Diagnosi Alopecia - Esami per Capelli che Cadono: Quali Fare?

In questo articolo Parliamo degli esami da effettuare per capire le cause della caduta dei capelli, analizzando nel dettaglio le tecniche diagnostiche più diffuse.

Diagnosi Alopecia - Esami per Capelli che Cadono: Quali Fare? Ultima modifica dell'articolo: 01/09/2019

Generalità

Quando si manifesta un'eccessiva caduta dei capelli, è importante valutare lo stato di salute della chioma in maniera oggettiva. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio dermatologo, il quale sarà in grado di interpretare il quadro completo e impostare la terapia più adeguata al caso, verificandone i risultati nel tempo.

Il primo passo da compiere per accertare le cause della perdita dei capelli è, dunque, una visita medica.


Per una visita tricologica, ci si può rivolgere al dermatologo (specialista delle malattie dei capelli), che potrà consigliare gli accertamenti diagnostici e la cura più adatta.

Attenzione, invece, ai cosiddetti “tricologi non-medici” che non hanno alcuna competenza, legalmente riconosciuta, in materia.

Visita dermatologica

Per stabilire le cause di una caduta eccessiva o di un diradamento dei capelli diffuso o circoscritto, ci si può rivolgere al medico curante o direttamente al proprio dermatologo.

Il primo approccio al problema consiste nella visita medica, in cui vengono raccolte le informazioni che potranno essere utili a formulare la diagnosi finale e viene eseguito l'esame obiettivo.

  • ANAMNESI: in questa prima fase, il medico prende in considerazione lo stato di salute generale e valuta eventuali sintomi riferiti dal paziente, per capire quali fattori possono aver contribuito a determinare la caduta eccessiva dei capelli.
  • ESAME OBIETTIVO: con l'osservazione diretta del cuoio capelluto, il medico può evidenziare specifiche condizioni, quali infezioni, alterazioni dei capillari, cicatrici o processi neoplastici, o diagnosticare patologie dermatologiche (es. psoriasi del cuoio capelluto, dermatite seborroica ecc.). Ispezionando con le dita la capigliatura del paziente (test della carezza), ne viene valutata la consistenza, al fine di determinare il rapporto fra capelli normali e sottili o corti.
    Un segno caratteristico dell'alopecia androgenetica è, ad esempio, l'eccesso di capelli sottili o corti rispetto a quelli normali (segno di defluvio in anagen), come pure il riscontro di un maggior diradamento degli stessi sulla sommità della testa.
    Una pseudo-alopecia - che può dipendere da trattamenti cosmetici traumatizzanti, malformazioni del fusto, tigna o tricotillomania - è caratterizzata invece dalla presenza di capelli fratturati o chiazze alopeciche con aspetto polverulento.
    La presenza di capelli assottigliati, eventualmente associati a unghie fragili e cute secca, fa pensare, invece, ad una sindrome carenziale.

Durante l'esame obiettivo, inoltre, il medico stabilisce approssimativamente il numero totale di capelli nel cuoio capelluto (conta tricologica totale) ed effettua una mappatura delle aree più significative.

A questo punto, il dermatologo può decidere di effettuare alcuni esami specifici che consentono un check-up minuzioso dei capelli, come il pull test e il tricogramma. Le indagini da effettuare dipendono, infatti, dalla malattia che si sospetta essere la causa della caduta (alopecia androgenetica, telogen effluvium, alopecia areata, psoriasi, disordini ormonali ecc.)

Alcune condizioni sono, però, così evidenti che il medico capisce immediatamente quale condizione affligge un paziente. In questi casi, il dermatologo può andare dritto al punto, ciò alla discussione delle varie alternative terapeutiche.

Pull test

Esame della trazione dei capelli

Il pull test è una tecnica diagnostica semplice, che permette di verificare se la caduta è normale o aumentata. Il test viene effettuato dal medico esercitando una leggera trazione dei capelli con le dita, in diverse aree del cuoio capelluto. In base alla modalità e al numero di capelli che si staccano dai follicoli, si ricavano alcune considerazioni cliniche. Ad esempio, è possibile stabilire se vi è realmente un'aumentata caduta e se le radici dei capelli (bulbi piliferi) sono in uno stadio di riposo (fase telogen) oppure se sono malate (distrofiche).

Per una corretta interpretazione del pull test, è necessario che la chioma sia pulita: il test è positivo se, il giorno del lavaggio, si osserva l'estrazione di più di 10 capelli. Se con lieve trazione si raccoglie un numero considerevole di capelli (20-100 o oltre) e i bulbi piliferi sono integri, si tratta di un effluvio.

Analizzando i bulbi, inoltre, si può distinguere un effluvio in telogen da un effluvio in anagen. Se i capelli che si staccano con la trazione e un numero modesto di radici sono conservate, ma il paziente presenta una evidente ipotrichia (scarso sviluppo dei capelli) o una calvizie, si tratta con un'alta probabilità di un defluvio.

Quando i capelli raccolti con il pull test si presentano miniaturizzati, si tratta probabilmente di alopecia androgenetica.

Se i fusti che si staccano sono privi di bulbo, invece, significa che sono fragili e si possono spezzare a causa di malformazioni, parassitosi o stress fisico-chimici eccessivi (prodotti cosmetici troppo aggressivi, trazione ecc.).

Tricogramma

Il tricogramma permette di valutare il rapporto fra capelli in anagen (crescita) e telogen (riposo), quindi stabilire se vi è o no un'aumentata caduta, oltre a determinarne l'entità. Per tale indagine, viene “strappato”, con una pinza apposita, un ciuffetto di circa 50 capelli, in diverse aree del cuoio capelluto. Il campione così prelevato viene esaminato al microscopio.

