Fermenti Lattici 2019 - Cosa Sono? Sono Probiotici? Uso e Benefici

In questo articolo ti parlo dei Fermenti Lattici, delle loro Proprietà e dei potenziali Benefici per la Salute dell'Intestino e dell'Intero organismo. Con Evidenze Scientifiche, Dosaggi, Modo d'Uso, Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Fermenti Lattici 2019 - Cosa Sono? Sono Probiotici? Uso e Benefici

Cosa sono

I fermenti lattici sono un gruppo di batteri che producono acido lattico, che viene sintetizzato come principale prodotto metabolico della fermentazione dei carboidrati.

Tradizionalmente, si ritengono fermenti lattici quei batteri che producono acido lattico attraverso la fermentazione del lattosio, il principale zucchero presente nel latte. Tuttavia, in senso più ampio, sono da considerarsi “fermenti lattici” tutti i microrganismi capaci di produrre quantità considerevoli di acido lattico, indipendentemente dal substrato utilizzato.

Fermenti Lattici e Alimenti

I fermenti lattici sono naturalmente presenti nei prodotti lattiero-caseari e svolgono un'azione importantissima nelle fermentazioni alimentari:

  • l'acidificazione dell'alimento, correlata alla sintesi di acido lattico, ne prolunga la conservabilità;
  • le batteriocine (sostanze antibiotiche prodotte da diversi fermenti lattici), costituiscono un altro ostacolo alla crescita di microrganismi indesiderati, prolungando la conservabilità dell'alimento;
  • l'acido lattico e altri sottoprodotti metabolici (come l'acido acetico) contribuiscono al profilo organolettico e strutturale dell'alimento.

Dunque, l'applicazione dei fermenti lattici all'industria alimentare consente di migliorare la conservabilità del prodotto e di conferirgli le caratteristiche organolettiche desiderate, modificandone aroma, sapore e consistenza.

La fermentazione lattica è coinvolta nella preparazione di numerosi alimenti, tra cui, ad esempio, lo yogurt e altri latti fermentati, formaggi e crauti.

Fermenti Lattici e Salute

Molti fermenti lattici possono anche produrre effetti positivi sulla salute umana, grazie alle loro proprietà probiotiche. E' stata proprio l'osservazione empirica che i latti fermentati potevano produrre un effetto benefico, aumentando la longevità e curando alcune malattie - si vedano a proposito gli studi di Elia Metchnikof a inizio '900 - a condurre allo sviluppo dei probiotici.

I probiotici sono microrganismi vivi che, quando somministrati in adeguate quantità, apportano benefici alla salute dell'ospite.

Generalmente assunti per bocca, i probiotici apportano benefici soprattutto a livello intestinale, ma non solo. Frequente è ad esempio il loro impiego nella prevenzione delle infezioni del tratto urinario (come la cistite), delle vaginiti da candida e delle vaginosi batteriche.

Si reputa inoltre che i probiotici - attraverso il riequilibrio della flora batterica intestinale - possano avere diversi effetti benefici sulla funzione immunitaria, risultando utili nel prevenire l'incidenza di varie tipologie di infezioni, soprattutto del tratto respiratorio.

A livello generale, è comunque necessario ricordare che i probiotici trovano la loro indicazione elettiva nel riequilibrio della flora batterica intestinale, ad esempio quando risulta alterata in caso di:

  • dismicrobismi intestinali da terapia antibiotica;
  • diarree infettive acute, batteriche e virali;
  • diarrea e gonfiore addominale da disbiosi generalizzate o da contaminazione batterica del tenue.

Al di fuori di questo ambito, non vi sono sufficienti evidenze scientifiche per attribuire ai probiotici funzionalità terapeutiche certe, che andrebbero inoltre valutate caso per caso in base al ceppo probiotico analizzato.

I fermenti lattici probiotici riequilibrano la flora intestinale, ma non sono una panacea per tutti i mali.

