Olio di Krill 2019 | Cos'è? Proprietà, Dosi, Differenze con l'Olio di Pesce

In questo articolo analizziamo le proprietà dell'Olio di Krill e i potenziali effetti positivi su infiammazione, dolore articolare, sindrome premestruale, colesterolo e trigliceridi. Con studi e considerazioni su efficacia, effetti collaterali e dosaggi

Olio di Krill 2019 | Cos'è? Proprietà, Dosi, Differenze con l'Olio di Pesce Ultima modifica dell'articolo: 19/09/2019

Che Cos'è

Il krill è un insieme di piccole creature marine invertebrate, simili a minuscoli gamberetti.

Questi piccoli crostacei misurano mediamente da 1 a 2,5 centimetri e dal punto di vista tassonomico vengono fatti coincidere con l'ordine Euphausiacea.

Il krill costituisce un tassello fondamentale dell'ecosistema marino, andando a costituire lo zooplancton, cibo primario di balene, mante, squali balena, pesce azzurro e uccelli acquatici.

Il krill rappresenta una preziosa fonte alimentare anche per l'uomo; viene infatti utilizzato per estrarre un olio (olio di krill) ad alto contenuto di acidi grassi omega-3, oltre che di fosfolipidi, colina e astaxantina.

In particolare, l'olio di krill si ricava soprattutto da una specie di krill antartico denominata Euphausia superba.

Differenze tra Olio di Krill e Olio di Pesce

  • L'olio di krill e l'olio di pesce (generalmente estratto da pesci grassi, come acciughe, sgombri e salmoni) sono due ricche e preziose fonti di acidi grassi omega-3, principalmente acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA).
  • Tuttavia, nell'olio di krill un'elevata percentuale (25-58%) di EPA e DHA si trova sottoforma di fosfolipidi, principalmente come fosfatidilcolina (mentre nell'olio di pesce EPA e DHA sono incorporati soprattutto nei trigliceridi) 1.
    Ciò si traduce in una maggiore biodisponibilità (velocità di assorbimento) dell'olio di krill, per cui - a parità di apporto di EPA e DHA - gli stessi effetti dell'olio di pesce possono essere osservati con dosi di olio di krill inferiori di 1/3 2.
  • Va tuttavia precisato che l'olio di pesce è una più ricca fonte di omega-3 rispetto all'olio di krill (ne contiene circa il 60-70% in più a parità dei peso) 3, 4.
  • Per questi motivi, l'olio di pesce e l'olio di krill, a parità di dose consumata, sembrano ugualmente efficaci nell'innalzare i livelli di omega-3 nel sangue 4
  • L'olio di krill contiene anche un'ottima quantità di astaxantina, responsabile del suo colore rosso, oltre che di colina. Tali nutrienti possono avere un'azione positiva soprattutto sul piano antiossidante e neurotrofico.
  • Mentre l'olio di pesce ha alle spalle un'ampia letteratura, gli studi sui potenziali benefici dell'olio di krill sono più limitati.

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A Cosa Serve

Un adeguato apporto dei nutrienti contenuti nell'olio di krill è importante soprattutto per proteggere e sostenere il benessere e la funzionalità di cuore, occhi e cervello.

Un apporto adeguato di omega 3, fosfolipidi, colina e astaxantina, aiuta a proteggere dalle malattie del cuore, del metabolismo, degli occhi e degenerative del cervello.

In caso di malattie cardiovascolari conclamate, sotto l'imprescindibile supervisione medica, l'olio di krill potrebbe anche essere utilizzato come coadiuvante del trattamento farmacologico di base.

