Aspartame 2019 | Fa Male? Provoca Cancro e Diabete? Fa Ingrassare?

In questo articolo parliamo dell'Aspartame, delle sue Proprietà Dolcificanti e dei Potenziali Pericoli per la Salute dei Diabetici e di Chi cerca di Dimagrire. Con Studi scientifici sul Rischio di Cancro, Dosi Sicure e altri Effetti Collaterali

Aspartame 2019 | Fa Male? Provoca Cancro e Diabete? Fa Ingrassare? Ultima modifica dell'articolo: 16/05/2019

Che Cos'è

L'aspartame è un dolcificante artificiale, che nell'Unione Europea può essere indicato in etichetta con la sigla E951.

Considerato che l'aspartame gode di una cattiva fama tra i consumatori (a causa dei terrorismi mediatici relativi ai suoi presunti effetti collaterali e cancerogeni), non è raro che in etichetta venga "nascosto" con la sigla E951.

L'aspartame è uno dei classici e più popolari sostituti dello zucchero in alimenti e bevande ipocalorici, comprese le bibite dietetiche "zero zuccheri". È anche un componente di alcuni farmaci e di molti integratori alimentari.

Considerate le bassissime dosi impiegate (circa 20mg per porzione), l'aspartame non apporta quantità rilevanti di calorie e non ha effetti significativi sulla glicemia.

L'aspartame viene spesso aggiunto in miscela con altri dolcificanti come l'acesulfame k e il sucralosio; questa soluzione ha lo scopo di mascherare il retrogusto amaro o metallico dei singoli edulcoranti usati singolarmente.

Le raccomandazioni sulla dose giornaliera accettabile (ADI) fornite dagli enti regolatori statunitensi (FDA) ed europei (EFSA) sono pari a:

  • FDA: 50 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo;
  • EFSA: 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo.

Una lattina di coca-cola zero (diet-coke) contiene circa 125 milligrammi di aspartame 24. Una persona di 70 kg dovrebbe quindi berne più di 22 lattine al giorno per superare la dose accettabile dell'EFSA e più di 28 lattine per superare la dose giornaliera accettabile della FDA.

Caratteristiche dell'Aspartame

  • Potere dolcificante pari a 200 volte quello dello zucchero (saccarosio), simile a quello dell'aspartame e pari a metà di quello della saccarina;
  • Fornisce 4kcal per grammo, ma si aggiunge in dosi talmente basse da apportare quantità praticamente nulle di calorie;
  • Acariogeno (non causa la carie);
  • Impatto nullo o minimo sulla glicemia;
  • Ben tollerato a livello gastrointestinale (non dà effetto lassativo);
  • Non è stabile al calore, quindi non è adatto per la cottura
  • Subisce negativamente anche le condizioni di pH elevato (basico), mentre in condizioni acide (come nelle bevande gassate) è abbastanza stabile;
  • Sapore dolce con un lieve retrogusto amaro (seppur inferiorie a quello che caratterizza altri dolcificanti artificiali come l'acesulfame k).

A Cosa Serve

L'aspartame viene usato per conferire a cibi e bevande un sapore dolce, senza aggiungere calorie e senza indurre significativi aumenti dello zucchero nel sangue (glicemia).

Come tutti i dolcificanti, l'aspartame può essere utilizzato per conferire un sapore più dolce a cibi e bevande, ma anche a:

  • alimenti dietetici, alimenti per diabetici e integratori;
  • farmaci (soprattutto quelli masticabili e liquidi);
  • prodotti che entrano in contatto con la bocca e il cavo orale (come collutori e dentifrici);
  • bevande.

Grazie all'intenso potere dolcificante e all'assenza di zucchero, l'aspartame viene utilizzato come sostituto dello zucchero:

  • per diabetici o persone che soffrono di pre-diabete;
  • per soggetti obesi o in sovrappeso, in dieta ipocalorica o dimagrante;
  • per prodotti dietetici e integratori;
  • per prodotti alimentari salutistici, ipocalorici e a ridotto contenuto di zucchero;
  • per gomme da masticare e prodotti per l'igiene orale.

Contiene una Fonte di Fenilalanina

L'aspartame è una molecola ottenuta artificialmente, che non esiste in natura.

Si tratta di un dipeptide artificiale composto da due amminoacidi, l'acido aspartico (40%) e la fenilalanina (50%); l'estremità carbossilica della fenilalanina è esterificata con il metanolo (10%).

