Capsaicina 2019 - Cos'è? A Cosa Serve? Proprietà, Dosi e Benefici

In questo articolo ti parlo delle Proprietà della Capsaicina, dall'azione Antidolorifica al Sapore Piccante, dall'attività dimagrante al meccanismo d'azione, analizzandone Dosaggi, Possibili Effetti Collaterali e Controindicazioni

Capsaicina 2019 - Cos'è? A Cosa Serve? Proprietà, Dosi e Benefici
- Specialista in Scienze Motorie e del Benessere Zarrow s.r.l.

Che Cos'è

La capsaicina (o capsicina) è un composto chimico naturale, caratteristico del peperoncino piccante.

Com'è noto ai più, il peperoncino deve la sua caratteristica piccantezza proprio alla presenza di capsaicina.

Già nell'antichità, il peperoncino è stato impiegato per il controllo di varie forme di dolore; oggi, la capsaicina viene utilizzata topicamente (quindi applicata sulla pelle tramite creme specifiche) sia nel dolore infiammatorio, sia nel dolore neuropatico.

Oltre a svariati prodotti cosmetici e dispositivi medici, sono stati introdotti sul mercato veri e propri farmaci che sfruttano le proprietà antidolorifiche della capsaicina; è il caso, ad esempio, delle specialità mediche registrate Cerotto Bertelli, Qutenza e Capsolin.

A Cosa Serve

Usi Terapeutici della Capsaicina

La capsaicina possiede proprietà antidolorifiche e stimola la circolazione, provocando a livello locale un piacevole calore che favorisce il processo di guarigione.

Creme, pomate e cerotti alla capsaicina vengono usati in terapia per alleviare i dolori nevralgici e articolari; risultano quindi utili:

  • nelle lombaggini;
  • nei postumi dolorosi di contusioni e distorsioni;
  • in altri stati dolorosi di origine muscolare o articolare (torcicollo, contratture muscolari della nuca, mal di schiena, dolori intercostali, distrazioni muscolari, postumi dolorosi di distorsioni e contusioni);
  • nei dolori reumatici;
  • per il trattamento del dolore neuropatico nei pazienti non diabetici;
  • per la nevralgia posterpetica;
  • in generale, in tutte quelle condizioni nelle quali trovano applicazione i revulsivi.

La capsaicina produce un'azione stimolante e attivante sulla circolazione cutanea e muscolare, che la rende utile anche

  • per un riscaldamento muscolare profondo e immediato prima della prestazione sportiva
  • per prevenire i dolori muscolari e i crampi dei polpacci.

Creme o Cerotti Medicati?

I prodotti cosmetici a base di capsaicina (spesso supportata da altre sostanze naturali ad azione revulsiva, e/o antinfiammatoria), contengono basse concentrazioni di capsaicina (tra lo 0,025% e l'1%) che richiedono applicazioni multiple giornaliere (3-5) per un periodo prolungato (2/6 settimane).

Nei cerotti medicati a base di capsaicina, invece le dosi di capsaicina sono molto più elevate (fino all'8%) e permettono di ottenere benefici già con una singola somministrazione di 60 minuti. Non a caso, si tratta di veri e propri farmaci, che vanno utilizzati secondo quanto prescritto dal medico seguendo le istruzioni del foglio illustrativo.

Qutanza, ad esempio (capsaicina all'8% peso/peso) è un farmaco per solo uso ospedaliero, mentre Cerotto Bertelli (capsaicina al 3,3%) è un farmaco da banco senza obbligo di prescrizione medica.

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La Capsaicina e il Peperoncino Aiutano a Dimagrire

  • A dosaggi elevati, la capsaicina può aumentare il rilascio di insulina da parte del pancreas e produrre una riduzione dei livelli glicemici 1. Ciò potrebbe favorire il controllo dell'appetito e, indirettamente, il dimagrimento.
  • La capsaicina ha dimostrato di poter ridurre l'assunzione di cibo nei topi, sebbene abbia perso efficacia in tal senso dopo dieci giorni di integrazione orale 2.
    Questo effetto, probabilmente correlato alla stimolazione adrenergica, è stato notato anche negli umani; ad esempio, l'integrazione di 750 mg di capsaicina in uomini sani (indipendentemente dalla sensazione di piccante percepita) sembra ridurre l'assunzione di cibo nel range dell'8,1-8,5% principalmente attraverso una riduzione dell'apporto di grassi 3
  • La stimolazione Beta-Adrenergica indotta dalla capsaicina è inoltre nota per stimolare il metabolismo. Il consumo di 10 g di peperoncino rosso sembra aumentare il tasso metabolico per 30 minuti dopo un pasto (senza influenza significativa nei successivi 120 minuti) 4.
  • Studi in vitro e su modelli animali mostrano come la capsaicina possa aiutare a contrastare l'adipogenesi e annullare gli effetti obesigeni di una dieta ricca di grassi 6.
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Altri usi della Capsaicina

Essendo anche un ottimo stimolante cutaneo, la capsaicina viene spesso inserita nei prodotti per contrastare la caduta dei capelli e stimolarne la crescita.