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A Cosa Servono

Flora Batterica Intestinale

Gli effetti benefici dei fermenti lattici sulla salute dell'uomo sono collegati essenzialmente alla loro capacità di ripristinare l'equilibrio della flora intestinale.

La flora batterica intestinale (oggi definita microbiota intestinale) costituisce l'insieme dei microorganismi presenti nel tubo digerente e il suo equilibrio rappresenta una vera e propria barriera difensiva nei confronti dei batteri dannosi.

  • favorisce i processi digestivi, tramite la produzione di enzimi
  • interviene nella sintesi di vitamine (K e gruppo B)
  • provvede alla formazione di pigmenti biliari, di micronutrienti e di altre sostanze utili
  • sintetizza sostanze ad azione antimicrobica
  • stimola la risposta del sistema immunitario intestinale
  • migliora e stabilizza la funzione di barriera intestinale
  • regola la motilità del tubo digerente e la composizione dei gas intestinali e delle feci
  • partecipa alla regolazione del pH dell'ambiente gastrointestinale

L'equilibrio del microbiota intestinale può tuttavia essere danneggiato da infezioni intestinali, intossicazioni, disordini alimentari, alterazioni della dieta, uso di antibiotici. Questo squilibrio si manifesta tendenzialmente con diarrea, gonfiore, dolore addominale/crampi e borborigmi e aumento dell'aria nell'intestino, con tensione addominale (meteorismo) e flatulenza.

In presenza di questi sintomi, può divenire utile l'azione riequilibrante dei probiotici, oggi supportata da una consolidata letteratura scientifica.

Riequilibrio della Flora Intestinale

Ci sono molte evidenze scientifiche che dimostrano un generale effetto benefico dei probiotici sul riequilibrio della flora intestinale.

In ambito farmaceutico, diversi prodotti da banco a base di probiotici sono usati per la loro capacità di trattare i sintomi delle gastroenteriti (influenza intestinale), riducendo la durata dei sintomi e diminuendo gli episodi di diarrea.

Di seguito proponiamo una tabella riepilogativa delle indicazioni terapeutiche attribuite ai più conosciuti farmaci da banco a base di probiotici.

Farmaco Indicazioni Terapeutiche
Bioflorin
Enterococco SF68
  • malattie correlate ad un'alterazione della flora batterica intestinale
  • infiammazioni dell'intestino (enteriti) e diarree infettive (enterocoliti) dell'adulto;
  • infiammazioni dell'intestino (enteriti) e diarree infettive (enterocoliti), gravi disturbi digestivi (dispepsie tossiche) del bambino;
  • alterazione dei batteri normalmente presenti nell'intestino (dismicrobismi intestinali) di differente origine, come quelle causate da antibiotici o da altri medicinali e da un'alimentazione non equilibrata (squilibri dietetico-nutrizionali).
Codex
Saccharomyces boulardii
  • prevenzione e trattamento dell'alterazione del normale equilibrio della flora batterica intestinale (dismicrobismo intestinale) indotto dall'uso di antibiotici e sulfamidici (medicinali contro le infezioni);
  • prevenzione e trattamento delle carenze di vitamine nell'organismo (disvitaminosi) determinate dall'uso di antibiotici e sulfamidici;
  • prevenzione e trattamento delle "diarree del viaggiatore";
  • terapia delle diarree acute di varie origini;
  • terapia della sindrome del colon irritabile con alvo alterato;
  • terapia delle infezioni da funghi (candidosi) del tratto digerente.
Enterogermina
Bacillus clausii
  • prevenzione e trattamento dell'alterazione del normale equilibrio della flora batterica intestinale (dismicrobismo intestinale) e delle carenze di vitamine nell'organismo conseguenti allo squilibrio della flora batterica intestinale (disvitaminosi endogene);
  • terapia coadiuvante del ripristino della flora microbica intestinale, alterata nel corso di trattamenti antibiotici o chemioterapici.
Yovis
Streptococcus salivarius subsp. thermophilus; Bifidobatteri; Lattobacilli; Enterococcus faecium.
  • Malattie correlate ad alterazioni della flora batterica intestinale come diarrea, infiammazioni dell'intestino (enteriti), infiammazioni del colon, una parte dell'intestino (coliti).
  • Alterazioni della flora batterica intestinale causate dal trattamento con un medicinale antibiotico.