Le persone che soffrono di fenilchetonuria hanno difficoltà nel metabolizzare l'aminoacido fenilalanina e devono controllare attentamente l'assunzione degli alimenti che la contengono.

Negli individui affetti da fenilchetonuria, l'ingestione dell'amminoacido porta all'accumulo dello stesso nel sangue e nei tessuti, danneggiando il sistema nervoso e causando ritardi psichici e neuromotori.

Per questo motivo, negli alimenti che contengono aspartame, la legge impone che in etichetta sia dichiarato "contiene una fonte di fenilalanina".

Calorie dell'Aspartame

L'aspartame contiene 4 calorie per grammo (4 kcal/g), proprio come lo zucchero. Tuttavia, è circa 200 volte più dolce rispetto al saccarosio.

Per questo motivo, viene aggiunto agli alimenti in quantità molto piccole (poche decine di mg), che non incidono significativamente sull'apporto calorico.

Dieci grammi di zucchero (40kcal) possono ad esempio essere sostituiti con quantità 200 volte inferiori di aspartame (50mg), che apportano solo 0,2 kcal.

Per questo motivo, le persone usano spesso l'aspartame nelle diete dimagranti.

Fa Dimagrire?

Almeno sul piano teorico, la sostituzione dello zucchero da cucina (o di altri dolcificanti calorici come il miele e lo sciroppo di agave) con l'aspartame, aiuta a dimagrire, perché consente di limitare l'apporto calorico della dieta. Questo vale, in generale, per tutti i dolcificanti artificiali, come sucralosio, saccarina, acesufame k, ciclamato ecc.

Tuttavia, sul piano pratico, le prove relative all'efficacia dimagrante dei dolcificanti artificiali non sono chiare, ma abbastanza miste e controverse.

Ad esempio, una revisione del 2017 1 non ha trovato prove che gli edulcoranti a basso contenuto calorico, come aspartame, sucralosio e stevioside, siano efficaci per la gestione del peso.
In particolare, gli Autori hanno concluso che:

  • le prove fornite dagli studi randomizzati non supportano chiaramente i benefici previsti dei dolcificanti non nutritivi per la gestione del peso.
  • I dati osservazionali suggeriscono che l'assunzione regolare di dolcificanti non nutritivi può essere associata a un aumento del BMI e del rischio cardiometabolico.
  • Sono necessarie ulteriori ricerche per caratterizzare pienamente i rischi e i benefici a lungo termine dei dolcificanti non nutritivi.

In effetti, diversi studi osservazionali sulle persone che assumono dolcificanti artificiali hanno scoperto che le bevande artificialmente addolcite sono legate all'aumento di peso, potendo in tal senso alimentare - piuttosto che combattere - la crescente epidemia di obesità 2.

Tuttavia, una recente revisione di nove studi osservazionali ha rilevato che i dolcificanti artificiali sono associati a un BMI leggermente superiore, ma non ad un aumento del peso corporeo o della massa grassa 3.

Negli studi di coorte, il consumo di dolcificanti non nutritivi è stato associato anche ad aumenti di peso e circonferenza della vita e a una maggiore incidenza di obesità, ipertensione, sindrome metabolica, diabete di tipo 2 ed eventi cardiovascolari 1.

Aldilà degli studi osservazionali, come sottolinea la revisione stessa 3, numerosi studi clinici RCT (il gold standard della ricerca, che fornisce la più alta qualità di prove) hanno concluso che i dolcificanti artificiali sono utili per favorire il controllo del peso 4, 5, 6, 7.

In tal senso, una revisione di 15 studi clinici ha rilevato che la sostituzione di bevande zuccherate con versioni dolcificate con edulcoranti artificiali può comportare una modesta perdita di peso di circa 1,8 libbre (0,8 kg), in media 3. Altre due revisioni sono giunte a conclusioni simili 8, 9.

Ad ogni modo, l'accumulo di prove negli ultimi anni suggerisce che il consumo di dolcificanti artificiali potrebbe perturbare il metabolismo umano, in particolare la regolazione del glucosio 10, 11.

È stato scoperto che i dolcificanti artificiali possono causare intolleranza al glucosio e favorire la sindrome metabolica, oltre ad essere statisticamente associati a un aumento di peso corporeo 11, 2.
Tuttavia, i dati degli studi RCT (altamente attendibili sul piano scientifico) indicano che la sostituzione dello zucchero con edulcoranti artificiali acalorici si traduce in una modesta perdita di peso e può essere un utile strumento dietetico per favorire la perdita di peso 3.

