Vitamina D3 | Cos'è? Quando Assumerla? Fa Male?

In questo articolo parliamo della Vitamina D3, analizzandone le Funzioni, la Sintesi Cutanea e la Presenza in Farmaci e Integratori. Quando Serve Assumerla? Funzioni, Proprietà e Benefici. Dosi Corrette, Modo d'Uso, Effetti Collaterali, Controindicazioni

Vitamina D3 | Cos'è? Quando Assumerla? Fa Male?

Che Cos'è

La vitamina D3 - nota anche come colecalciferolo - è un tipo di vitamina D presente:

  • negli alimenti di origine animale;
  • nella maggior parte degli integratori e farmaci a base di vitamina D.

Per capire cos'è esattamente la vitamina D3, dobbiamo fare un passo indietro e analizzare brevemente il metabolismo e le funzioni della vitamina D nel corpo umano.

In Italia, la combinazione di calcio e vitamina D3 viene frequentemente prescritta per il trattamento di persone che soffrono (o hanno un rischio aumentato) di osteopenia e/o osteoporosi.

A Cosa Serve

La Vitamina D è conosciuta anche come "la vitamina delle ossa", in quanto risulta fondamentale per avere ossa in buona salute.

La Vitamina D agisce aumentando l'assorbimento del calcio da parte dell'intestino, il che risulta importante per la crescita e il mantenimento di uno scheletro sano e robusto.

La vitamina D è dunque molto importante per la salute delle ossa e nel controllo dei livelli di calcio nel sangue.

Inoltre, risulta importante per:

  • mantenere la forza muscolare;
  • il corretto funzionamento del sistema immunitario, con funzioni immunostimolanti e antinfiammatorie;
  • la salute cardiovascolare, con un effetto anti aterosclerotico e ipotensivo;
  • la salute renale, con riduzione della proteinuria;
  • il metabolismo glucidico, aumentando la sensibilità dei tessuti all'insulina;
  • la gestione del peso corporeo (vedi l'approfondimento "Vitamina D per Dimagrire");
  • la produzione di globuli rossi (eritropoiesi);
  • la riduzione del rischio tumorale.

Tipi di Vitamina D e Metabolismo

Il termine Vitamina D raggruppa un insieme di 5 sostanze naturali, che il nostro corpo può ricavare:

  • dall'esposizione al sole
  • da una corretta alimentazione.

Dei 5 tipi di vitamina D, i più importanti sono indubbiamente:

  • la Vitamina D2 (ergocalciferolo)
  • la Vitamina D3 (colecalciferolo).

Entrambe possono essere assunte con la dieta 1:

  • la Vitamina D3 è contenuta nei prodotti di origine animale, soprattutto latticini, tuorlo, salmone e altri pesci grassi;
  • la Vitamina D2 è contenuta in modeste quantità nei vegetali.

Per acquisire attività metabolica, entrambe le vitamine (D2 e D3) necessitano di essere trasformate nella loro forma attiva (1,25 diidrossicolecalciferolo, denominato anche calcitriolo) mediante una serie di processi enzimatici che avvengono a livello epatico e renale.

NOTA: il colecalciferolo (Vitamina D3) viene prodotto anche attraverso la sintesi cutanea (che avviene a partire da un derivato del colesterolo).

Vitamina D3 Metabolismo

Vitamina D3 negli Alimenti

Tra gli alimenti più ricchi di vitamina D3 si ricordano il pesce grasso (come aringhe e sgombri, anguille, sardine, salmone), il fegato, le uova e i cibi artificialmente arricchiti di vitamina D3 (in alcuni Paesi, gli alimenti di base come il latte, la farina e la margarina sono artificialmente fortificati con Vitamina D3; tale pratica NON è tuttavia diffusa in Italia).

Vitamina D3 negli Integratori

Delle due forme contenute negli alimenti, la vitamina D3 (colecalciferolo) sembra essere quasi due volte più efficace nell'aumentare i livelli ematici di vitamina D rispetto all'ergocalciferolo (vitamina D2) 2, 3.

  • Ad esempio, uno studio randomizzato 4, in doppio cieco, controllato con placebo della durata di 25 settimane ha riscontrato che un'integrazione giornaliera di 1.000 UI di vitamina D3 iniziata alla fine dell'estate è risultata più efficace della vitamina D2 nel mantenere le concentrazioni estive di vitamina D nel sangue durante i mesi autunnali e invernali.

Per questo motivo, la maggior parte degli integratori contiene Vitamina D sottoforma di colecalciferolo (Vitamina D3).

Anche il farmaco Dibase contiene colecalciferolo, ma esistono anche farmaci a base di calcifediolo (Didrogyl) e calcitriolo (Rocaltrol).

Occorre infatti ricordare che la vitamina D3, per risultare attiva dal punto di vista metabolico, deve subire una serie di trasformazioni a livello epatico e renale.

Di conseguenza, le persone che soffrono di gravi disturbi di fegato e/o reni potrebbero non riuscire a metabolizzare adeguatamente la vitamina D3.