Altre Potenziali Utilità dei Probiotici

Al di fuori dell'ambito farmacologico, ricordiamo che - per legge - gli alimenti funzionali (come certi yogurt e latti fermentati arricchiti) e gli integratori a base di probiotici NON possono vantare proprietà curative di alcun tipo.
Questi prodotti possono soltanto forgiarsi della capacità di favorire l'equilibrio della flora intestinale.

Ciò nonostante, in molti casi, l'impiego di integratori probiotici viene descritto come un utile coadiuvante:

  • nell'alleviare la diarrea, il gonfiore e la flatulenza che accompagnano la sindrome dell'intestino irritabile (IBS);
  • nella profilassi delle recidive della malattia diverticolare e nella diverticolosi sintomatica;
  • nel mantenimento della remissione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), come morbo di Crohn e colite ulcerosa;
  • nel controllo e profilassi delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie;
  • nella prevenzione della diarrea del viaggiatore;
  • nel trattamento eradicante dell'infezione da Helicobacter pylori;
  • per mantenere normali livelli di colesterolo nel sangue;
  • per facilitare la digestione del lattosio nei casi di lievi intolleranze al lattosio:
  • nel trattamento dell'obesità.

L'effetto immunomodulante dei probiotici ne estende inoltre la potenziale utilizzazione alla prevenzione di diverse patologie sistemiche (come ad esempio le infezioni respiratorie del tratto superiore e di quelle urogenitale).

Come anticipato, tutte queste azioni andrebbero comunque considerate:

  • potenziali, ma non certe, poiché frutto di evidenze scientifiche preliminari o per altra ragione ritenute insufficienti;
  • "ceppo specifiche", cioè da attribuire ad alcuni microrganismi ben determinati nel tipo e nella quantità, o eventualmente alla loro utilizzazione nelle dosi e nelle proporzioni che emergono dalla letteratura scientifica di supporto.

L'assunzione di probiotici in presenza di condizioni patologiche o se si sta seguendo una terapia farmacologica è consigliata sotto controllo del medico che, conoscendo approfonditamente il quadro clinico del paziente, saprà dare i migliori consigli.

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Caratteristiche

Quali batteri possono essere considerati Fermenti Lattici?

La fermentazione lattica si incontra principalmente nei lattobacilli (batteri del genere Lactobacillus), ma la capacità di produrre acido lattico appartiene anche a membri di altri generi, come quello dei bifidobatteri (Bifidobacteria). A tal proposito, può essere utile distinguere i fermenti lattici in:

  • omofermentativi obbligati: producano quasi esclusivamente acido lattico; in genere, quando si parla di fermenti lattici si fa riferimento a questa categoria di microrganismi;
  • eterofermentativi facoltativi: a seconda delle condizioni ambientali, possono produrre quasi esclusivamente acido lattico oppure rapporti analoghi di acido lattico e altre sostanze, come anidride carbonica, acido acetico ed etanolo;
  • eterofermentativi obbligati.

In genere, i fermenti lattici vengono fatti coincidere con il genere Lactobacillus (lattobacilli) o in termini più ampi con l'ordine dei Lactobacillales; tuttavia, anche batteri appartenenti ad altri generi - come i bifidobatteri - sono in grado di produrre acido lattico attraverso la fermentazione glucidica.
Un altro importantissimo batterio lattico esterno alla famiglia dei lattobacilli è lo Streptococcus thermophilus, che insieme al Lactobacillus bulgaricus, rappresenta uno dei due batteri usati nella produzione dello yogurt.

I Fermenti Lattici sono Probiotici?

Spesso, il termine fermenti lattici viene usato come sinonimo di probiotici, ma in modo improprio. Infatti, occorre considerare che:

  • non tutti i fermenti lattici sono probiotici;
  • non tutti i probiotici sono fermenti lattici.