Sulla base di prove scientifiche preliminari, l'olio di krill potrebbe avere un'azione positiva nel:

  • combattere l'infiammazione, risultando potenzialmente utile in varie patologie correlate a un meccanismo infiammatorio cronico (artrite reumatoide, colite, asma, obesità...); in particolare, studi preliminari dimostrano come l'olio di krill potrebbe risultare particolarmente utile nei pazienti con artrosi o artrite reumatoide;
  • aumentare il colesterolo buono HDL;
  • ridurre i valori di trigliceridi;
  • ridurre i valori di colesterolo totale e LDL (colesterolo cattivo);
  • ridurre il rischio cardiovascolare, anche grazie ai benefici antiossidanti dell'astaxantina e a quelli additivi della fosfatidilcolina sul piano ipocolesterolemizzante;
  • espletare un'azione neurotrofica e neuroprotettiva, grazie all'alto contenuto di fosfolipidi e colina;
  • migliorare i sintomi della sindrome premestruale.

Caratteristiche

In norvegese, il termine "krill" significa "cibo di balena", in riferimento al suo ruolo nutritivo come costituente dello zooplancton.

I banchi di zooplancton sono alla base delle catene alimentari marine e forniscono nutrimento a numerosi pesci, inclusi quelli più grandi, come le balene, e diverse specie di interesse commerciale, come sardine, acciughe e aringhe.

Dal punto di vista commerciale, il più noto componente del krill è l'Euphrasia superba, un piccolo crostaceo che vive principalmente nelle acque fredde dei mari Artici e Antartrici.

In altri casi, l'olio di krill viene ricavato anche dalla specie Euphausia pacifica, diffusa nelle acque fredde del nord Pacifico.

Valori Nutrizionali

Composizione accidica dell'Olio di Krill in Confronto all'Olio di pesce

Quelli riportati in tabella 3 vanno interpretati come dati indicativi, dal momento che i valori possono variare anche sensibilmente in base al prodotto commerciale analizzato, alla sua origine e alla sua lavorazione.

Olio di Krill Olio di Pesce
Acidi Grassi Saturi 30,7% 16%
Acidi Grassi Monoinsaturi 25,9% 18%
Omega-3 Totali 34,1% 59%
Omega-6 Totali 2,5% 2,9%
Acido eicosapentaenoico (EPA; 20: 5 n3) 19% 27%
Acido docosaesaenoico (DHA; 22: 6 n3) 10,9% 24%
Acido miristico (14:0) 7,2% 3,2%
Acido palmitico (16:0) 21,8% 7,8%
Acido stearico (18:0) 1,3% 2,6%
Acido arachidonico (20:0) <0,1% 0,6%
Acido behenico (22:0) 0,2% 0,4%
16:1 n7 5,4% 3,9%
18:1n-9, -7, -5
18,3% 6,1%
18:3 n3 1% 0,5%
18:4 n3 1,6% 1,9%

NOTA BENE: a differenza dell'olio di pesce, gli acidi grassi dell'olio di krill sono incorporati, in elevate percentuali (comprese tra il 28-58%), nella struttura di fosfolipidi.

Gran parte di questi fosfolipidi sono rappresentati da:

  • fosfatidilcolina (dal 48 all'80%)
  • fosfatidiletanolammina (1,5-8%)
  • fosfatidilglicerolo (1%)

Il contenuto complessivo di fosfatidilcolina è stato calcolato in 34 ± 5 grammi per 100 g di olio di Krill.

L'olio di krill contiene circa 0,5 mg di astaxantina per 3 g di olio di krill 5.

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Studi ed Efficacia

Colesterolo Alto e Trigliceridi Alti

I grassi Omega-3, in particolare EPA e DHA, sono considerati salutari e benefici per il cuore 4, sebbene l'utilità di una loro specifica integrazione in persone già affette da malattie cardiovascolari rimanga piuttosto dibattuta 5.

Gli studi hanno dimostrato come l'olio di krill - al pari di altre fonti di grassi omega-3 - possa migliorare i livelli di lipidi nel sangue e altri fattori di rischio per le malattie cardiache.

Una recente revisione 6 di sette studi ha concluso che l'olio di krill è efficace nel ridurre il colesterolo LDL "cattivo" e i trigliceridi, e può anche aumentare il colesterolo HDL "buono". Tuttavia, sono necessari ulteriori studi clinici per valutare l'impatto della supplementazione di olio di krill su altri indici di rischio cardiometabolico e sul rischio di esiti cardiovascolari.