Perché, l'aspartame potrebbe far ingrassare?

Diversi sono i motivi per cui la sostituzione dello zucchero con edulcoranti artificiali potrebbe portare a un aumento di peso, oppure a una perdita di peso nulla o modesta nella migliore delle ipotesi.

Un primo motivo, riguarda l'effetto negativo sulla sazietà e sulla percezione di "ricompensa alimentare". In pratica, sembra che il cervello non percepisca un adeguato effetto saziante quando si ingeriscono dolcificanti artificiali.

In alcuni studi 12, 13, ad esempio, l'assunzione di dolcificanti artificiali si è tradotta in un aumento dell'appetito e della voglia di cibo zuccherino

Una revisione del 2013 14 pubblicata su Trends in Endocrinology and Metabolism cita diversi studi su animali che riportano un legame tra l'assunzione regolare di dolcificanti non nutritivi e l'aumento dell'assunzione di cibo.
La revisione suggerisce che gli edulcoranti artificiali possono aumentare l'appetito interrompendo il processo di segnalazione che di solito si verifica quando una persona mangia cibi con più calorie.

Un secondo argomento a sfavore dei dolcificanti artificiali è che la loro dolcezza estrema e innaturale favorirebbe il desiderio di zucchero e la dipendenza dal sapore dolce.

Il palato, come sappiamo, è "educabile" e abituarlo al sapore dolce potrebbe portare all'inconsapevole ricerca di alimenti dolci nel resto della giornata, peggiorando la dieta nel suo complesso.

Infine, i dolcificanti artificiali potrebbero avere effetti negativi sulla flora batterica intestinale e peggiorare la tolleranza al glucosio 11.

Sicuro per i Diabetici?

Nel breve periodo, l'aspartame non sembra aumentare il livello di zucchero o di insulina nel sangue. Tuttavia, gli effetti a lungo termine non sono noti.

La ricerca ha scoperto che i dolcificanti artificiali causano solo minimi cambiamenti nei livelli di zucchero nel sangue e sono considerati sicuri per i diabetici 15.

Tuttavia, diversi studi osservazionali (che non possono dimostrare una relazione causa - effetto) hanno evidenziato un legame tra consumo di bevande dietetiche e sviluppo di obesità, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica 16, 17, 18, 19.

Queste rilevazioni, che - ripetiamolo - non sono in grado di stabilire la causalità, hanno portato a ipotizzare che i dolcificanti artificiali possano perturbare il controllo della glicemia e innescare la secrezione di insulina 20.

  • Uno studio ha osservato che un'elevata assunzione di bevande analcoliche dietetiche era legata a un rischio maggiore del 121% di diabete di tipo 2 21 .
  • Un altro studio ha osservato che queste bevande erano associate a un rischio maggiore del 34% di sindrome metabolica 19.

Secondo uno studio 22, i ratti nutriti con aspartame consumavano meno calorie e avevano una massa corporea più bassa nel complesso; tuttavia, questi stessi ratti mostravano alterazioni sfavorevoli dei batteri intestinali, una minore tolleranza al glucosio e un aumento degli zuccheri nel sangue. Questo aumento della glicemia era anche legato alla resistenza all'insulina.

Lo stesso processo che può interrompere il controllo dell'appetito potrebbe anche predisporre una persona a determinate malattie metaboliche, come il diabete di tipo 2 14.

Una revisione più recente 23 discute ulteriormente il legame tra edulcoranti ipocalorici e malattia metabolica. Suggerisce che l'assunzione regolare e a lungo termine di edulcoranti non nutritivi possa interrompere l'equilibrio e la diversità dei batteri che vivono all'interno dell'intestino.

Uno studio del 2016 24 ha indagato gli effetti di determinati zuccheri (fruttosio e saccarosio) e dolcificanti (asparame e saccarina) sulla tolleranza al glucosio delle persone. I ricercatori hanno scoperto un legame tra l'uso di aspartame e una minore tolleranza al glucosio tra le persone con obesità, mentre tale effetto non è stato osservato per gli altri dolcificanti analizzati.

Fa Male?

La FDA ha approvato l'uso dell'aspartame come dolcificante nel 1981 e per l'uso nelle bevande gassate nel 1983 .