Pertanto, anche se il colecalciferolo può essere una buona scelta per la maggior parte delle persone, può essere necessario ricorrere alla somministrazione di forme alternative, come:

  • calcifediolo nei casi di insufficienza epatica;
  • calcitriolo nei casi di insufficienza renale.

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Serve Integrare?

Quanto è diffusa la carenza di vitamina D in Italia?

Secondo uno studio 5, il 41,6% degli adulti negli Stati Uniti presenta una carenza di vitamina D; la percentuale sale ulteriormente al 69,2% negli ispanici e all'82,1% negli afro-americani.

La carenza di vitamina D è particolarmente frequente in Italia, specie negli anziani e nei mesi invernali; la carenza è tanto comune e di tale entità che l'86% delle donne italiane sopra i 70 anni presenta livelli ematici di 25(OH)D inferiori ai 10 ng/ml alla fine dell'inverno 6.

Questo rilievo assume aspetti drammatici nei soggetti istituzionalizzati o con altre patologie concomitanti, sia per la scarsa esposizione solare che per squilibri dietetici.

In persone di età superiore a 70 anni (e in maniera crescente con l'avanzare dell'età) che non assumono supplementi di vitamina D, questa carenza vitaminica ha una prevalenza vicina al 100%.

Secondo la Società italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS),

  • in Italia l'80% della popolazione sarebbe carente di Vitamina D.
  • l'insufficienza di vitamina D interessa circa il 50% dei giovani nei mesi invernali.
  • i dati epidemiologici consentono di presumere carenti TUTTI gli anziani italiani che non stiano assumendo supplementi.

Benefici dell'Integrazione

Raggiungere e mantenere concentrazioni adeguate di Vitamina D nel sangue è importante perché:

  • carenze gravi di vitamina D riducono la mineralizzazione delle ossa portando a malattie come:
    • rachitismo nei bambini
    • osteomalacia negli adulti;
  • carenze lievi o moderate di vitamina D sono accompagnate da sintomi lievi, sfumati e difficilmente riconoscibili, come dolori muscolari, debolezza e scarsa efficienza fisica; tuttavia, studi clinici e osservazionali hanno trovato una relazione tra carenza di vitamina D e:
    • maggiore frequenza di infezioni del tratto respiratorio, come raffreddore, bronchite e polmonite 7, 8;
    • affaticamento cronico, con grave effetto negativo sulla qualità della vita 9, 10;
    • dolore lombare cronico (dolore alla bassa schiena) 11, 12, 13;
    • umore basso e depressione 14, 15;
    • bassa densità minerale ossea 16;
    • dolore muscolare nei bambini e negli adulti 17, 18, 19;
    • aumentato rischio di alopecia areata 20, 21, 22;
    • aumentato rischio di parodontite (malattia dei tessuti di sostegno del dente) 23;
    • aumentato rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 1, diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro 24;
    • aumentato rischio di preeclampsia 25.

Vitamina D3 e Osteoporosi

L'osteoporosi colpisce un terzo delle donne di età compresa tra 60 e 70 anni e due terzi delle donne di età pari o superiore a 80 anni 26.

Sebbene le cause dell'osteoporosi siano multifattoriali, l'insufficienza di vitamina D può essere un importante fattore eziologico negli anziani.

Senza una quantità sufficiente di vitamina D dovuta all'esposizione solare o all'assunzione con la dieta, l'assorbimento intestinale di calcio può essere significativamente ridotto.

Ciò aumenta la secrezione di paratormone (PTH) da parte delle ghiandole paratiroidi; l'innalzamento prolungato della PTH può comportare un aumento del riassorbimento osseo, che a sua volta può aumentare il rischio di fratture ossee osteoporotiche 27.

Molti integratori di vitamina D3 sono arricchiti con calcio e viceversa, in quanto tale associazione ha dimostrato di poter aiutare a prevenire l'osteoporosi, le cadute e le fratture negli anziani 28.

  • Ad esempio, una metanalisi di otto studi per un totale di 30.970 partecipanti ha dimostrato che l'integrazione di calcio più vitamina D ha prodotto una riduzione del 15% del rischio di fratture totali e del 30% di fratture dell'anca 29.
  • Al contrario, un'altra revisione ha concluso che questa combinazione (calcio+vitamina D3) non è associata a una ridotta incidenza delle fratture totali e dell'anca, mentre l'integrazione con vitamina D ha ridotto l'incidenza totale di fratture ma non quelle specifiche sull'anca 30.
    Inoltre, la supplementazione con vitamina D e calcio era associata ad una maggiore incidenza di calcoli renali, mentre l'integrazione con solo calcio non era associata a un aumentato rischio.

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Dosi

L'alimentazione in Italia fornisce in media circa 300 UI/die di vitamina D.

Pertanto, quando l'esposizione solare è virtualmente assente debbono essere garantiti integratori di vitamina D per almeno 300-500 UI/die.

