Magnesio e Pressione 2019 | Aumenta o Abbassa la Pressione?

In questo articolo parliamo di Magnesio e Pressione Sanguigna, analizzando il legame tra apporto alimentare di magnesio e ipertensione, e i benefici di una specifica integrazione per abbassare la pressione. Con Studi, Dosi, Effetti Collaterali e Consigli

Magnesio e Pressione 2019 | Aumenta o Abbassa la Pressione?
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Generalità

Funzioni del Magnesio

Il magnesio è un minerale essenziale e un cofattore di centinaia di enzimi che regolano innumerevoli reazioni metaboliche. Risulta quindi coinvolto in moltissime funzioni corporee, tra cui produzione di energia, sintesi di acidi nucleici e proteine, trasporto di ioni e segnalazione cellulare.

Il magnesio è necessario per la conduzione nervosa e la contrazione muscolare; ha anche funzioni strutturali nell'osso, nelle membrane cellulari e nei cromosomi.

Magnesio e Ipertensione

L'assunzione di integratori di magnesio e la correzione di una carenza alimentare è stata collegata a benefici per la salute. Questi benefici includono anche un minor rischio di patologie come le malattie cardiache e un migliore controllo della pressione sanguigna.

L'ipertensione è un importante fattore di rischio per le malattie cardiache e l'ictus.

  • Numerosi studi osservazionali di grandi dimensioni indicano che un apporto dietetico più elevato di magnesio è associato a una pressione sanguigna più bassa e ad un rischio ridotto di sviluppare ipertensione.
  • Gli studi hanno anche scoperto che l'assunzione di integratori di magnesio può ridurre la pressione sanguigna - nella migliore delle ipotesi - solo in piccola parte.

Magnesio nella Dieta e Pressione

L'ipertensione è un problema di salute che colpisce un americano su tre 1.

Gli studi sugli animali mostrano che la carenza di magnesio può aumentare la pressione sanguigna e promuovere l'ipertensione, che è un forte fattore di rischio per le malattie cardiache 2, 3.

Gli studi su umani hanno dimostrato che l'assunzione di magnesio può abbassare la pressione sanguigna 4, 5. Inoltre, numerosi studi osservazionali suggeriscono che bassi livelli di magnesio o una cattiva assunzione con la dieta possono aumentare la pressione sanguigna 6, 7, 8.

Da un'importante meta-analisi di studi prospettici di coorte, è emerso un rischio di ipertensione dell'8% inferiore con assunzioni di magnesio nella dieta più alte rispetto a quelle più basse 9.
In uno degli studi analizzati da questa meta-analisi, i dati di 5.511 uomini e donne seguiti per un periodo mediano di 7,6 anni hanno scoperto che le più alte concentrazioni di magnesio urinario corrispondevano a una riduzione del 25% del rischio di ipertensione, mentre non vi era alcuna associazione tra le concentrazioni plasmatiche di magnesio e il rischio di ipertensione 10.

Tuttavia, è difficile attribuire un effetto indipendente del magnesio sulla pressione sanguigna, poiché il cibo ad alto contenuto di magnesio (frutta, verdura e cereali integrali) è anche ricco di altri nutrienti (potassio, fibra alimentare, polifenoli) che possono avere un effetto positivo sulla riduzione della pressione sanguigna.

Tra gli alimenti più ricchi di magnesio ricordiamo

  • le verdure a foglia verde;
  • cereali non raffinati (cereali integrali)
  • noci (intese come tutta la frutta secca oleosa).

Carni e latte hanno un contenuto intermedio di magnesio, mentre gli alimenti raffinati generalmente sono poveri di questo minerale.

Integratori di Magnesio

L'assunzione di integratori di magnesio può aiutare a ridurre i livelli di pressione sanguigna 5.

Gli studi dimostrano che le persone con ipertensione possono sperimentare miglioramenti durante l'integrazione con questo minerale 11, 12.