Nel 2013, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) 25 ha concluso una revisione di oltre 600 serie di dati provenienti da studi sull'aspartame.
L'Agenzia non ha trovato motivo per rimuovere l'aspartame dal mercato.
La revisione NON ha segnalato problemi di sicurezza associati all'assunzione normale o aumentata di aspartame.

Limiti di Sicurezza

L'EFSA ha fissato l'assunzione giornaliera accettabile (DGA o ADI) per l'aspartame a 40 milligrammi (mg) per chilogrammo (kg) di peso corporeo .

L'ADI dell'EFSA per l'aspartame è inferiore di 10 mg/kg rispetto alla quantità che la FDA americana considera sicura.

Per superare tali quantità si dovrebbe consumare un'enorme dose di dolcificante.

Le bevande analcoliche senza zuccheri, ad esempio, contengono circa 100-130 mg di aspartame per lattina 24; pertanto, servirebbero più di 30 lattine al giorno per superare la dose giornaliera accettabile.

Rischi per la salute

Le notizie riportate negli ultimi decenni hanno affermato che l'aspartame causa o aumenta il rischio di:

  • mal di testa
  • vertigini
  • convulsioni
  • depressione
  • disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)
  • morbo di Alzheimer
  • sclerosi multipla
  • cancro
  • lupus
  • disabilità congenite

Tuttavia, non vi sono prove scientifiche sufficienti per confermare o confutare le affermazioni relative al coinvolgimento dell'aspartame nell'isorgenza di questi disturbi e malattie.

Aspartame e Depressione

In questo studio 26, gli scienziati hanno scoperto che l'aspartame sembra aumentare i sintomi depressivi in pazienti con una storia di depressione unipolare, mentre non ha avuto alcun impatto in pazienti senza disturbi dell'umore.

Un altro studio 27 eseguito su adulti sani ha trovato risultati simili. Quando i partecipanti consumavano una dieta ad alto contenuto di aspartame (25 mg/kg di peso corporeo/giorno), soffrivano di maggiore irritabilità e depressione.

Il Metanolo fa Male?

Il metanolo libero consumato regolarmente può essere un problema perché si scinde nella formaldeide, un noto cancerogeno e neurotossina, nel corpo.

Tuttavia, anche la frutta (soprattutto quella ricca di pectina come le mele), i succhi di frutta, le bevande fermentate e alcune verdure contengono o producono metanolo.

Gli esperti dell'EFSA hanno concluso che il metanolo derivato dall'aspartame rappresenta una piccola percentuale dell'esposizione totale al metanolo da tutte le fonti alimentari.

Secondo la Food Standards Agency del Regno Unito, anche nei bambini ad alto consumo di aspartame non viene raggiunto il livello massimo di assunzione di metanolo.

Discinesia tardiva

Si ritiene che la discinesia tardiva (TD) sia un effetto collaterale di alcuni farmaci per la schizofrenia.

Gli studi hanno visto che la fenilalanina contenuta nell'aspartame può aggravare i movimenti muscolari incontrollati tipici della discinesia tardiva 28.

Aspartame e Cancro

La preoccupazione che l'aspartame causi il cancro è in circolazione dagli anni '80, e con l'avvento di Internet ha guadagnato slancio e popolarità.

"Studio Ramazzini"

Particolare risalto mediatico è stato dato a uno studio italiano, dell'Istituto Ramazzini 29, secondo il quale dosi anche non particolarmente elevate di aspartame aumentavano il rischio di leucemia, linfoma e altri tipi di cancro nei ratti.

Allertati da questo studio, diversi organismi di regolamentazione, tra cui la Food and Drug Administration (FDA), l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la Food Standards Agency del Regno Unito, hanno ordinato revisioni della qualità, analisi e interpretazione di questo studio.

Sulla base di queste indagini, la ricerca è stata attaccata per avere un certo numero di difetti metodologici, che mettono in discussione la validità dei risultati. I problemi riscontrati nello studio sono stati documentati l'anno successivo in un numero della stessa rivista (Environmental Health Perspectives) 29.

Nessuna delle agenzie di regolamentazione ha quindi ritenuto opportuno modificare la propria posizione sulla sicurezza dell'aspartame e ha concluso che l'aspartame è sicuro per il consumo umano.

