Test Marijuana THC - Cos'è, Come si Usa, Affidabilità, Prezzo

Il Test Marijuana è un esame pratico e veloce che permette di riscontrare i metaboliti della droga nelle urine. Vediamo insieme in cosa consiste, come funziona, le tipologie presenti sul mercato e alcuni consigli per l'acquisto

Test Marijuana THC - Cos'è, Come si Usa, Affidabilità, Prezzo

Cos'è il test marijuana

Il cosidetto test marijuana, o test THC, è un test antidroga per l'autovalutazione dei livelli urinari di marijuana o, meglio, dei livelli del principio attivo della marijuana (il cosiddetto) THC, nelle urine.

Molto rapido da eseguire, il test marijuana fornisce unicamente dei dati analitici preliminari, che richiedono - in caso di positività al THC - la conferma e l'approfondimento mediante test più specifici. I test che funzionano in questo modo – cioè che, in caso di positività, necessitano di una conferma e un approfondimento attraverso test più specifici – prendono il nome di test di screening. Pertanto, il test marijuana è un test di screening per l'autovalutazione dei livelli del principio attivo della marijuana nelle urine.

Basato sul cosiddetto metodo immunocromatografico (per i dettagli si veda il capitolo dedicato al funzionamento), il test THC è indicato a chi, per motivi legati a una storia di abuso, ha necessità di monitorare da casa, privatamente, la presenza di marijuana nel proprio organismo.

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Cos'è il THC

Il THC, o delta-9-tetraidrocannabinolo o più semplicemente tetraidrocannabinolo, è il più importante principio attivo della marijuana e di tutti i prodotti da essa derivati (es: hashish).
Il THC è una molecola con numerose proprietà: psicotropa, antidolorifica, euforizzante, antinausea, antiemetica, stimolante dell'appetito, rilassante e riducente la pressione endoculare.
A livello nervoso, il THC è noto per possedere una spiccata affinità nei confronti di alcuni specifici recettori del cervello, chiamati - proprio in virtù di tale affinità - recettori dei cannabinoidi.

Usi della marijuana e tutti i suoi effetti

La marijuana è nota da sempre per essere uno stupefacente e per gli apprezzati effetti di un suo uso ricreativo. Da qualche decennio, tuttavia, la sua notorietà è legata anche ad alcuni suoi effetti terapeutici, che l'hanno resa celebre come farmaco antiemetico, stimolante dell'appetito e antidolorifico.

La marijuana come farmaco antiemetico trova impiego tra le persone sottoposte a chemioterapia.
La marijuana come farmaco stimolante dell'appetito è utile ai malati di AIDS o cancro.
Infine, la marijuana come farmaco antidolorifico è indicata agli individui con sclerosi multipla.

EFFETTI DELLA MARIJUANA

L'assunzione di marijuana ha numerosi effetti, sia fisici che neuropsicologici; entrando nello specifico, produce:

  • Rilassamento, alterazione delle percezioni sensoriali, senso di benessere ed euforia, e sonnolenza. Questi sono gli effetti che giustificano l'uso ricreativo della marijuana e il notevole apprezzamento che essa riscuote tra molti suoi consumatori;
  • Problemi respiratori, aumento della frequenza cardiaca e problemi circolatori (quali ipertensione o ipotensione);
  • Attenuazione della reattività fisica;
  • Vertigini;
  • Bocca secca e aumento dell'appetito;
  • Arrossamento oculare e dilatazione delle pupille;
  • Ridotta cognizione del tempo;
  • Sbalzi d'umore, problemi di memoria e difficoltà a pensare con lucidità;
  • Difficoltà di movimento ed equilibrio;
  • Paranoia, attacchi d'ansia, allucinazioni, schizofrenia, depressione e tendenze suicide. Queste sono le conseguenze peggiori che l'assunzione di marijuana può avere sull'essere umano. Spesso, tali conseguenze sono il frutto di un uso prolungato della marijuana.

