodio:

  • La prevalenza dei noduli palpabili nella popolazione adulta generale è del 3-7%, con una frequenza nella donna che è quattro volte quella nell'uomo.
    Inoltre, il dato numerico aumenta se si valutano zone geografiche in cui vi è una carenza iodica.
  • Tenendo conto anche dei noduli di piccole dimensioni (non palpabili), la prevalenza raggiunge valori anche molto elevati, attorno al 30-60%.
  • La formazione di noduli in giovane età riguarda soltanto l'1,5% della popolazione giovanile.

Noduli tiroidei: classificazione e sintomi

Esistono vari tipi di noduli tiroidei:

  • I noduli ripieni di liquido o di sangue, o cisti tiroidi.
  • I noduli che alterano la produzione di ormoni tiroidei, o noduli autonomi. Quelli che favoriscono il processo produttivo, possono causare ipertiroidismo; quelli che riducono il processo produttivo, possono determinare ipotiroidismo.
  • I noduli che si formano a livello dei follicoli tiroidei (strutture fondamentali del tessuto tiroideo), o noduli colloidi non-cancerosi o adenomi follicolari.

SINTOMATOLOGIA

La maggior parte dei noduli tiroidei è asintomatica.

Tuttavia, quando un nodulo è in una posizione scomoda o è di grandi dimensioni o multiplo, può comportare fastidio/dolore nel sito di formazione, difficoltà di deglutizione (a causa dello schiacciamento dell'esofago) e problemi di respirazione (per lo schiacciamento della trachea).

Se un nodulo favorisce la produzione di ormoni tiroidei, potrebbe provocare la comparsa di tutti quei sintomi tipici dell'ipertiroidismo, citati nelle precedenti immagini (sudorazione eccessiva, aumento della temperatura corporea, aumento della frequenza cardiaca ecc).
Avviene l'esatto contrario, per quei noduli che determinano ipotiroidismo.

I noduli benigni dalla grave sintomatologia e quelli che mutano in tumori maligni devono essere eliminati chirurgicamente, tramite un intervento di tiroidectomia.

Cancro della tiroide

Un cancro della tiroide (o tumore maligno della tiroide) insorge quando una cellula della tiroide, per effetto di una mutazione genetica all'interno del proprio DNA, comincia a dividersi incessantemente dando luogo a un consistente ammasso di cellule in continua proliferazione.

A differenza dei noduli tiroidei di natura benigna, i tumori maligni della tiroide possiedono una capacità infiltrante molto pericolosa, in quanto può comportare la disseminazione di alcune loro cellule in altri distretti del corpo (anche attraverso il sangue).

La presenza di un tumore maligno a livello della tiroide rappresenta il principale motivo degli interventi di tiroidectomia, ovvero la procedura chirurgica per la rimozione di parte o di tutta la tiroide.

PRINCIPALI TIPI DI CANCRO TIROIDEO

I tumori maligni della tiroidi sono di vari tipi.
La loro classificazione si basa fondamentalmente su un parametro: il tipo di cellula tiroidea in cui insorge la mutazione genetica responsabile dell'intero processo tumorale.

Detto ciò, esistono:

  • Il tumore maligno papillare o carcinoma papillifero
  • Il tumore maligno follicolare o carcinoma follicolare
  • Il tumore maligno midollare o carcinoma midollare
  • Il tumore maligno alle cellule Hurthle
  • Il tumore maligno anaplastico o carcinoma anaplastico (o indifferenziato)
  • Il tumore maligno insulare scarsamente differenziato o carcinoma insulare

ALTRI TIPI DI TUMORI MALIGNI DELLA TIROIDE

In aggiunta al precedente elenco di neoplasie maligne, si ricorda al lettore l'esistenza di altre due forme cancerose particolarmente gravi come: il linfoma maligno della tiroide e il tumore mesenchimale maligno.