In altre parole:

  • solo alcuni fermenti lattici possono essere considerati probiotici,
  • nel gruppo dei probiotici rientrano anche microrganismi che non fermentano l'acido lattico.

Chiarito ciò, va comunque precisato che i fermenti lattici sono i microbi più usati come probiotici; in particolare:

  • la maggior parte dei ceppi probiotici appartiene al genere Lactobacillus; questi fermenti lattici sono noti come lattobacilli;
  • nel gruppo dei probiotici rientrano anche batteri appartenenti al genere Bifidobacteria (noti come bifidobatteri). Mentre gran parte dei lattobacilli metabolizzano gli zuccheri per produrre soprattutto acido lattico, i bifidobatteri producono acido acetico e acido lattico, entrambi benefici per la salute umana.
  • Anche un lievito, il Saccharomyces boulardii, che non produce acido lattico, costituisce uno dei probiotici più utilizzati.

I Fermenti Lattici dello Yogurt sono Probiotici?

Lo yogurt è prodotto dalla fermentazione del latte con i fermenti lattici Streptococcus thermophilus e Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus. Sebbene questi microrganismi risultino benefici per la salute umana, lo yogurt tradizionale non può essere considerato un alimento probiotico a tutti gli effetti.

Infatti, per essere considerato probiotico, un alimento deve contenere un numero sufficientemente elevato di microrganismi vivi (in genere lattobacilli e bifidobatteri), in grado di sopravvivere al passaggio attraverso le condizioni acide dello stomaco e all'esposizione alla bile nell'intestino, e di esercitare un effetto benefico sulla salute dell'uomo mediante colonizzazione diretta o tramite il metabolismo degli stessi microrganismi.

Lo yogurt tradizionale:

  • non dà garanzie sul contenuto effettivo di fermenti lattici vivi al momento del consumo, quindi non può essere propriamente considerato un alimento probiotico;
  • non è nemmeno chiaro, ed è stato a lungo dibattuto, se lo Streptococcus thermophilus e il Lactobacillus bulgaricus sopravvivano all'acidità dello stomaco e ai sali biliari, e se possano colonizzare l'intestino, anche se recenti studi sembrano avvallare tale ipotesi e con essa la loro classificazione come probiotici 1, 2.

Probiotici

Negli esseri umani i probiotici più comunemente usati sono:

  • batteri del genere Lactobacillus e Bifidobacterium (rispettivamente detti Lattobacilli e Bifidobatteri),
  • il Saccharomyces boulardii (un lievito).

Un gran numero di pubblicazioni scientifiche riporta che la capacità di alcune specie di microrganismi di agire come agenti benefici per l'organismo, è strettamente legata ad alcuni requisiti che devono essere soddisfatti.
In particolare, affinché determinati microrganismi possano definirsi probiotici, è necessario che rispettino i seguenti criteri:

  • essere sicuri per l'impiego nell'uomo: la specie microbica dev'essere scelta tra quelle che sono normalmente presenti nel tratto gastrointestinale, ovvero deve essere di origine umana e non patogena.
  • Essere attivi e vitali a livello intestinale in quantità tale da giustificare gli eventuali effetti benefici osservati in studi di efficacia:
    • un numero adeguato di cellule batteriche dev'essere in grado di sopravvivere durante il transito attraverso lo stomaco e il piccolo intestino, resistendo quindi all'acido gastrico, alla bile e ai succhi pancreatici.
    • Una volta raggiunto l'intestino, i probiotici devono essere in grado di persistere e moltiplicarsi nell'intestino umano, colonizzando l'epitelio e resistendo ai movimenti peristaltici.
    • Inoltre, non devono perdere le proprie caratteristiche durante la conservazione.
  • Essere in grado di produrre sostanze antimicrobiche (batteriocine) e di inibire la crescita e l'adesione dei ceppi patogeni.
  • Essere stabili geneticamente; inoltre, non devono essere portatori di antibiotico-resistenze acquisite e/o trasmissibili.
  • Essere validati clinicamente da studi randomizzati in doppio cieco verso placebo (RCT); gli effetti benefici devono quindi essere ben documentati dal punto di vista scientifico.