  • Una meta-analisi del 2012 ha esaminato 22 studi randomizzati, condotti su un totale di 1.173 soggetti con pressione sanguigna normale (normotesi) o ipertensione (trattati con farmaci o non trattati).
    L'integrazione orale con magnesio (dose media di 410 mg/giorno; intervallo da 120 a 973 mg/giorno) per un periodo mediano di 11,3 mesi ha ridotto la pressione sistolica da 2 a 3 mmHg, e la pressione arteriosa diastolica da 3 a 4 mmHg 4.
    Un risultato significativo ma molto modesto.
  • Analogamente, una più recente meta-analisi di 34 studi controllati randomizzati con 2.028 partecipanti ha scoperto che il magnesio supplementare alla dose mediana di 368 mg/giorno (intervallo: 238-960 mg/giorno) per una durata media di tre mesi (intervallo: 3 settimane-6 mesi) ha ridotto significativamente la pressione sistolica di 2,00 mm Hg e la pressione diastolica di 1,78 mm Hg 13.
  • Una meta-analisi del 2017 limitata agli studi condotti su partecipanti con condizioni precliniche (insulino-resistenza o prediabete) o cliniche sottostanti (diabete mellito di tipo 2 o malattia coronarica) ha rilevato una riduzione della pressione sistolica di 4,18 mmHg e una riduzione di 2,27 mmHg della pressione arteriosa diastolica. con dosi supplementari di magnesio comprese tra 365 mg / giorno e 450 mg/giorno per 1-6 mesi 14.

Oltre ad essere generalmente modesto, l'impatto dell'integrazione di magnesio sembra significativamente maggiore nelle persone con ipertensione arteriosa esistente 13. Uno studio, ad esempio, ha scoperto che il magnesio ha abbassato la pressione sanguigna nelle persone con ipertensione, ma non ha avuto alcun effetto sui soggetti con normali livelli pressori 15.

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Come Agisce

Il modo in cui il magnesio influenza la pressione sanguigna non è chiaro.

Il magnesio può indurre il rilassamento delle cellule muscolari lisce vascolari, alterare i livelli dei mediatori infiammatori e ridurre la sintesi dell'aldosterone indotta dall'angiotensina (che può abbassare la pressione sanguigna) 4.

Dosi

Nella già citata meta-analisi di 22 studi clinici randomizzati, una dose supplementare media di 410 mg di magnesio al giorno (intervallo da 120 a 973 mg / giorno) per 11,3 mesi ha abbassato la pressione sanguigna nei soggetti ipertesi; è stato osservato un effetto maggiore a dosi più elevate (≥370 mg/die).

Tuttavia, la dose di magnesio supplementare richiesta per abbassare la pressione sanguigna sembra dipendere dal fatto che gli individui stiano o meno assumendo farmaci antiipertensivi come i diuretici; negli individui non trattati, la dose richiesta potrebbe essere più alta. Gli studi di intervento sui partecipanti trattati hanno infatti mostrato una riduzione dell'ipertensione con dosi di magnesio da 243 mg/giorno a 486 mg/giorno, mentre i pazienti non trattati hanno richiesto dosi superiori a 486 mg/giorno per ottenere una riduzione significativa della pressione sanguigna.

Attenzione

Le dosi di magnesio indicate dagli studi sono riferite al cosiddetto "magnesio elementare". A tal proposito si faccia riferimento alla seguente tabella.

Sale di Magnesio Contenuto di Magnesio Elementare (in percentuale)
Magnesio Ossido 60%*
Magnesio Citrato 16%
Magnesio Cloruro 12%
Magnesio Lattato 12%
Magnesio Piruvato 10%
Magnesio Solfato 10%
Magnesio Pidolato 8,7%
Magnesio Orotato 7,7%
Magnesio Gluconato 5,8%

* Significa, ad esempio, che se assumiamo 1 grammo di un integratore a base di magnesio ossido stiamo apportando all'organismo 0,6 grammi (600mg) di magnesio elementare, mentre se assumiamo 1 grammo di magnesio citrato stiamo integrando con 0,16 grammi (160mg) di magnesio elementare.

