Lo Iodio Fa Dimagrire? Ruolo della Tiroide e Possibili Rischi

In questo articolo ti parlo dello Iodio, un minerale essenziale per il buon funzionamento della tiroide, a sua volta essenziale nel controllo del peso corporeo.

Lo Iodio Fa Dimagrire? Ruolo della Tiroide e Possibili Rischi
- Specialista in Scienze Motorie e del Benessere Zarrow s.r.l.

Lo iodio

Lo iodio è parte integrante della struttura chimica degli ormoni tiroidei.

In particolare, gli atomi di iodio, opportunamente assemblati, conferiscono agli ormoni tiroidei struttura e funzione tipica.

Le carenze di iodio, purtroppo ancora endemiche in diverse aree del mondo, inducono il manifestarsi di una condizione tipica, nota come ipotiroidismo, caratterizzata da un'ipertrofia della tiroide, comunemente detta gozzo, e da un ritardo di sviluppo fisico e mentale conosciuto come cretinismo.

L'importanza dello iodio e degli ormoni tiroidei nel preservare il corretto sviluppo fetale e nel sostenere l'opportuna funzionalità metabolica, è sottolineata dalle numerose campagne di screening sostenute dalle organizzazioni sanitarie, nonché da determinate scelte di sanità pubblica condotte da diversi stati nel mondo, Italia inclusa.

Tralasciando gli aspetti clinici, lo iodio e gli ormoni tiroidei, proprio per l'attività diretta sul metabolismo di base, sono diventati oggetti di studio anche tra gli esperti del dimagrimento.

Tiroide e Metabolismo

Iodio, tiroide, metabolismo e dimagrimento

Come accennato, lo iodio è spesso il fattore limitante nella sintesi di ormoni tiroidei.

Di conseguenza, deficit di iodio anche sub-clinici, non così rari come si potrebbe apparentemente credere, interferirebbero con la sintesi e quindi con la funzione degli ormoni tiroidei. Tale condizione potrebbe quindi ripercuotersi negativamente su diverse funzioni organiche, tra le quali anche quelle relative al controllo del metabolismo e del peso corporeo.

Per comprendere come deficit di questo minerale possano ripercuotersi sul bilanciamento del peso corporeo e dello stato di forma fisica, è necessario descrivere alcune funzioni degli ormoni tiroidei.

Più precisamente, gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo importante nel:

  • Potenziare il metabolismo ossidativo mitocondriale, promuovendo l'ossidazione di grassi;
  • Indurre l'espressione di enzimi coinvolti nella catena respiratoria, migliorando l'efficacia dei processi ossidativi;
  • Incrementare il metabolismo di base, anche in soggetti a riposo;
  • Potenziare l'attività metabolica di vari tessuti, compreso quello muscolare;
  • Migliorare l'uptake e l'utilizzo di glucosio da parte dei tessuti periferici;
  • Promuovere il processo di lipolisi, ossia di degradazione del tessuto adiposo;
  • Inibire il fenomeno di lipogenesi, ossia di sintesi di nuovo tessuto adiposo;
  • Ridurre la sensazione di appetito a livello centrale;
  • Sostenere la funzionalità cardiaca a la vascolarizzazione periferica;
  • Aumentare la temperatura basale inducendo termogenesi, attraverso l'espressione di proteine disaccoppianti;
  • Favorire il browning del tessuto adiposo, ossia la trasformazione di tessuto adiposo bianco in tessuto adiposo bruno, metabolicamente più attivo.

Modo d'Uso

Quanto iodio assumere giornalmente e dove trovarlo negli alimenti

Secondo le più recenti revisioni, al fine di preservare la corretta funzionalità tiroidea, sarebbe opportuno in età adulta assumere circa 150 mcg (microgrammi) giornalieri di iodio.

Quota evidentemente destinata a salire durante la gravidanza e l'allattamento fino a 200 mcg giornalieri.

Per quanto si tratti di quantità apparentemente piccole, e facili da soddisfare, sono ancora molto diffusi in Europa, e anche in Italia, stati carenziali sub-clinici degni di nota.

Per questo motivo, già da diversi anni, il sale iodato costituisce un presidio di facile impiego per compensare eventuali carenze.

Tuttavia, in una dieta sana ed equilibrata, quantità apprezzabili di iodio potrebbero trovarsi anche in:

  • Latte vaccino e derivati fino a 30 mcg per 100 g di prodotto;
  • Uova, circa 70 mcg ogni 100 g di prodotto;
  • Pesce, soprattutto pesce azzurro, fino a 150 mcg per etto;
  • Crostacei fino a 300 mcg per etto;
  • Alghe commestibili.

Integratori

Gli integratori di iodio

Nonostante l'introduzione del sale iodato abbia fortemente sostenuto la iodioprofilassi, sia per la semplice reperibilità che per l'immediato utilizzo, talvolta - soprattutto per sostenere ulteriormente la funzionalità tiroidea - come in condizioni di particolare stress psico-fisico, si ricorre all'uso di integratori di iodio.

Classicamente lo iodio in integratore è generalmente combinato ad altri minerali in integratori misti di vitamine e Sali minerali (multivitaminici e multiminerali), e raramente supera apporti quotidiani del 100% dell'RDA (razione giornaliera raccomandata).

In questi casi, tuttavia, oltre allo iodio, sarebbe utile assumere anche del selenio, per potenziare l'attività della tireoperossidai e degli altri enzimi selenio-dipendenti coinvolti nel metabolismo degli ormoni tiroidei.

Nonostante l'assorbimento e l'escrezione di iodio siano finemente regolati, l'uso di iodio, soprattutto sotto forma di integratori potrebbe esporre l'utente a possibili effetti collaterali.

Per questo motivo, l'uso di integratori di iodio, soprattutto in determinate condizioni, come stati patologici, terapie farmacologiche, gravidanza e allattamento, dovrebbe essere supervisionato strettamente dal proprio medico.

Rischi di Eccesso

Eccesso di iodio

Spesso, nel tentativo inopportuno di potenziare l'attività tiroidea per dimagrire, piuttosto che per migliorare la propria composizione corporea, si incorre in intossicazioni da iodio.

In acuto, l'intossicazione da iodio, che ricorre per l'ingestione di grammi di iodio, potrebbe determinare lesioni del cavo orale, dell'esofago e dello stomaco, nausea, vomito, diarrea, cianosi e nei casi più gravi coma.

L'abuso in cronico, invece, potrebbe determinare ipertiroidismo e tireotossicosi, con conseguente sintomatologia caratterizzata da rossore cutaneo, stanchezza muscolare, tachicardia, calo ponderale acuto e nodularità tiroidea.

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