Come Agiscono

Meccanismo d'azione

I meccanismi attraverso i quali i probiotici esercitano le proprie azioni biologiche non sono completamente noti e sicuramente sono molteplici e specie-specifici.
Ciascun probiotico può quindi svolgere una specifica azione in grado di influenzare il metabolismo dell'organismo ospite.

Tra le innumerevoli azioni attribuite ai probiotici e dimostrate da studi in vitro e in vivo vanno ricordate:

  • antagonismo nei riguardi dei patogeni, attraverso:
    • produzione di sostanze ad attività antibattericida come le batteriocine, l'acido lattico, il perossido di idrogeno e alcune proteasi;
    • competizione a livello dei siti di legame e per le sostanze nutritive con i micro-organismi patogeni;
    • riduzione dell'aderenza dei patogeni;
    • rottura della comunicazione interbatterica
  • produzione di vitamine, aminoacidi, enzimi e/o di metaboliti benefici per l'ospite (come l'acido butirrico);
  • effetto trofico sulla mucosa intestinale, con aumento delle funzioni di barriera e azione normalizzante sulla permeabilità intestinale:
    • mantenimento dell'integrità delle giunzioni strette endoteliali;
    • aumento della produzione di mucina (cellule di Globet);
    • aumento della produzione di peptidi trifoglio e di defensine (cellule di Paneth);
  • la stimolazione del sistema immunitario, sia intestinale (GALT) che sistemico:
    • aumento delle IgA secretorie
    • produzione di citochine anti-infiammatorie e inibizione delle citochine pro-infiammatorie
    • promozione delle cellule dendritiche tollerogeniche e delle cellule T regolatorie (TREGS)
    • aumento dell'attività delle cellule NK (Natural Killer)

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Capire l'etichetta

La carta di identità di un integratore alimentare contenente probiotici è la sua etichetta, dove vengono riportate informazioni come:

  • la corretta descrizione del microrganismo (genere, specie e ceppo di ogni probiotico presente nel prodotto, in accordo con le nomenclature tassonomiche internazionalmente riconosciute);
  • numero minimo di cellule vitali di ogni ceppo probiotico al termine della durata di conservazione (shelf-life)*;
  • dosi consigliate relative alle indicazioni d'uso;
  • avvertenze per un utilizzo corretto del prodotto e per la sua conservazione.

* Secondo le linee guida del ministero della Salute sui probiotici e sulla base della letteratura scientifica, la quantità sufficiente a una persona adulta per ottenere una temporanea colonizzazione dell'intestino da parte di questi batteri è di almeno un miliardo di cellule vive per dose giornaliera.

A volte, analizzando l'etichetta dei probiotici è possibile imbattersi in definizioni di difficile interpretazione, come:

  • microrganismi tindalizzati: sono microrganismi resi inattivi tramite una serie di trattamenti termici successivi (tindalizzazione); quindi, venendo meno il concetto di vitalità, i tindalizzati (chiamati anche heat-killed) non potrebbero essere considerati probiotici a tutti gli effetti (sebbene abbiano dimostrato di mantenere diversi effetti benefici sulla salute);
  • microrganismi liofilizzati: sono microrganismi che hanno subìto un processo di disidratazione per migliorarne la stabilità e preservarne la funzionalità;
  • microrganismi microincapsulati: sono microrganismi che hanno subìto l'applicazione di un rivestimento protettivo esterno alle cellule microbiche prima di sottoporre i ceppi probiotici al processo di liofilizzazione.

Criticità

Un aspetto importante da considerare quando si parla di probiotici è che i loro benefici sono specie specifica; ciò significa che ogni effetto terapeutico è da attribuirsi esclusivamente al singolo ceppo o ai singoli ceppi probiotici che hanno dimostrato scientificamente tale effetto.

