Emosiderina ed Emosiderosi | Cos'è, A Cosa Serve, Fa Male?

In questo articolo parliamo dell'Emosiderina, spiegando Cos'è, a Cosa Serve, le differenze con la Ferritina e quali sono le Cause e le Conseguenze del suo deposito in eccesso nei tessuti (Emosiderosi)

Emosiderina
Supervisione Scientifica a Cura del Dottor Gilles Ferraresi

Che Cos'è

L'emosiderina è un pigmento bruno-giallastro contenente ferro.

Si trova normalmente in piccole quantità nelle cellule (come i macrofagi), mentre abbonda nelle situazioni successive al sanguinamento e alla rottura dei globuli rossi (come nell'anemia emolitica).

A Cosa Serve

Il ferro depositato nelle cellule si trova sia come ferritina che come emosiderina.

  • Il ferro contenuto nell'emosiderina risulta, nella migliore delle ipotesi, molto scarsamente disponibile. La capacità dell'emosiderina di fornire ferro quando necessario è quindi molto bassa.
  • A differenza dell'emosiderina, la ferritina contiene ferro in forma solubile e diffusibile.

La concentrazione corporea di ferro condiziona la distribuzione tra ferritina ed emosiderina: a bassi livelli di deposito, il ferro è stoccato principalmente come ferritina; tuttavia, all'aumentare del minerale la quota di emosiderina incrementa in modo proporzionale.

Il fegato e la milza contengono la quota di stoccaggio più alta di ferro, seguiti da rene, cuore, muscoli scheletrici e cervello.

Emosiderosi ed Eccesso di Emosiderina

L'emosiderosi è una condizione caratterizzata dal deposito di emosiderina in molti organi e tessuti. Sebbene questi depositi spesso non causino sintomi, possono portare a danni agli organi.

L'emosiderosi si manifesta tipicamente in condizioni di sovraccarico sistemico di ferro.

Come abbiamo visto, i depositi localizzati di emosiderina in eccesso si formano ad esempio dopo le emorragie (ad es. a causa di anemie emolitiche), e sono responsabili della tipica colorazione degli ematomi in fase di guarigione.

Oltre che nella pelle, i depositi di emosiderina si possono formare anche in altri tessuti, come nei polmoni o nel fegato.

L'emosiderina può depositarsi anche in altre malattie associate al sovraccarico di ferro. Ad esempio, il deposito di emosiderina si associa tipicamente all'emocromatosi, una malattia caratterizzata dall'assorbimento eccessivo del ferro alimentare.

Questa condizione di origine genetica si associa al deposito di ferritina ed emosiderina in organi e tessuti, determinando danni anche gravi agli organi colpiti (fegato, pancreas, miocardio ecc.).

L'emosiderosi da sovraccarico di ferro si può osservare anche in pazienti cronicamente trasfusi, come possono essere i soggetti colpiti da anemia falciforme o talassemia.

Depositi di emosiderina nelle gambe, tipicamente nell'area delle caviglie, si possono osservare come macchie scure anche in alcuni pazienti con insufficienza venosa cronica, a causa dello stravaso ematico causato dall'aumentata pressione dovuta all'insufficiente ritorno venoso.

Quando si Misura

In genere, per valutare le entità dei depositi di ferro nell'organismo, si dosano i livelli di ferritina nel sangue.

La ferritina sierica è un metodo a basso costo, prontamente disponibile e minimamente invasivo per valutare le riserve di ferro nell'organismo. Il suo principale limite riguarda i falsi positivi associati a condizioni infiammatorie (perché l'infiammazione aumenta i livelli di ferritina indipendentemente dallo stato del ferro).

L'emosiderina può essere osservata al microscopio ottico sotto forma di granuli colorabili in blu con ferrocianuro di potassio (colorazione di Perls).

Teoricamente, è possibile ricercare i depositi di emosiderina in campioni bioptici (prelevati tramite biopsia), ma si tratta chiaramente di una tecnica troppo invasiva per trovare spazio negli esami di routine.

La risonanza magnetica sta emergendo come metodo alternativo per misurare il carico di ferro nel fegato perché è non invasivo, più sicuro e generalmente più economico da eseguire rispetto alla biopsia epatica.

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