Uno studio clinico randomizzato cross-over 7 ha confrontato gli effetti dell'olio di krill (500mg, due volte al giorno) e degli omega-3 purificati (1.000mg, due volte al giorno) sui livelli di colesterolo e trigliceridi in pazienti leggermente sovrappeso con ipertrigliceridemia.

Dall'analisi dei risultati è emerso che:

  • solo l'olio di krill ha aumentato significativamente il colesterolo "buono" (HDL);
  • l'olio di krill è stato anche più efficace nel ridurre un marker di infiammazione (proteina C reattiva ad alta sensibilità);
  • gli omega-3 puri si sono dimostrati più efficaci nell'abbassare i trigliceridi.

Un altro studio randomizzato cross-over 8 su pazienti diabetici di tipo 2, ha confrontato l'olio di krill con l'olio d'oliva. Dall'analisi dei risultati è emerso che l'olio di krill ha migliorato significativamente i punteggi di resistenza all'insulina, nonché la funzione dell'endotelio vascolare e i livelli di colesterolo HDL.
L'olio di krill può quindi portare a un moderato miglioramento dei rischi cardiovascolari, agendo in particolare sulla disfunzione endoteliale e sui livelli di HDL nei pazienti con diabete di tipo 2.

Altre ricerche preliminari 9 in pazienti iperlipidemici, dimostrano che l'assunzione di 1-1,5 grammi di olio di krill per 90 giorni può contribuire, in pazienti con colesterolo alto a:

  • ridurre il colesterolo totale e il colesterolo "cattivo" a bassa densità (LDL);
  • aumentare il colesterolo "buono" (HDL).

Dosi più elevate, pari a 2-3 grammi al giorno, sembrano anche ridurre significativamente i livelli di trigliceridi.

Infiammazione e Artrite Reumatoide

Gli acidi grassi omega-3, indipendentemente dalla fonte di approvvigionamento, hanno dimostrato di espletare importanti funzioni anti-infiammatorie nel corpo.

L'olio di krill ha dimostrato di essere particolarmente efficace nello "spegnere alcuni marker di infiammazione sistemica"; pertanto, potrebbe contribuire a migliorare i sintomi di artrite e dolori articolari, che spesso derivano da un sottostante processo infiammatorio.

In uno studio 10, l'assunzione di 300 mg al giorno di uno specifico prodotto a base di olio di krill ha ridotto il dolore, la rigidità e la compromissione funzionale nelle persone con artrite reumatoide od artrosi; sono state inoltre notate significative riduzioni del marker infiammatorio CRP (proteina C-reattiva).

Un secondo studio 11 su 50 adulti con lieve dolore al ginocchio ha rilevato che l'assunzione di olio di krill (2g/die) per 30 giorni ha ridotto significativamente il dolore riferito dai pazienti mentre dormivano e stavano in piedi. Inoltre, ha aumentato la gamma di movimento di entrambe le ginocchia, destra e sinistra.

Sindrome Premestruale

Come abbiamo visto, in generale, il consumo di grassi omega-3 può aiutare a ridurre il dolore e l'infiammazione.

Diversi studi hanno appurato come l'assunzione di integratori di olio di pesce o di omega-3 possa aiutare a ridurre il dolore e i sintomi della sindrome premestruale (PMS), in alcuni casi con efficacia tale da ridurre l'uso di farmaci antidolorifici 13, 14, 15, 16, 17.

Ricerche preliminari mostrano che l'assunzione di 2 grammi al giorno di uno specifico prodotto a base di olio di krill potrebbe ridurre i sintomi della sindrome premestruale, riducendo la dismenorrea (dolori mestruali) e migliorando i sintomi emozionali 12.
Lo studio ha anche rilevato che - mentre entrambi gli integratori (olio di krill e olio di pesce) hanno portato a miglioramenti statisticamente significativi dei sintomi, le donne che hanno assunto l'olio di krill hanno preso dosi di farmaci antidolorifici inferiori rispetto alle donne che hanno assunto olio di pesce.