Effetti della marijuana che ne motivano il suo uso ricreativo e che la rendono uno stupefacente molto apprezzato

  • Rilassamento
  • Alterazioni delle percezioni sensoriali
  • Senso di benessere ed euforia
  • Piacevole senso di sonnolenza

Caratteristiche

Nelle confezioni dei più comuni test marijuana il consumatore trova:

  • Un dispositivo medico-diagnostico che serve alla valutazione dei livelli di marijuana nelle urine.
    Questo dispositivo effettua l'analisi per mezzo di una banda di carta particolare, inserita al suo interno e chiamata striscia reattiva. È, infatti, il contatto tra tale striscia reattiva e le urine dell'utente, a permettere di valutare i livelli di THC. 
    Come si vedrà nei dettagli più avanti, il meccanismo di valutazione si basa sulla presenza, nella striscia reattiva, di specifici siti, a cui è legata una popolazione di anticorpi e che hanno una spiccata affinità per le molecole di THC.
    Nei dispositivi più tradizionali, la striscia reattiva presenta un'estremità libera (cioè al di fuori del dispositivo); opportunamente protetta da un cappuccio rimovibile, questa estremità libera è la porzione di striscia reattiva che l'utente deve esporre al contatto con le urine.
    Variante: in una versione dei test marijuana alternativa a quella appena descritta, la striscia reattiva è completamente inserita all'interno del dispositivo medico-diagnostico e quest'ultimo presenta un piccolo pozzetto, che serve a veicolare l'urina sulla porzione di striscia reattiva passante al di sotto.
  • Un contenitore per la raccolta delle urine.
    Nelle urine contenute in tale provetta, l'utente deve immergere la parte di striscia reattiva libera, cioè quella che spunta esternamente al dispositivo medico-diagnostico.
    Variante: nelle confezioni dei test marijuana il cui dispositivo medico-diagnostico è fornito di pozzetto, al posto del contenitore per la raccolta delle urine c'è un contagocce; questo contagocce serve all'utente per riempire, con qualche goccia di urina, il pozzetto del dispositivo medico-diagnostico.
    Poiché in questa tipologia di test marijuana manca il contenitore per la raccolta delle urine, il consumatore deve procurarsene uno (può essere anche un comune bicchiere di plastica) e utilizzarlo per il successivo prelievo di qualche goccia di urina.
  • Il foglietto illustrativo che spiega come utilizzare correttamente il test marijuana.
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È importante segnalare l'esistenza di test marijuana che offrono la possibilità di cambiare la striscia reattiva presente all'interno del dispositivo medico-diagnostico con una nuova di ricambio, acquistabile separatamente.

Test marijuana avanzati: combinazione con altri test antidroga

Il test marijuana può far parte di test antidroga multipli, i quali, in aggiunta all'autovalutazione dei livelli di THC nelle urine, permettono l'autovalutazione, sempre nelle urine, di altre sostanze stupefacenti, tra cui la cocaina, gli oppiacei in generale (es: eroina), le anfetamine, le meta-anfetamine e il metadone.

Sul mercato, questi test antidroga multipli possono essere sia della tipologia più comune (dispositivo medico-diagnostico da immergere nel contenitore delle urine) sia della tipologia indicata come variante (dispositivo medico-diagnostico con pozzetto per l'urina).

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C'è una tipologia migliore di altre?

Le diverse tipologie di test di marijuana sopra descritte sono tutte ugualmente precise e attendibili. Pertanto, affidarsi a una piuttosto che a un'altra cambia poco.
Del resto, come ci sarà modo di ripetere più avanti, un'eventuale risultato non valido del test marijuana dipende quasi sempre da un errore dell'utente, durante la procedura di autovalutazione, e non da un cattivo funzionamento del dispositivo medico-diagnostico.

Dove acquistare il test marijuana?

Il test marijuana è acquistabile nelle farmacie oppure online, presso rivenditori autorizzati di prodotti farmaceutici.
Per l'acquisto non serve alcuna ricetta o autorizzazione particolare.

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Alcuni consigli sull'acquisto

  • Prima di acquistare un test marijuana è bene che il consumatore si informi sulle modalità d'uso delle tipologie presenti sul mercato e capisca quali di queste tipologie è più adatta alla sua manualità.
  • Per chi deve fare un uso periodico del test marijuana, è più conveniente, dal punto di vista economico, puntare su un test marijuana il cui dispositivo medico-diagnostico offre la possibilità di cambiare la striscia reattiva interna con un'altra di ricambio.
    Occorre precisare che un test marijuana riutilizzabile grazie al cambio della striscia reattiva interna è più costoso di un test marijuana monouso; tuttavia, per il consumatore che ne ha bisogno ripetutamente, il suo acquisto comporta un risparmio economico a lungo termine, in quanto una striscia reattiva di ricambio costa decisamente meno di un test marijuana monouso.
  • Per sapere qual è il test marijuana più facile da utilizzare, chiedere informazioni al farmacista di fiducia e/o leggere i giudizi presenti online, rilasciati dagli altri consumatori.