Altri Studi

Successivamente, nel 2012, uno studio 30 su 125.000 persone ha scoperto un legame tra aspartame e un aumentato rischio di linfoma, leucemia e mieloma multiplo negli uomini, ma non nelle donne. Lo studio ha anche trovato un collegamento tra l'aumentato rischio di questi tumori e il consumo di bibite dolcificate con zucchero (saccarosio) negli uomini.
A causa degli effetti incoerenti su uomini e donne, i ricercatori hanno concluso che i collegamenti potrebbero essere casuali.

Studi sugli animali

Una revisione meta-analitica 31 pubblicata nel 2013 ha esaminato 10 precedenti studi sui roditori sul rischio di aspartame e cancro eseguiti prima del 31 dicembre 2012. La revisione dei dati ha rilevato che il consumo di aspartame non ha effetti cancerogeni sui roditori.

Studi che non hanno trovato una connessione negli esseri umani

  • Uno dei maggiori studi 32 sul possibile legame tra aspartame e cancro è stato eseguito da ricercatori dell'NCI (National Cancer Institute). Gli studiosi hanno esaminato 285.079 uomini e 188.905 donne di età compresa tra 50 e 71 anni, che hanno partecipato allo studio di dieta e salute NIH-AARP.
    I ricercatori hanno concluso che l'aspartame non era associato allo sviluppo di cancro al cervello, leucemia o linfoma.
  • Una revisione del 2013 33 degli studi che hanno indagato la relazione tra consumo di aspartame e vari tipi di cancro non ha trovato alcuna associazione tra consumo di aspartame e aumentato rischio di cancro.
  • Un'altra revisione sistematica 34 sul legame tra dolcificanti artificiali e cancro nell'uomo è stata condotta utilizzando i dati di 599.741 persone dal 2003 al 2014. Si è concluso che i dati non fornivano prove conclusive che collegavano l'aspartame al cancro.

Come Comportarsi

Senza cadere preda di un ingiustificato terrorismo nei confronti dell'aspartame, gli studi più recenti indicano che questo dolcificante (al pari di altri edulcoranti artificiali) non è un composto totalmente inerte dal punto di vista biologico e che numerose questioni tossicologiche riguardanti l'esposizione a lungo termine rimangono irrisolte.

L'aspartame è una molecola che non esiste in natura e che è stata introdotta nell'alimentazione umana solo da pochi decenni.

Anche se gli studi preliminari indicano la sicurezza dell'aspartame alle comuni dosi di impiego, studi più recenti impongono una ragionevole cautela.

D'altronde, se i potenziali rischi dell'aspartame K rimangono da chiarire, è invece ben noto e documentato l'impatto negativo di una dieta troppo ricca di zuccheri semplici.

Allo stato attuale delle conoscenza, non vi sono molti dubbi sul fatto che "lo zucchero (in eccesso) uccide più dell'aspartame".

Le linee guida dietetiche suggeriscono di limitare le calorie fornite dagli zuccheri aggiunti a meno del 10% dell'apporto calorico complessivo della dieta.

Questo significa che vale la pena sostituire il consumo di zucchero con quello dell'aspartame o di altri dolcificanti alternativi?

Non esattamente. La scelta ottimale sarebbe infatti quella di ridurre il consumo di zucchero e altri dolcificanti naturali (come fruttosio, sciroppo di mais, sciroppo d'agave ecc.) e degli alimenti che ne sono ricchi.

Tale riduzione può essere fatta con gradualità, poiché il palato può essere facilmente educato, ad esempio:

  • riducendo a poco a poco lo zucchero aggiunto al caffè o ad altre bevande;
  • passando dal consumo di cioccolato al latte al ben più benefico cioccolato fondente, avvicinandosi gradualmente ai prodotti a maggior contenuto percentuale di cacao;
  • sostituendo, al pasto, una lattina di bibita gassata con un bicchiere (non di più) di vino rosso o con un infuso di acqua e limone o con acqua detox;
  • preferendo i centrifugati o gli estratti preparati in casa ai succhi di frutta industriali;
  • preferendo prodotti integrali od organici a ridotto contenuto di zuccheri aggiunti.

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Al contrario, continuare a seguire una dieta ricca di alimenti raffinati dal sapore dolce dando però la preferenza a prodotti dietetici addolciti con dolcificanti artificiali potrebbe non essere una scelta ottimale per la propria salute, fermo restando che il consumo occasionale di questi prodotti è verosimilmente sicuro e non dovrebbe creare particolari preoccupazioni.

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