In uno studio aperto pilota 18, l'assunzione di una combinazione specifica di un prodotto contenente l'associazione di olio di krill, vitamine del gruppo B, isoflavoni di soia ed estratti di rosmarino al giorno per 3 mesi ha ridotto i sintomi auto-riportati della sindrome premestruale. I miglioramenti sono stati maggiori nelle donne con sintomi più gravi. Tuttavia, non è chiaro se questi miglioramenti siano dovuti all'olio di krill o ad altri ingredienti dell'integratore o alla sinergia tra questi.

Invecchiamento della Pelle

Ricerche preliminari 19 suggeriscono che l'assunzione di capsule contenenti olio di krill, zinco, vitamina D, olio di bacche di olivello spinoso, estratto di cacao, acido ialuronico e isoflavoni di trifoglio rosso (780 mg tre volte al giorno) insieme all'applicazione di una crema allo 0,1% di tazarotene ogni notte per circa 12 settimane migliora le rughe, l'idratazione e l'elasticità della pelle invecchiata rispetto al trattamento con la sola crema di tazarotene.
Anche in questo caso, non è chiaro se questi miglioramenti siano dovuti all'olio di krill o ad altri ingredienti dell'integratore o alla sinergia tra questi.

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Modo d'uso

L'integrazione con olio di krill tende a essere effettuata nell'intervallo da 1 a 3 grammi al giorno. Tali dosi riprendono quelle utilizzate nella maggior parte degli studi clinici sull'integrazione con olio di krill.

Come anticipato, l'olio di krill presenta una biodisponibilità superiore rispetto all'olio di pesce. In generale, si ritiene che - a parità di apporto di EPA e DHA - le dosi di olio di Krill possano essere ridotte di 1/3 rispetto a quelle di olio di pesce; ad esempio, se si devono integrare normalmente 1000mg di EPA più DHA da olio di pesce, l'integrazione potrebbe essere effettuata assumendo 660 mg di EPA e DHA da olio di krill.

Avvertenze

  • Non superare la dose giornaliera consigliata dal medico o riportata in etichetta e/o nel foglio illustrativo.
  • Tenere i prodotti a base di olio di krill lontano dalla vista e dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni.
  • Gli integratori di olio di krill non vanno intesi quali sostituti di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.
  • L'assunzione di olio di krill in presenza di situazioni particolari o se si sta seguendo una terapia farmacologica è consigliata sotto controllo del medico che, conoscendo approfonditamente il quadro clinico del Paziente, saprà dare i migliori consigli.

Controindicazioni

  • L'integrazione di olio di krill è da considerarsi generalmente controindicata nei casi di ipersensibilità (allergia) ai crostacei, ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti del prodotto.
  • Cautela in caso di contemporanea somministrazione di medicinali che agiscono sulla coagulazione del sangue (farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, come FANS e warfarin), perché potrebbe verificarsi un aumento del tempo di sanguinamento.
  • L'Orlistat (Xenical, Alli) è un farmaco utilizzato per la perdita di peso, che agisce riducendo l'assorbimento dei grassi alimentari dall'intestino.
    C'è qualche preoccupazione che l'orlistat possa anche diminuire l'assorbimento dell'olio di krill quando vengono assunti insieme.
    Per evitare questa potenziale interazione, è opportuno assumere orlistat e olio di krill almeno a 2 ore di distanza.
  • Poiché l'olio di krill può rallentare la coagulazione del sangue, vi è la preoccupazione che possa aumentare il rischio di sanguinamento durante e dopo l'intervento chirurgico. Si consiglia pertanto di interrompere l'uso di olio di krill almeno 2 settimane prima di un intervento chirurgico programmato.

Effetti Collaterali

I più comuni effetti collaterali a cui possono andare in contro le persone trattate con olio di krill includono:

  • disturbi allo stomaco e/o all'intestino;
  • nausea, difficoltà a digerire, dolore alla parte alta dell'addome, diarrea e rigurgiti sgradevoli al sapore di pesce.

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