La capsaicina è anche uno stimolante gastrico, antireumatico e antifermentativo intestinale; può quindi risultare utile per stimolare la digestione, anche se un suo consumo eccessivo o da parte di soggetti sensibili alla sua azione può irritare fortemente lo stomaco, determinando gastrite e problemi digestivi.

I capsaicinoidi sono anche un ingrediente attivo degli spray urticanti per la difesa personale e di quelli in dotazione alle forze dell'ordine per il controllo dei tumulti.

Sapore Piccante

La capsaicina è responsabili della “piccantezza” dei peperoncini; un contributo importante in tal senso è dato anche dalla diidrocapsaicina, cui si aggiungono gli altri capsaicinoidi meno piccanti.

La capsaicina e gli altri capsacinoidi sono presenti in diverse concentrazioni nelle varie piante del genere Capsicum, con ampie varietà anche in base alla specie di peperoncino coltivata.

La capsaicina e i capsaicinoidi sono alcaloidi particolarmente stabili; restano inalterati per lungo tempo, anche dopo cottura e congelamento.

Quale parte del peperoncino è più piccante?

I capsacinoidi vengono prodotti da ghiandole situate tra la parete del frutto e la placenta (tessuto bianco che sorregge i semi); è dunque la placenta la parte più piccante del peperoncino.

I semi, invece, sono sì ricoperti in superficie da capsaicinoidi, ma ne sono internamente privi; per questo, a dispetto di quanto si ritiene comunemente, non sono la parte più piccante del frutto.

Capsaicina ed Evoluzione della Specie

La produzione di capsaicina come metabolita secondario da parte delle piante del genere Capsicum rappresenta un meccanismo di difesa, per scoraggiare l'ingestione da parte dei mammiferi.

Curiosamente, gli uccelli sono invece per gran parte insensibili all'azione irritante della capsaicina, essendo sprovvisti dei nocicettori “termici” sensibili ad essa.

Si ritiene che la pianta del peperoncino si sia evoluta in questo modo (selezionando la capacità di sintetizzare capsaicina) poiché il sistema digestivo degli uccelli non rovina i semi (consentendone la propagazione), a differenza di quello dei mammiferi.

Perché Fa Lacrimare?

Una volta ingerita, la capsaicina scatena una serie di reazioni di protezione - con lacrime e secrezioni nasali - che hanno lo scopo di eliminare la sostanza irritante dall'organismo.

Perché l'Acqua è Inutile contro la Capsaicina?

Solitamente un fuoco viene spento con l'acqua, ma nel caso del peperoncino bere acqua non serve a spegnere l'incendio!

La capsaicina, infatti, è una sostanza lipofila, affine con i grassi e non con l'acqua; di conseguenza, è inutile bere acqua quando si consuma un cibo piccante. Tale gesto non farebbe altro che distribuire meglio la molecola nella bocca.

Per contrastare il forte bruciore, si possono invece usare stratagemmi più efficaci, come:

  • mangiare latticini, grazie alla caseina (una proteina) che agisce efficacemente come solvente ed elimina la capsaicina rimuovendola dai recettori. Non a caso gli indiani aggiungono yogurt per “ammorbidire” i loro piccantissimi curry;
  • masticare un pezzetto di pane all'olio per la sua azione fisica di rimozione della capsaicina dai recettori;
  • effettuare sciacqui orali con una bevanda alcolica, in quanto la capsaicina ha una buona solubilità nell'alcool.

Sapore piccante nei Vari Alimenti

Oltre alla capsaicina, presente nei peperoncini, le principali molecole piccanti presenti negli alimenti sono:

  • la piperina, presente in tutti i tipi di pepe;
  • vari tipi di isosolfocianato e isotiocianato nel rafano, nella senape, nel wasabi e in alcune rape e rapanelli;
  • l'allicina nell'aglio, nella cipolla, nello scalogno e in altre piante similari;
  • i gingeroli nello zenzero.

Meccanismo d'Azione

La capsaicina possiede proprietà revulsive e vasodilatanti locali, che possono essere utilmente sfruttate per la terapia topica di affezioni dolorose.