Prezzo

Il prezzo di un test marijuana che permette la sola autovalutazione del THC può andare da un minimo di 12 euro a un massimo di 18 euro.
Il prezzo di un test marijuana che permette l'autovalutazione del THC e di altri stupefacenti, invece, parte da un minimo di 25 euro e può raggiungere anche i 30 euro.
La differenza di prezzo tra la prima tipologia e la seconda trova giustificazione, chiaramente, nel maggior numero di stupefacenti quantificabili in un campione di urina.
Per quanto concerne il valore di mercato delle strisce reattive, una confezione da 50 di queste può arrivare a costare 50 euro (quindi un euro l'una).

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Funzionamento

Il test marijuana è un test immunocromatografico basato sul principio del legame competitivo.
In parole più semplici e tenendo presente quanto detto finora, il test marijuana è un test che rileva la presenza di THC sfruttando l'affinità di quest'ultimo per i siti della striscia reattiva su cui sono adesi gli anticorpi. Grazie a tale affinità, infatti, le molecole di THC riescono a spiazzare gli anticorpi dalle loro posizioni e a prendere il loro posto.

Chiaramente, questo meccanismo di sostituzione tra molecole di THC e anticorpi presenti sulla striscia reattiva ha luogo soltanto quando nel campione di urina ci sono tracce di marijuana. Se le urine non contengono marijuana, non c'è nulla che sia in grado di scalzare gli anticorpi dalla loro posizione, pertanto tutto rimane immutato.

  • Il termine immunocromatografico si riferisce all'utilizzo di anticorpi, che, com'è noto, sono elementi del sistema immunitario.
  • L'espressione “legame competitivo” si riferisce alla competizione esistente tra le molecole di THC e gli anticorpi per gli stessi siti di legame, presenti sulla striscia reattiva.
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Come si Usa

Nel momento in cui ci si appresta a utilizzare per la prima volta un test marijuana, è buona norma leggere attentamente le istruzioni d'uso presenti nella confezione di vendita del prodotto. Questo tipo di approccio assicura un impiego appropriato del test antidroga in questione e riduce il rischio di commettere errori durante la procedura di autovalutazione (il che porterebbe a ottenere risultati fuorvianti).

Chiarita l'importanza di leggere le istruzioni d'uso, le informazioni presenti nei passi successivi di questo capitolo, relativamente alle modalità d'impiego di un test marijuana, non vogliono (e non devono) sostituirsi al foglietto delle istruzioni, ma vogliono soltanto rappresentarne un riassunto generale.

Prima fase: prelievo e preparazione del campione

  • Raccogliere il campione di urine nel contenitore apposito, presente nella confezione del test marijuana, oppure in un contenitore personale (se il test marijuana non ne includeva uno), assicurandosi prima che sia pulito e asciutto.
    Non c'è un momento della giornata migliore di altri per raccogliere le urine; questo significa che l'ora di raccolta del campione da analizzare non  influisce sull'esito del test antidroga in questione.
  • Se il campione di urina presenta delle sostanze anomale al suo interno, attendere che tali sostanze precipitino sul fondo.
  • Procedere immediatamente con le fasi successive del test marijuana, altrimenti il campione di urine non è più attendibile.
    Se qualcosa impedisce la continuazione immediata della procedura di autovalutazione, è possibile posticipare il test marijuana, a patto che l'utente provveda a conservare il campione di urina a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8°C per non più di 48 ore.
    È concessa anche una conservazione prolungata del campione di urina, tuttavia, in questo caso, l'utente deve ricorrere al congelamento del suddetto campione a una temperatura di -20°C (N.B: prima di usare un campione congelato, occorre attendere il suo completo scongelamento).