Nel tricogramma normale, circa l'85% dei capelli è in fase anagen, il 13-15% in telogen, mentre la quota di capelli in fase catagen è trascurabile. Si considera patologico, invece, l'aumento della percentuale telogen sopra il 20% e una quota di capelli in anagen inferiore all'80%. Nel defluvio androgenetico (calvizie comune), si osserverà un tricogramma in telogen; nell'alopecia areata o da chemioterapici, invece, il tricogramma evidenzia una prevalenza di capelli in anagen.

Questa tecnica permette di esaminare, inoltre, le variazioni di diametro del capello (quindi definire se vi è una calvizie) e l'eventuale sofferenza delle radici.

Il tricogramma presenta, tuttavia, alcuni limiti: non prevede un'analisi strutturale dettagliata del capello e richiede il prelievo di un quantitativo non trascurabile di capelli in un soggetto vulnerabile, tuttavia necessario a ridurre un rischio di errore valutativo.

Fototricogramma

Una piccola area del cuoio capelluto viene rasata e fotografata; nei 30-60 giorni successivi, si monitora la crescita nell'area rasata e si acquisiscono nuovamente delle immagini: questo permette di distinguere i capelli in anagen (fase di crescita) che diventeranno più lunghi, da quelli in telogen (riposo) prossimi alla caduta.

Il fototricogramma permette di valutare, quindi, il numero e il diametro dei capelli in una piccola area di cuoio capelluto che viene tatuata (per riconoscere in modo preciso sempre la stessa zona) ed esaminata periodicamente. Ovviamente, tale esame permette solo una piccola campionatura del cuoio capelluto, ma risulta utile per stabilire con esattezza l'efficacia dei trattamenti.

Dermatoscopia

La dermatoscopia è un esame non invasivo che consente di valutare le condizioni del cuoio capelluto e il capello.

Il medico valuta la chioma con un dermatoscopio, ossia uno strumento simile a una videocamera, collegato al monitor di un computer, che ingrandisce e permette di analizzare con precisione la morfologia della superficie cutanea (la stessa tecnica viene utilizzata anche per esaminare i nevi della pelle). Questa tecnica permette di accertare, inoltre, la presenza di segni peripilari, cioè la presenza di depressioni o di aloni rossastri intorno all'emergenza del pelo; questa manifestazione è indice di infiammazione del cuoio capelluto e correla al rischio di una rapida progressione della malattia.

La dermatoscopia è molto utile per la diagnosi di alopecia androgenetica iniziale, per valutare il grado di attività dell'alopecia areata e per diagnosticare alcune patologie del cuoio capelluto, quali la psoriasi e la dermatite seborroica.

Fotografia globale

Nel corso della visita tricologica, il medico effettua uno scatto fotografico della testa con macchina polaroid, reflex, digitale o direttamente con telecamera collegata al computer.

La fotografia globale è indispensabile per valutare l'evoluzione della calvizie o dell'efficacia di un trattamento, quando le immagini vengono acquisite nuovamente a distanza di un certo tempo.

Analisi microscopica del capello

L'esame del fusto consiste nel tagliare i capelli al punto di emergenza dall'ostio follicolare, per poi osservarli al microscopio ottico dotato di luce polarizzata.

Biopsia del cuoio capelluto

La biopsia viene effettuata in anestesia locale e si preleva un piccolo campione di cuoio capelluto, di solito utilizzando bisturi circolari (“punch”) di 5-6 mm di diametro. Sul pezzo prelevato, quindi, si effettua l'esame istologico e/o l'immunofluorescenza diretta.

Wash test

Il wash test consiste nella conta e nell'osservazione microscopica dei capelli caduti in seguito a lavaggio, eseguito dopo almeno tre giorni di astensione. Per effettuarlo correttamente, è necessario poggiare, al momento della detersione della chioma, una garza sullo scarico per trattenere e poter contare subito dopo le fibre capillari distaccatesi.

Il wash test permette di discriminare - valutando quantitativamente e qualitativamente i capelli persi - se siamo affetti da problemi quali telogen effluvium o alopecia. L'esame microscopico permette di accertare con esattezza, poi, il tipo di caduta.

Test del conteggio giornaliero

Più laborioso, il test del conteggio giornaliero consiste nella conta quotidiana di tutti i capelli che si trovano sul cuscino, nella spazzola, sulle spalle e quelli che cadono durante il lavaggio.

Questa valutazione viene effettuata dal paziente, per almeno 2 settimane consecutive.

Mineralogramma

Il mineralogramma è un test analitico che consiste nell'esaminare circa un grammo di capelli prelevati in sede nucale, di lunghezza inferiore ai 3 cm, dei quali viene valutata la composizione minerale, che varia a seconda del colore e del sesso.

Oltre a rilevare la presenza di minerali tossici (piombo, mercurio, cadmio, arsenico, alluminio ecc.), il mineralogramma consente lo studio di svariate funzioni dell'organismo e fornisce indicazioni per la correzione della dieta del paziente.

Esami di laboratorio

Gli esami di laboratorio sono spesso utili per capire le cause di un'alopecia di non chiara patogenesi.

La caduta dei capelli può essere, infatti, una conseguenza di disfunzioni ormonali o altre condizioni patologiche dell'organismo (es. infezioni, malattia ematologica, collagenopatia, sindrome carenziale per una dieta inappropriata o per un malassorbimento grave ecc.). In questo caso, il dermatologo può chiedere al paziente di consultare un endocrinologo o un immunologo per esami più approfonditi, tra cui:

  • Esami ematochimici;
  • Dosaggio ormonale plasmatico;
  • Dosaggio ormonale sulle urine delle 24 ore.

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