Purtroppo, il fatto che molto spesso tali benefici vengano estesi in maniera generalizzata a tutti i probiotici, unitamente all'impossibilità di attribuire azioni terapeutiche agli integratori alimentari di probiotici, ha contribuito a creare molta disinformazione ed eccessive aspettative nei loro confronti.

Sebbene negli ultimi anni siano stati pubblicati numerosi studi scientifici sui probiotici, di veramente provato, per ora, c'è ancora poco. Alcuni di questi studi sono abbastanza promettenti, ma ancora poco significativi e appaiono scarsamente comparabili con altre conclusioni a volte discordanti.

Ricordando anche che i batteri utilizzati come probiotici non sono tutti uguali e non hanno la medesima efficacia:

  • l'autorità europea per la sicurezza alimentare EFSA appare molto critica nei confronti degli integratori probiotici, tanto da aver respinto tutte le petizioni presentate dai produttori commerciali per riconoscere l'utilizzo di indicazioni sulla salute dei prodotti probiotici in Europa.
    Questo a causa di una ricerca scientifica che è stata considerata complessivamente inconcludente sulla base di due elementi:
    • gli integratori alimentari in quanto tali sono destinati a una popolazione sana, pertanto tutti i dati clinici che coinvolgono popolazioni patologiche sono da escludersi;
    • gli effetti di un probiotico sull'ospite sono “ceppo-specifici”, ne consegue che l'effetto benefico non può essere esteso ad altri ceppi della stessa specie. Inoltre, lo studio dei possibili effetti favorevoli di formulazioni multi-ceppo deve essere specifico e non limitarsi a sommare le evidenze relative agli effetti dei vari ceppi miscelati.
    Questi due fattori hanno ridotto drasticamente la mole di trial clinici presentati dai produttori per comprovare la fondatezza scientifica delle indicazioni sulla salute degli integratori alimentari contenenti probiotici.

Modo d'uso

  • Salvo diverso parere medico, si consiglia di assumere i probiotici secondo i dosaggi e le modalità consigliate dal produttore nell'etichetta o nel foglio illustrativo del prodotto.
  • E' molto importante che il trattamento probiotico sia seguito per l'intero periodo consigliato, che in genere tende a essere abbastanza lungo (dalle 4 alle 20 settimane).

Avvertenze

  • Non eccedere la dose consigliata.
  • Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni di età.
  • Gli integratori probiotici non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
  • Al fine di garantire la vitalità del probiotico, è importante conservare il prodotto in luogo fresco e asciutto, al riparo da fonti di luce e di calore, facendo attenzione a rispettare la corretta temperatura di conservazione; molti prodotti, ad esempio, richiedono che non si superi la temperatura di 25°C, mentre altri richiedono una refrigerazione permanente.

Controindicazioni

La somministrazione di probiotici dovrebbe essere effettuata con prudenza e cautela soprattutto in determinati gruppi di pazienti, come i bambini nati prematuramente o con problemi di immunodeficienza.

Il trattamento con probiotici è generalmente sconsigliabile:

  • in pazienti immunocompromessi, ad esempio HIV-positivi o in terapia con farmaci chemioterapici;
  • in presenza di pancreatite;
  • in presenza di sindrome da contaminazione batterica del tenue.

Fattori di rischio proposti da Boyle et al. (2006) per lo sviluppo di sepsi probiotica.

Effetti Collaterali

  • L'impiego di probiotici è generalmente ben tollerato e privo di reazioni avverse clinicamente rilevanti. Sono possibili reazioni di ipersensibilità individuale (reazioni allergiche), oltre a lievi disturbi gastrointestinali in soggetti predisposti (eccesso di gas nell'intestino).
  • Casi di sepsi batterica e fungina sono stati riportati e correlati all'ingestione di supplementi probiotici in pazienti debilitati, con sistema immunitario compromesso o affetti da malattie croniche.

Prezzo e Offerte

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