Cause della Carie | Batteri Responsabili | Esiste un Vaccino?

In questo articolo parliamo della Carie e dei Batteri Responsabili della Sua Comparsa. Possibilità di Contagio, Importanza dell'Igiene orale in Gravidanza e Vaccini contro la Carie

Carie e Batteri
Supervisione Scientifica a Cura del Dottor Gilles Ferraresi - Ultima revisione dell'articolo:

Quali Batteri Causano la Carie?

La carie è provocata da alcuni batteri presenti nel cavo orale, che si nutrono degli zuccheri introdotti con la dieta producendo metaboliti acidi ad azione corrosiva sui tessuti duri del dente.

Il cavo orale umano ospita diverse centinaia di specie microbiche, ma solo alcune di queste sono implicate nell'insorgenza della carie.

La più importante e conosciuta specie cariogena è lo Streptococcus mutans; tuttavia, nelle lesioni cariose si possono rinvenire molti altri germi cariogeni, tra cui streptococchi (S. oralis, S. sanguis, S.mitis), lattobacilli e actinomiceti.

Oltre a fermentare alcuni carboidrati assunti con la dieta (soprattutto saccarosio, glucosio, fruttosio e lattosio), questi microrganismi mostrano importanti capacità adesive sulla superficie dentale, alla quale si ancorano dando origine alla placca.

Gli acidi prodotti dai batteri demineralizzano la componente inorganica dello smalto e della sottostante dentina, mentre enzimi proteolitici di origine batterica attaccano anche la componente organica di tali tessuti.

I batteri acidogeni hanno anche la capacità di tollerare bassi livelli di pH, che concorrono a selezionarli a scapito di altre specie commensali instaurando così un circolo vizioso che alimenta la progressione della carie.

Perché Compare la Carie?

La teoria moderna sull'eziopatogenesi della carie è stata sviluppata agli inizi del secolo scorso.

Nel 1915 Klinger dimostrò la presenza di Lattobacilli nelle lesioni cariose, e almeno fino agli anni '60 tali batteri vennero ritenuti - a torto - i principali microrganismi responsabili della carie.

Solo dagli anni '60 in poi lo Streptococcus mutans - per la prima volta isolato da Clarke in lesioni cariose umane nel 1924 - venne riproposto come principale responsabile della carie da vari gruppi di ricercatori.

L'azione dei batteri cariogeni è controbilanciata dalla saliva, grazie al suo contenuto di molecole come:

  • bicarbonato, in grado di tamponare il pH acido;
  • ioni calcio, fosfato e fluoro che rimpiazzano la struttura cristallina dello smalto alterata dagli acidi;
  • lisozima e lattoferrina (enzimi dotati di proprietà antibatteriche) e immunoglobuline (anticorpi);
  • acqua, la cui azione dilavante riduce sia la densità batterica che i residui alimentari, sottraendo il nutrimento agli stessi batteri responsabili della carie

La Carie è Contagiosa?

Come abbiamo visto, la carie dentaria è una malattia infettiva caratterizzata dal progressivo dissolvimento dei tessuti duri del dente, dovuto alla produzione di metaboliti acidi corrosivi da parte di alcuni batteri che popolano il cavo orale.

Con il contatto ravvicinato tra le bocche di due persone, ad esempio con un bacio, è quindi possibile che i batteri responsabili della carie vengano trasmessi da una persona all'altra.

A tal proposito, occorre tuttavia considerare che nella bocca abbondano moltissime specie microbiche, di cui solo alcune sono lesive per lo smalto. Tutte queste specie formano una sorta di comunità (microflora orale), caratterizzata da profonde interazioni reciproche e meccanismi di convivenza difficili da perturbare.

Occorre poi considerare che le flore batteriche del cavo orale non sono mai uguali tra un individuo e l'altro, essendo fortemente influenzate dalle abitudini alimentari, dal livello di igiene orale e da fattori ereditari. Pertanto, è improbabile (anche se teoricamente non impossibile) che l'equilibrio della propria microflora orale venga stabilmente alterato dal semplice contatto con la saliva di un'altra persona attraverso un bacio.

Assai più consistenti sono invece le possibilità di contagio tra mamma e bambino. E' infatti stato dimostrato che spesso i ceppi batterici rinvenuti nella saliva dei bambini sono gli stessi rinvenuti nella saliva delle loro madri. Ciò ha portato gli studiosi a concludere che la principale fonte di infezione del cavo orale da parte dei batteri cariogeni è rappresentata dalla saliva materna.

Data la profonda correlazione tra le condizioni di igiene e di salute orale delle madri e lo sviluppo di carie dentali nei figli, sarebbe opportuno che le madri curassero in maniera scrupolosa la propria igiene orale, soprattutto nei primi mesi e anni di vita del bambino.

In caso di cariorecettività dei genitori (o di chi si occupa del bambino come la baby sitter o i nonni) sarebbe inoltre opportuno evitare comportamenti a rischio, come ad esempio il contatto della bocca direttamente su quella del bebè, l'uso delle stesse posate, il bere dal biberon per controllarne la temperatura, la pulizia del succhiotto con la propria bocca ecc.

Vaccino contro la carie

La carie è una malattia infettiva e come tale, almeno in linea teorica, può essere prevenuta tramite un vaccino adeguato.

Come analizzato, lo Streptococcus mutans è considerato il principale microrganismo coinvolto nell'insorgenza della carie.

Piuttosto che di un singolo agente causale, occorre tuttavia considerare la patologia cariosa come l'espressione di un intero ecosistema microbico "alterato". Nel cavo orale risiedono infatti alcune centinaia di specie microbiche e solo alcune di queste sono coinvolte nella comparsa della carie, mentre altre hanno addirittura un effetto protettivo.

Non potendo intervenire su tutte le specie microbiche coinvolte nella comparsa della carie, la ricerca per un vaccino efficace si è comunque concentrata sullo Streptococcus mutans. Tramite la vaccinazione si cercherebbe quindi di stimolare il sistema immunitario, sia locale che sistemico, per mezzo di vaccini.

Si ricorda a tal proposito che nella saliva sono presenti importanti quantità di anticorpi, appartenenti soprattutto alla classe IgA e in maniera inferiore a quella IgG. Tali anticorpi contrastano l'aderenza di molti microrganismi alle superfici orali; è stato inoltre appurato come pazienti affetti da ipogammaglobulinemia (associata a un basso livello di anticorpi salivari) presentino alti livelli di Streptococcus mutans nella placca e un'elevata presenza di carie.

La ricerca di un vaccino capace di ridurre l'incidenza della carie eliminando (o riducendo fortemente) la presenza di S. mutans nella placca è attiva ormai da 40 anni. A tal proposito, diversi studi preliminari, condotti su criceti, primati, ratti gnotopiotici e anche in piccoli gruppi di pazienti, hanno dato risultati più che incoraggianti, utilizzando approcci diversi, come:

  • l'immunizzazione attiva per via parenterale (poi esclusa per la frequente comparsa di reazioni avverse);
  • l'immunizzazione attiva per via orale (somministrando capsule contenenti antigeni di S. mutans);
  • l'immunizzazione passiva (ad es. tramite somministrazione dietetica di latte vaccino contenente anticorpi preformati anti-S. mutans).

Nonostante sia stata ampiamente confermata la possibilità di indurre una buona protezione contro la carie dentaria inducendo un'immunità contro il batterio S. mutans, la messa a punto di un vaccino attivo anti-carie necessita di ulteriori e più ampie valutazioni sull'efficacia e sicurezza nell'uomo e sui rapporti costi/benefici che ne deriverebbero per la popolazione.

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