La maggior parte degli integratori di vitamina D contiene colecalciferolo (vitamina D3), spesso in dosi pari a 400 UI.

  • La ricerca 31, 32, 33 mostra che:
    • consumare 1.000 UI (25 mcg) di vitamina D al giorno aiuterebbe il 50% delle persone a raggiungere un livello ematico di vitamina D di 33 ng/ml (82,4 nmol/l);
    • consumare 2.000 UI (50 mcg) al giorno aiuterebbe quasi tutti a raggiungere un livello ematico di 33ng/ml (82,4 nmol/l).

Quando Assumerla?

La vitamina D3 è una vitamina liposolubile, il che significa che non si dissolve in acqua e viene assorbita meglio dall'intestino quando abbinata a cibi ricchi di grassi.

Per questo motivo, si consiglia di assumere gli integratori di vitamina D3 con un pasto per migliorarne l'assorbimento.

In uno studio su 50 adulti più anziani, il consumo di vitamina D3 insieme a un pasto ad alto contenuto di grassi ha aumentato i livelli ematici di vitamina D del 32% dopo 12 ore rispetto a un pasto privo di grassi 31.

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Effetti Collaterali

  • Se ritieni di essere a rischio di una carenza di Vitamina D, esponi le tue preoccupazioni al medico per valutare l'opportunità di sottoporti a un dosaggio ematico (esame del sangue) della vitamina.

Nel caso tu stia già assumendo un integratore o un farmaco a base di Vitamina D3, ricorda di:

  • Non superare la dose giornaliera consigliata dal medico o riportata in etichetta e/o nel foglio illustrativo.
  • Tenere il medicinale o l'integratore lontano dalla vista e dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni.
  • Gli integratori di Vitamina D3 non vanno intesi quali sostituti di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.
  • L'assunzione di integratori di Vitamina D3 in presenza di condizioni patologiche o situazioni particolari, o se si sta seguendo una terapia farmacologica, è consigliata soltanto sotto controllo del medico che, conoscendo approfonditamente il quadro clinico del paziente, saprà dare i migliori consigli.

Sovradosaggio

Esiste un Rischio di Sovradosaggio?

L'intossicazione da vitamina D3 si verifica quando i livelli ematici superano i 150 ng/ml (375 nmol/l). Poiché la vitamina viene immagazzinata nel grasso corporeo e rilasciata lentamente nel flusso sanguigno, gli effetti della tossicità possono durare per diversi mesi dopo aver smesso di assumere integratori di vitamina D 34.

È importante sottolineare che la tossicità non è comune e si verifica quasi esclusivamente nelle persone che assumono integratori a lungo termine e ad alte dosi senza monitorare i livelli ematici.

Una dose giornaliera compresa tra 40.000 e 100.000 UI (1000-2500 microgrammi), da uno a diversi mesi, ha dimostrato di causare tossicità negli esseri umani 35, 36, 37, 38, 39.

Dosi Sicure

  • Per la maggior parte delle persone, 1.000-4.000 UI sono considerate una dose giornaliera sicura per mantenere livelli sani di vitamina D 40.
  • L'Accademia Nazionale di Medicina degli Stati Uniti suggerisce che un consumo fino a 4.000 UI di vitamina D al giorno è sicuro per la maggior parte delle persone, anche se possono essere temporaneamente necessarie dosi più elevate per aumentare i livelli ematici in alcuni individui 41.
  • Tuttavia, non è stato dimostrato che dosi fino a 10.000 UI al giorno causino tossicità in soggetti sani 42, 43.

Sebbene la tossicità sia rara, è meglio evitare dosi di vitamina D3 a lungo termine superiori a 4.000 UI senza la supervisione di un professionista sanitario qualificato.

Controindicazioni

Salvo diversa indicazione medica, i farmaci e gli integratori di Vitamina D3 potrebbero risultare controindicati:

  • in caso di allergia (ipersensibilità) al colecalciferolo (vitamina D3) o ad uno qualsiasi degli altri componenti del medicinale o dell'integratore;
  • in presenza di livelli elevati di calcio nel sangue (ipercalcemia) o nelle urine (ipercalciuria).
  • in presenza di calcoli renali (nefrolitiasi) o di depositi di calcio nei reni (nefrocalcinosi).

Effetti Collaterali

I possibili effetti indesiderati, raramente segnalati con l'uso di integratori di vitamina D3, comprendono:

  • reazioni allergiche;
  • debolezza, perdita di appetito (anoressia), sete;
  • sonnolenza, stato confusionale;
  • mal di testa;
  • stitichezza, emissione di gas (flatulenza), dolore alla pancia, nausea, vomito, diarrea, gusto metallico, secchezza della bocca;
  • eruzione della pelle, prurito;
  • eccessivo deposito di calcio nei reni (nefrocalcinosi), aumentata quantità di urina escreta (poliuria), sete intensa (polidipsia), malattia dei reni (insufficienza renale);
  • livelli aumentati di calcio nel sangue (ipercalcemia) e nelle urine (ipercalciuria).

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