FAQ Omeopatia - Domande e Risposte sui Farmaci Omeopatici

FAQ Omeopatia - Domande e Risposte sui Farmaci Omeopatici
- Specialista in Scienze Motorie e del Benessere Zarrow s.r.l.

Visto l'interesse crescente nei confronti dell'omeopatia, di seguito, riportiamo alcune delle domande più comuni, a cui daremo una risposta breve e concisa: l'obiettivo è chiarire quanto possibile ogni dubbio sull'assunzione di farmaci omeopatici, per lasciare al consumatore la libera scelta di decidere se e quando iniziare un'eventuale cura omeopatica.

Come si ottengono i farmaci omeopatici?

I farmaci omeopatici sono il prodotto finale ottenuto da una serie di diluizioni e dinamizzazioni di soluzioni di sostanze vegetali, animali o minerali.

Come agiscono i farmaci omeopatici?

I farmaci omeopatici agiscono seguendo il principio della similitudine, secondo il quale i sintomi indotti da una sostanza assunta in dosi importanti in un soggetto sano possono essere curati facendo assumere la medesima sostanza in dosi infinitamente piccole in un paziente malato.

Perché l'omeopatia non è riconosciuta come medicina convenzionale?

Non vi è una dimostrazione scientifica di come una sostanza infinitamente diluita possa assicurare un effetto terapeutico efficace.

I farmaci omeopatici richiedono la ricetta medica?

No, la maggior parte dei farmaci omeopatici non richiede la ricetta del medico. Gli omeopatici sono registrati come specialità OTC, SOP.

Tuttavia, per alcune formule come i farmaci omeopatici estemporanei, è richiesta la ricetta medica, poiché è lo stesso omeopata a formularli.

Perché in confezione i farmaci omeopatici non riportano indicazioni terapeutiche?

I farmaci omeopatici sono registrati come “medicinali omeopatici, pertanto privi di indicazioni terapeutiche riconosciute”. Ed è proprio questo il motivo per il quale questi farmaci non riportano in confezione alcuna informazione su modo d'uso, precauzioni e indicazioni terapeutiche. Inoltre, nei farmaci omeopatici, il bugiardino (foglio illustrativo) è pressoché assente, poiché è impossibile dimostrare le indicazioni terapeutiche per le quali il medicinale omeopatico è stato creato.

Per lo stesso motivo, per legge, non è ammessa la pubblicità dei medicinali omeopatici.

I farmaci omeopatici hanno una data di scadenza?

I farmaci omeopatici hanno una data di scadenza stabilita per legge, fissata a 5 anni.
La conservazione dei farmaci estemporanei, invece, varia da 6 mesi a 1 anno.

Omeopatia e fitoterapia sono sinonimi?

No, l'omeopatia e la fitoterapia sono due pratiche completamente diverse: tuttavia, spesso, vengono confuse come sinonimi, probabilmente perché in entrambe si utilizzano sostanze di derivazione naturale. In realtà, la fitoterapia è una pratica che prevede l'uso di piante/estratti per trattare alcuni disturbi o prevenire patologie, in cui le sostanze vengono assunte a concentrazioni paragonabili a quelle dei farmaci convenzionali (per le quali sono accettate, dunque, le leggi della chimica). Mentre nell'omeopatia si applica il concetto della diluizione e della succussione.
Inoltre, nella fitoterapia, si usa un principio attivo che elimina la patologia, mentre nell'omeopatia, si usa lo stesso attivo capace di provocare la malattia (ma in dosi infinitamente diluite).

Il costo dei farmaci omeopatici si può detrarre dalla dichiarazione dei redditi?

Sì, in Italia i farmaci omeopatici possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi, così come possono essere detratte anche le visite specialistiche omeopatiche. Inoltre, nel nostro Paese, alcune associazioni rimborsano persino le visite e il costo dei farmaci omeopatici.

Quando si possono usare i farmaci omeopatici?

In generale, i farmaci omeopatici possono essere sfruttati per curare disturbi acuti e cronici, e possono essere assunti da soli o in associazioni a farmaci tradizionali quando:

  • Il soggetto è allergico ad alcuni principi attivi presenti nei farmaci tradizionali
  • Il paziente richiede espressamente una terapia con farmaci omeopatici
  • Il medico ritiene opportuno cambiare la cura farmacologica convenzionale al paziente, con un'alternativa omeopatica
  • Il paziente e il medico valutano un eventuale trattamento alternativo o associativo con una terapia a base di farmaci convenzionali

Quali sono le malattie che maggiormente trovano beneficio mediante l'assunzione di farmaci omeopatici?

Secondo un'indagine DOXA 1999 condotta su 6024 famiglie, i farmaci omeopatici sono efficaci per curare queste patologie:

  • Infezioni a carico delle vie respiratorie
  • Ansia, insonnia, depressione dell'umore
  • Malattie di natura gastrointestinale
  • Dolore osseo
  • Dolore muscolare
  • Allergia
  • Disturbi della pelle
  • Problemi della circolazione
  • Disturbi ginecologici
  • Sovrappeso/obesità
  • Infiammazioni generiche

Per quali malattie, i farmaci omeopatici non trovano applicazione?

I farmaci omeopatici risultano inefficaci in tutti quei casi clinici in cui non è possibile avviare un processo di guarigione. Ad esempio, l'omeopatia non trova indicazione nel recupero di funzionalità perdute (es. danni a carico del sistema nervoso) o per tutti quei danni per cui è richiesto un intervento di chirurgia.

I farmaci omeopatici hanno effetti collaterali?

Generalmente, i medicinali omeopatici non generano effetti collaterali paragonabili a quelli derivati dall'assunzione di farmaci tradizionali, se non di scarsissima rilevanza.

Quale impatto ambientale generano i farmaci omeopatici?

I farmaci omeopatici implicano un impatto ambientale di scarsa rilevanza: questo è ottenibile grazie alla semplicità di produzione di tutti i medicinali omeopatici.