Alitosi 2020 | Cause e Rimedi | Cosa Funziona Meglio?

In questo articolo parliamo dell'Alitosi e delle vere Cause dell'Alito Cattivo. Perché appena svegli l'alito ha un cattivo Odore? Ruolo della Placca nella Lingua e Rimedi Efficaci per l'Igiene Orale

Alitosi
Supervisione Scientifica a Cura del Dottor Gilles Ferraresi - Ultima revisione dell'articolo:

Cause dell'Alitosi

Da cosa dipende l'alito cattivo?

L'alitosi può dipendere da cause diverse; tuttavia, nella maggior parte dei casi è legata a problemi del cavo orale.

In uno studio, sono stati analizzati 406 pazienti affetti da alitosi, equamente distribuiti tra i due sessi:

  • nell'86% dei pazienti l'alitosi era dovuta a cause orali; nello specifico, tra le cause orali, quella più comune era legata alla patina linguale, seguita dalle gengiviti e infine dalla parodontite.
  • Nel 5% dei casi l'alitosi era dovuta a patologie di natura otorino-laringoiatrica.
  • Nel 3% dei casi l'alitosi era dovuta al sommarsi di problemi del cavo orale con patologie di natura otorinolaringoiatrica.
  • Solo nell'1% dei pazienti la causa dell'alitosi risiedeva nell'apparato gastrointestinale.
  • Nel 5% dei pazienti non è stato possibile determinare una causa precisa del disturbo.

Tali risultati sono stati confermati da altri studi, per cui attualmente si ritiene che solo il 5-8% dei casi di alitosi possa essere attribuita a cause non orali.

Dunque, l'opinione diffusa che l'alito cattivo dipenda soprattutto da disturbi di natura gastro-intestinale è assolutamente infondata. Quasi sempre il problema dipende "soltanto" da una cattiva igiene orale.

Alimenti e Alito Cattivo

Abbiamo appena spiegato che nella stragrande maggioranza dei casi, l'origine dell'alito cattivo risiede nel cavo orale e nell'attività metabolica dei batteri che lo popolano.

Pertanto, attribuire l'alitosi a ciò che si è mangiato è quasi sempre sbagliato; fanno però eccezione i pasti ricchi di alimenti che apportano zolfo, come aglio, cipolla, porri, broccoli e spezie come il curry.

Infatti, sia che provenga dallo zolfo assorbito a livello intestinale ed eliminato col respiro, sia che provenga dal cavo orale, il cattivo odore è in gran parte determinato da composti solforati volatili (i batteri della bocca producono queste sostanze metabolizzando amminoacidi contenenti zolfo presenti nella saliva e nei residui alimentari).

Va anche ricordato che scorpacciate di alimenti molto ricchi di zolfo possono dare problemi di alitosi fino a 72 ore dopo il pasto.

Perché appena svegli l'alito ha un cattivo odore?

Cibi a parte, l'alito cattivo al risveglio dipende generalmente dalla fisiologica diminuzione del flusso salivare nelle ore notturne.

Durante il sonno, la bassa secrezione di saliva è infatti importante per evitare frequenti movimenti di deglutizione. Purtroppo, questa secchezza orale impoverisce la bocca di una protezione importante nei confronti dell'alitosi, rappresentata appunto dalla saliva; questa, infatti, deterge i denti rimuovendo i detriti alimentari, i residui batterici e le cellule epiteliali, oltre a tamponare l'acidità.

Per quanto detto, al mattino, soprattutto a livello linguale, si registra un'importante presenza dei microrganismi che producono sostanze responsabili di alitosi.

Oltre a facilitare la proliferazione batterica e l'alito cattivo, la riduzione del flusso salivare notturna facilita l'insorgenza di processi cariosi, per cui è molto importante una corretta igiene orale prima di dormire.

Cosa Fare?

  • Per quanto detto, lo spazzolamento dei denti da solo non basta; soprattutto in presenza di alitosi, è importante curare anche lo spazzolamento della lingua, in modo da abbattere i microrganismi responsabili della produzione dei composti solforati volatili alla base dell'alitosi.
  • Oltre che per via meccanica, la lingua e i denti possono essere "puliti" anche per via chimica; in particolare, risciacqui e gargarismi a base di sostanze chimiche antisettiche, come la clorexidina, o capaci di mascherare i cattivi odori, come il mentolo, possono favorire un miglioramento della situazione. Occorre tuttavia sottolineare che l'effettiva azione anti-alitosi dei collutori è dibattuta (vedi oltre).
  • Al corretto uso dello spazzolino occorre poi abbinare l'utilizzo del filo interdentale per pulire anche gli spazi tra dente e dente, dove le setole dello spazzolino non arrivano.
  • Visite periodiche dal dentista permettono di rimuovere eventuali depositi di tartaro prevenendo gengiviti e parodontiti; il dentista può inoltre valutare se l'igiene orale del paziente è effettivamente adeguata o se occorre migliorarla.