NOTA BENE: oltre alla percentuale di magnesio elementare, occorre tenere conto della biodisponibilità dell'integratore di magnesio elementare, ovvero della percentuale di magnesio effettivamente assorbita a livello intestinale rispetto alla quota ingerita.

A livello generale:

  • i sali di magnesio meglio assorbiti sono quelli in cui il minerale si trova legato a composti organici (gluconato, aspartato, piruvato, malato, citrato, pidolato, lattato, orotato, bisglicinato ecc.).
    Anche il cloruro di magnesio rappresenta comunque una fonte ben assorbibile e - rispetto ai precedenti - ha il vantaggio del costo contenuto.
  • Per contro, le altre fonti di magnesio inorganico (magnesio ossido, magnesio carbonato, magnesio solfato), sono oggetto dei maggiori criticismi in merito alla biodisponibilità del magnesio in esse contenuto, tanto che in genere vengono maggiormente usate come antiacidi e lassativi (proprio perché scarsamente assorbibili a livello intestinale, dove richiamano acqua per effetto osmotico).

Il classico magnesio cloruro rimane un'ottima scelta per l'ottimo compromesso tra costo e biodisponibilità.

Avvertenze

  • Se ritieni di essere a rischio di una carenza di magnesio, esponi le tue preoccupazioni al medico per valutare l'opportunità di sottoporti a un dosaggio ematico (esame del sangue). Puoi anche consultare un nutrizionista per valutare gli apporti dietetici ed eventualmente correggere la tua alimentazione.

Nel caso tu stia già assumendo un integratore di magnesio, ricorda di:

  • non superare la dose giornaliera consigliata dal medico o riportata in etichetta e/o nel foglio illustrativo.
  • Tenere l'integratore lontano dalla vista e dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni.
  • Gli integratori di magnesio non vanno intesi quali sostituti di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.
  • L'assunzione di integratori di magnesio in presenza di condizioni patologiche o situazioni particolari, o se si sta seguendo una terapia farmacologica, è consigliata soltanto sotto controllo del medico che, conoscendo approfonditamente il quadro clinico del paziente, saprà dare i migliori consigli.
  • In caso di compromissione della funzione renale è opportuno consultare il medico, in quanto può essere necessario ridurre la posologia ed effettuare controlli della funzione renale e della magnesemia.
  • Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di assumere prodotti a base di magnesio

Interazioni farmacologiche

  • La somministrazione di magnesio per via orale può determinare un ridotto assorbimento delle tetracicline (un tipo particolare di antibiotici); è raccomandabile quindi mantenere almeno 3-4 ore di distanza fra le due somministrazioni.
  • I chinoloni (un tipo particolare di antibiotici) devono essere somministrati almeno 2 ore prima o 6 ore dopo la somministrazione di integratori che contengono magnesio, per evitare interferenze con il loro assorbimento.
  • Nel caso di somministrazione concomitante di magnesio e colecalciferolo (vitamina D3) si consiglia il controllo della calcemia per evitare la possibile comparsa di ipercalcemia.
    Si sconsiglia l'uso concomitante di prodotti contenenti sali di calcio o fosfato poiché tali prodotti riducono l'assorbimento del magnesio.
  • L'assunzione contemporanea di prodotti a base di magnesio con farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale (SNC), incluso l'etanolo, può potenziare gli effetti sul SNC del magnesio ed è consigliabile che avvenga sotto controllo medico e nei casi di effettiva necessità.

Controindicazioni

L'integrazione di magnesio è da considerarsi generalmente controindicata nei casi di:

  • Ipersensibilità (allergia) al principio attivo (magnesio) o ad uno qualsiasi degli eccipienti del prodotto.
  • Grave insufficienza renale.
  • Soggetti in terapia digitalica.

Effetti Collaterali

  • Con la somministrazione di Magnesio, specie ad alte dosi o con sali inorganici, possono talvolta verificarsi dei disturbi digestivi, diarrea e dolori addominali.
  • In casi eccezionali sono stati segnalati episodi di intolleranza individuale al magnesio, che possono essere trattati dal medico con antistaminici per via orale o parenterale

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