  • L'azione rubefacente, dovuta alla stimolazione della circolazione locale con richiamo di sangue nella zona di applicazione, produce una benefica sensazione di calore.
    Successivamente, la scomparsa di questa sensazione di calore corrisponde in genere alla riduzione della sintomatologia dolorosa.
  • La capsaicina agisce contro il dolore interferendo con la sintesi e con la liberazione della Sostanza P (responsabile della trasmissione dello stimolo doloroso) dalle terminazioni nocicettive periferiche. 
    Riducendo così, nella zona trattata, la presenza del responsabile chimico del dolore, la capsaicina conferisce alle creme che la contengono una rapida e spiccata attività antalgica (antidolorifica).
  • Oggi si ritiene comunque che il maggior contributo all'attività antidolorifica della capsaicina sia dato dalla cosiddetta "defunzionalizzazione" delle fibre nocicettive

In merito a quest'ultimo punto, la capsaicina ha dimostrato di essere un potente agonista del recettore TRPV1 (transient receptor potential vanilloid). Tale recettore è espresso prevalentemente sui neuroni sensoriali, presenti nella bocca, nello stomaco e nell'ano, e viene attivato da molteplici stimoli, sia endogeni che esogeni (resiniferatossina, anandamide, mediatori dell'infiammazione, alta temperatura >43°C e ph acido <5.3).

Quando TRPV1 viene attivato, le fibre nervose mandano un segnale al cervello come se la zona afferente “bruciasse”. L'effetto di dolore e bruciore è quindi del tutto virtuale.

Lo stress dolorifico percepito dal cervello determina un rapido rilascio di adrenalina, dando una sferzata di energia all'organismo. Segue la liberazione di endorfine, oppioidi endogeni dotati di una potente attività analgesica ed eccitante, con azione positiva sul tono dell'umore.

L'esposizione alla capsaicina determina una risposta bifasica.

  • La prima fase è eccitativa; come abbiamo visto, gli impulsi elettrici risultanti raggiungono il cervello e sono responsabili della tipica sensazione di bruciore locale.
  • Segue una fase di analgesia (assenza di percezione dolorifica) che dura nel tempo, in cui le fibre dolorifiche diventano insensibili agli stimoli nocicettivi di qualsiasi natura.

La refrattarietà agli stimoli dolorosi non è dovuta solo alla desensibilizzazione recettoriale, bensì a una condizione più complessa denominata “Defunzionalizzazione”, che consiste in cambiamenti funzionali e strutturali della fibra nervosa deputata alla trasmissione del dolore.

Modo d'uso

Si consiglia di seguire le istruzioni fornite dal medico o quelle riportate sull'etichetta o sul foglio illustrativo del prodotto utilizzato.

Per informazioni generiche sull'uso delle creme alla capsaicina cliccare qui.

Avvertenze

  • La capsaicina può causare irritazione gastrica severa, se assunta per bocca a dosi elevate in soggetti sensibili
  • L'utilizzo per via orale a lungo termine o a dosi molto elevate potrebbe essere sconsigliato per rischi di tossicità renale ed epatica
  • E' sconsigliato somministrare il rimedio per bocca ed usare i preparati topici in bambini al di sotto dei 2 anni

Uso in Gravidanza e Allattamento

  • A causa della scarsità di dati, non è possibile valutare la sicurezza della capsaicina nella somministrazione per bocca durante la gravidanza.
  • Pertanto, a scopo puramente cautelativo, è consigliabile evitarla, salvo effettiva necessità e controllo medico

Interazioni Farmacologiche

  • L'applicazione topica di capsaicina può ridurre i sintomi dolorosi in sinergia con gli antinfiammatori, o permettere di ridurre il dosaggio dell'analgesico.
  • Si segnala un rischio di esacerbazione della tosse indotta dai farmaci ACE inibitori.

Controindicazioni

Non usare in presenza di allergia alla capsaicina, al peperoncino o a uno qualsiasi degli altri componenti del prodotto che la contiene.

L'assunzione è inoltre sconsigliabile in presenza di:

  • Asma acuta
  • Eczema
  • Pirosi gastrica (dosi elevate)
  • Ulcera peptica (dosi elevate)

Effetti Collaterali e Tossicità

Via Topica

L'uso di creme o pomate a base di capsaicina può portare, a lungo termine, alla possibile insorgenza di una manifestazione di carattere allergico (dermatite).

In seguito all'applicazione di creme a base di capsaicina possono inoltre manifestarsi i seguenti effetti collaterali:

  • irritazioni cutanee,
  • eruzioni cutanee.

In questo caso, sospendere l'impiego e contattare eventualmente il medico.

L'esposizione accidentale degli occhi produce lacrimazione, dolore, congiuntivite e blefarospasmo intensi.

Via Orale

Se ingerita in grandi quantità da adulti, o anche in piccole quantità da parte dei bambini, la capsaicina può produrre nausea, vomito, dolore addominale e diarrea bruciante.

Tossicità

  • La dose letale LD50 di capsaicina osservata sul topo (per via orale) è di 47,2 mg/kg.
    La dose letale varia comunque a seconda del metodo di somministrazione:
    • Endovena: 0,56 mg/kg di peso
    • Via orale: 47,2 mg/kg di peso
    • Uso topico: >512 mg/kg di peso

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