Cancro delle tiroide: fattori di rischio, prognosi ed epidemiologia

L'insorgenza di un cancro della tiroide è un evento alquanto raro, tuttavia i ricercatori hanno notato una predisposizione a tale tumore maligno nei soggetti con:

  • Una storia famigliare di cancro della tiroide, in altre parole avere o avere avuto un parente di sangue con un tumore maligno della ghiandola tiroidea.
  • Una storia precedente di esposizione a radiazioni ionizzanti. È il caso, per esempio, di coloro che si sono sottoposti a radioterapia o di coloro che hanno vissuto un disastro nucleare.
  • Il vizio del fumo.
  • Raucedine o stridore associato a gozzo.
  • Una massa tiroidea che cresce molto rapidamente.
  • Una massa tiroidea fredda alla palpazione.
  • Un contemporaneo ingrossamento della tiroide (o di una sua parte) e dei linfonodi del collo.

PROGNOSI

La prognosi dipende da due fattori: da che tipo di cellule origina il cancro - alcune cellule, infatti, danno luogo a tumori maligni più gravi e infiltranti - e da quando viene diagnosticata la malattia - prima avviene l'identificazione e maggiori sono le speranze di guarigione.

EPIDEMIOLOGIA

Il cancro della tiroide colpisce soprattutto le persone aventi tra i 20 e i 50 anni e di sesso femminile.

Secondo alcune indagini statistiche, in Italia rappresenterebbe l'1-2% di tutti i tumori maligni e interesserebbe, annualmente, circa 9000 persone.

L'evoluzione di un nodulo tiroideo benigno in un tumore maligno è un evento alquanto raro (5-10% dei pazienti con noduli tiroidei), favorito dall'età avanzata.

Tiroidite

Tipologie e sintomi principali

Tiroidite è il termine medico utilizzato per indicare l'infiammazione della tiroide.

Esistono varie forme di tiroidite, ognuna della quali ha cause e talvolta anche conseguenze patologiche diverse.

PRINCIPALI TIPI DI TIROIDITE

La tiroidite sicuramente più nota è la tiroidite di Hashimoto, la quale è una malattia autoimmune indotta da una reazione anomala degli anticorpi contro la tiroide.
La sua insorgenza comporta inizialmente una forma di ipertiroidismo, poi però provoca l'instaurarsi di una forma cronica di ipotiroidismo. Spesso, infatti, i pazienti con tiroidite di Hashimoto devono ricorrere alla terapia ormonale sostitutiva (la levotiroxina) per tutta la vita.

Un altro tipo di tiroidite abbastanza conosciuto è la tiroidite post-partum, che insorge - come si può intuire - dopo una gravidanza.
La tiroidite post-partum induce prima ipertiroidismo e poi un ipotiroidismo curabile in maniera definitiva in almeno il 50% dei casi.
La guarigione potrebbe richiedere anche un anno di trattamenti.

Infine, altri due tipi di tiroidite che meritano una citazione particolare sono: la tiroidite subacuta e la tiroidite acuta. La prima è solitamente a origine virale e dà luogo a ipertiroidismo; la seconda è generalmente a origine batterica ed è più spesso causa di ipotiroidismo.
Entrambe sono curabili con un più che discreto margine di successo.

Epidemiologia

La tiroidite di Hashimoto è probabilmente il tipo di tiroidite più comune nel Mondo Occidentale; si pensi, per esempio, che negli Stati Uniti interessa 14 milioni di persone, per larga parte di sesso femminile.

In Italia, la sua incidenza risulterebbe pari al 5-15% per le donne e all'1-5% per gli uomini e parrebbe in aumento.

Oltre a colpire maggiormente le donne (il rapporto è di 5-10:1 a loro favore), è più frequente in età adulta: la sua insorgenza durante la seconda decade d'età riguarda l'1-2% della popolazione, mentre la sua insorgenza tra i 50 e i 60 anni interessa il 3-4% delle persone.

Individui particolarmente a rischio di tiroidite di Hashimoto sono coloro che soffrono di altre patologie autoimmuni, come per esempio la celiachia, il morbo di Addison, il diabete mellito di tipo 1, l'artrite reumatoide ecc.

TIROIDITE POST-PARTUM

Secondo una ricerca statistica, le donne che si ammalano di tiroidite dopo una gravidanza solo circa il 5%. Tale percentuale aumenta fino al 20% se si considerano soltanto le donne affette da diabete mellito di tipo 1.

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