Pulizia della Lingua

Perché è Importante

In circa il 90% dei casi, l'alito cattivo (alitosi) dipende da un'insufficiente igiene orale. In particolare, ad essere chiamata più frequentemente in causa è l'eccessiva microflora che risiede sulla lingua.

Al pari di quella che banchetta nella placca, nel tartaro e nelle tasche gengivali, la microflora linguale produce composti solforati volatili (soprattutto idrogeno solforato e metilmercaptano) e altre sostanze responsabili del cativo odore, come alcuni acidi grassi a corta catena.

Per questo motivo il semplice spazzolamento dei denti non basta a combattere l'alito cattivo; occorre prestare attenzione anche ai siti difficilmente detergibili con le comuni pratiche di igiene orale, come appunto la superficie della lingua.

La pulizia della lingua non è soltanto un formidabile alleato nella lotta all'alitosi; la patina linguale è infatti una riserva di microrganismi capaci di influenzare la flora batterica dell'intero cavo orale. Una lingua pulita significa, quindi, un rallentamento nella formazione della placca batterica e del suo accumulo, che riduce di riflesso il rischio di carie e gengivite.

Come si Esegue

La pulizia della lingua (brushing) si può effettuare usando il classico spazzolino oppure - preferibilmente - ricorrendo ad un apposito strumento chiamato raschietto linguale.

  • La tecnica di pulizia con lo spazzolino prevede il posizionamento dello strumento in orizzontale, tenendo l'impugnatura perpendicolare alla linea centrale della lingua, che dev'essere estrusa (cioè fatta fuoriuscire dalla bocca, in modo da poter raggiungere con le setole le zone posteriori del dorso linguale, dov'è presente il maggior numero di batteri).
  • Lo spazzolino va fatto scendere con una leggera pressione verso la punta della lingua.

E' preferibile l'impiego di uno spazzolino a setole morbide per non stressare troppo le papille gustative, situate ai lati e alla base della lingua; è anche possibile utilizzare la parte posteriore in gomma degli spazzolini appositamente studiati per agevolare la pulizia linguale.

Il raschietto, invece, va fatto passare avanti e indietro sulla superficie della lingua con un movimento lieve ma fermo, sempre procedendo dall'interno fino alla punta della lingua.

  • L'errore comune che si fa usando il pulisci lingua riguarda la gestualità: quando viene utilizzato sulla lingua, infatti, si devono eseguire movimenti singoli che vanno dal fondo della lingua in avanti, mai il contrario.
  • Per evitare il senso di vomito che lo scorrimento del pulisci lingua potrebbe creare, è bene non esercitare troppa pressione. Va ricordato, inoltre, che ogni “forzatura” può irritare o lesionare i tessuti del cavo orale.
  • Come altri dispositivi destinati all'igiene orale quotidiana, anche il pulisci lingua può rivelarsi inutile ai fini dell'igiene orale, se non viene usato correttamente. Se non vengono fatte scorrere delicatamente, inoltre, le setole di questo strumento possono irritare la superficie linguale.

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Collutori Anti-Alitosi

Sono efficaci Contro l'Alitosi?

L'efficacia dei collutori nel trattamento dell'alitosi è piuttosto dibattuta, soprattutto a causa di possibili errori metodologici negli studi pubblicati e dei conflitti di interesse derivanti dal finanziamento delle ricerche da parte di aziende produttrici.

Se lo spazzolino agisce meccanicamente tramite l'azione di sfregamento delle setole, il collutorio interviene soprattutto chimicamente. L'azione meccanica dilavante dei risciacqui, infatti, potrebbe essere ottenuta anche utilizzando la semplice acqua di rubinetto, per cui i presunti vantaggi additivi dei collutori deriverebbero dalla loro particolare composizione chimica.

I principi attivi contenuti nei collutori possono essere di diversi tipi.

Alcuni, come la clorexidina, possiedono una certa azione antisettica, utile per diminuire direttamente la carica batterica della flora microbica.

Altri prodotti - come gran parte dei collutori commerciali reperibili al supermercato - esercitano soltanto un'azione di mascheramento dell'odore, grazie al contenuto di sostanze aromatiche come il mentolo; l'efficacia di tali prodotti è chiaramente di breve durata e addirittura - sebbene agli oli essenziali sia attribuita una certa attività antibatterica - quelli a base alcolica potrebbero peggiorare l'alitosi a causa del loro effetto disidratante.

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Altre sostanze contenute nei collutori - come i sali di zinco - sono in grado di neutralizzare i composti solforati volatili responsabili del cattivo odore.

Gli agenti antisettici, come il triclosan, il cloruro di cetilpiridinio e la clorexidina, sono leggermente più efficaci, ma hanno effetti collaterali; la clorexidina, in particolare, tende a macchiare i denti e per questo sono disponibili prodotti in spray contro l'alitosi da applicare direttamente sulla superficie della lingua, riducendo in questo modo il contatto della clorexidina con i denti.

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