Seconda fase: uso del dispositivo medico-diagnostico

  • Aprire l'involucro che contiene il dispositivo medico-diagnostico ed estrarre quest'ultimo.
    Dopo aver estratto il dispositivo medico-diagnostico dal suo involucro, l'utente deve provvedere a farne un uso praticamente immediato, altrimenti i risultati potrebbero non essere attendibili.
  • Se il dispositivo medico-diagnostico appartiene alla variante più comune (striscia reattiva con un'estremità libera, in uscita da un lato del dispositivo), togliere il cappuccio protettivo della striscia reattiva e immergerlo verticalmente nel campione di urine.
    • Il tempo di immersione deve aggirarsi attorno ai 10-15 secondi.
    • L'immersione della striscia reattiva non deve essere totale, ma fino a un punto opportunamente segnalato da una tacca (in genere è una riga ondulata presente sulla striscia reattiva).
  • Trascorso il tempo indicato, estrarre il dispositivo medico-diagnostico dal contenitore con le urine, coprire nuovamente la striscia reattiva con il suo cappuccio protettivo e porre il suddetto dispositivo in posizione orizzontale.
  • Attendere 5 minuti e leggere i risultati sulle porzioni di striscia reattiva deputate a riportare l'esito del test. Il tempo suddetto e la posizione orizzontale fanno sì che l'urina presente sulla striscia reattiva migri per capillarità fino a dove risiedono gli anticorpi, ossia deve dovrebbe avvenire l'eventuale processo di legame delle molecole di THC.
  • Se il dispositivo medico-diagnostico appartiene alla variante con pozzetto, prelevare con il contagocce l'urina dal contenitore di raccolta e instillarne 3 gocce nel suddetto pozzetto.
    Durante tale operazione, il dispositivo medico-diagnostico deve essere in posizione orizzontale.
    Instillare le gocce, attendere 5 minuti e leggere i risultati sulle apposite porzioni della striscia reattiva.
  • A prescindere dal tipo di test marijuana impiegato (con o senza pozzetto sul dispositivo medico-diagnostico), la lettura dei risultati non deve mai avvenire dopo 10 minuti dal contatto della striscia reattiva con l'urina.

Risultati

La striscia reattiva presenta due zone, una contrassegnata dalla lettera C e una contrassegnata dalla lettera T, le quali servono all'interpretazione dei risultati; la zona C è detta anche zona di controllo, mentre la zona T è conosciuta anche come zona reattiva (da cui il nome di striscia reattiva).
Un test marijuana è da considerarsi negativo (cioè negativo alla presenza di THC), quando:

  • Dopo i 5 minuti di attesa previsti, sia sulla zona C che sulla zona T compare una banda colorata.
    Cosa avviene? Se il campione di urina è privo di marijuana o ne contiene una quantità irrisoria, gli anticorpi presenti sulla zona T della striscia reattiva rimangono al loro posto, perché non c'è nulla che li spiazzi da dove sono.
    Se nulla altera la zona T, questa rimane esattamente uguale alla zona C, il cosiddetto controllo, e ciò spiega l'uguale colorazione di entrambe.

Di contro, un test marijuana è da considerarsi positivo (cioè positivo alla presenza di THC), quando:

  • Dopo i 5 minuti di attesa previsti, sulla zona C compare un banda colorata, mentre sulla zona T non appare nulla.
    Cosa avviene? Se il campione di urina contiene marijuana, le molecole di THC presenti spiazzano gli anticorpi della zona T e prendono il loro posto.
    Perdendo gli anticorpi per le molecole di THC, la zona T cambia rispetto alla zona C e ciò spiega perché solo la seconda si colora.

Come capire quando il test marijuana non è valido e cosa fare nel caso?

Il test marijuana è da considerarsi non valido e da ripetere, quando non compare alcuna banda colorata sulla zona di controllo C.
La colorazione della zona C, quindi, è la garanzia del giusto utilizzo del test marijuana.
Qualora il test marijuana risultasse non valido, occorre ripetere il test, usando un nuovo dispositivo medico-diagnostico oppure cambiando la striscia reattiva con un'altra nuova.

Cosa può invalidare il test marijuana?

A invalidare il test marijuana, può essere:

  • Un errore nella raccolta del campione di urina;
  • Il mancato rispetto dei tempi di immersione o lettura dei risultati;
  • Un errore nell'immersione del dispositivo medico-diagnostico;
  • Un'insufficiente quantità di urina collocata nel pozzetto.

Come si può notare (ed era già stato anticipato), la validità del test marijuana dipende dall'utente e dalla sua attenzione nell'usare correttamente il prodotto acquistato.

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